Utente 172XXX
Salve!
Ho un adenoma alla parotide sx di diametro poco maggiore di 1 cm. Ultimamente è aumentato di volume e mi hanno consigliato di asportarlo chirurgicamente. La posizione in cui si trova è sulla guancia a circa 3cm dall'orecchio.
Vorrei capire se il mio problema è di competenza di un otorinolaringoiatra o di un chirurgo maxillo facciale!
La tecnica chirurgica richiesta dal caso è la parotidectomia?
Non ho le idee chiare perchè ho consultato 2 specialisti i quali mi hanno prospettato 2 tecniche chirurgiche opposte:
il primo dichiarava che la tecnica da adottare fosse l'intervento chirurgico esterno per riuscire a seguire (ed evitare) il nervo facciale agevolmente (vista la posizione in cui è localizzato l'adenoma),ciò avrebbe comportato la presenza di una inevitabile cicatrice visibile lungo parte del collo.La degenza in ospedale sarebbe stata di 5gg circa;
il secondo invece riteneva di intervenire dall'interno della bocca evitando cicatrici e prospettandomi un intervento semplice con una degenza ospedaliera di 2 gg.
Quale delle 2 posizioni è corretta? se lo fossero entrambe quale riduce i rischi di lesioni al nevo facciale?
Ringrazio anticipatamente per l'attenzione,
resto in attesa di risposta.

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[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Marano
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ROMA (RM)
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Gentile paziente
Gli interventi alle ghiandole salivari possono essere eseguiti sia dai chirurghi maxillofacciali che dagli otorini, i loro campi di azione spesso si sovrappongono...
Quanto alla tecnica chirurgica, l'intervento generalmente prevede l'asportazione, se possibile, di un lobo parotideo e non dell'intera ghiandola.
L'approccio esterno è quello maggiormente utilizzato e più documentato, quello dal cavo orale invece è una tecnica sicuramente valida ma con minore casistica. Sta all'abilità del chirurgo scegliere l'una o l'altra metodica.
Cordialmente


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[#2] dopo  
Dr. Alessandro Medici
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ALESSANDRIA (AL)
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Gentile utente,
confermo quanto le ha detto il collega circa la competenza che, come spesso accade per talune patologie, può interessare più specialisti.
Intanto partirei dalla diagnosi che deve neccessariamente prevedere:
1) ecografia
2) agoaspirato
3) RMN
Una volta stabilita la vera natura della tumefazione (cistoadenolinfoma, adenoma pleomorfo, ecc) si valuta la sua esatta posizione.
Solo con questi parametri si può prospettare una soluzione al problema.
Circa le tecniche chirurgiche personalemnte sconsiglio vivamente l'approccio endorale poichè privo di valore scientifico; le stesse linee guida della SICMF e SIO non considerano tale tipo di approccio.
Detto questo, coem le ha giustamente detto il collega, sta all'abilità ed esperienza del chirurgo optare per la tecnica ove si sente più sicuro.
Di solito questi tumori benigni interessano il polo superficiale della ghianola (quello verso la cute) che, va asportato in toto preservando il n. facciale ed i sui rami.
Sono pochi i centri dove viene fatta la sola tumorectomia mentre la parotidectomia radicale è riservata ai casi di malignità.
Saluti
[#3] dopo  
Utente 172XXX

Iscritto dal 2010
Grazie mille per la tempestiva e chiara risposta!

Nella precedente e-mail ho dimenticato di precisare che mi sono accorta di avere l'adenoma circa 8 anni fa (a 16 anni). Chiaramente, non sapendo cosa fosse, mi sono rivolta al mio medico curante che, in quell'occasione, mi disse che si trattava di una cisti innocua e che potevo tranquillamente tenerla.
Costituisce un problema il fatto di averlo tenuto per tanto tempo?
Sapreste consigliarmi un buon centro in cui operarmi(o, eventualmente, anche uno specialista)?
Vivo a Bari e la mia idea sarebbe di operarmi al Policlinico. Ho la possibilità di spostarmi ma non saprei scegliere dove.

Grazie ancora per la vorta cortesia e disponibilità!
[#4] dopo  
Dr. Giuseppe Marano
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ROMA (RM)
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Iscritto dal 2007
Penso che il Policlinico Universitario di Bari sia un'ottima scelta, vi lavorano esperti qualificati sia nel reparto di chirurgia maxillo-facciale che in quello di otorinolaringoiatria.
Quanto all'attesa, diciamo che è stata un po' superficiale... Certe cose è meglio asportarle subito!
Anche perchè la diagnosi è spesso esclusivamente istologica, vale a dire bisogna analizzare al microscopio la parte asportata.