Utente 172XXX
Un mio parente stretto (un ragazzo di 30 anni) accusava un nodulo al testicolo sinistro, con linfonodi ingrossati dell'addome e febbre (dagli esami del sangue non risultava alcun marker fuori norma). In seguito ad una orchifunicolectomia al testicolo sinistro è stato eseguito un esame istologico da cui è emerso che è affetto da seminoma classico in stadio 1 (entro tunica albuginea).
Il medico che lo segue gli ha prescritto 3 cicli di chemioterapia, per risolvere il problema ai linfonodi, che in caso di insuccesso della terapia potrebbero venire asportati.
Tuttavia, cercando di informarmi in proposito mi è stato detto che i seminomi allo stadio 1 non dovrebbero presentare interessamento o metastasi dei linfonodi. Mi chiedo se questa informazione che ho ricevuto è corretta. Se sì come si spiega la situazione del mio parente?
Non voglio allarmare il mio parente con inutili preoccupazioni delle quali non sono sicura, ma vorrei cercare di capire se è possibile che gli siano state fornite informazioni non corrette e se sì perchè.
Vi ringrazio in anticipo di qualsiasi informazione che vorrete fornirmi.
[#1] dopo  
Dr. Gianluca Mortellaro
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Gentile utente,
la prima cosa da fare è quella di capire se ci sono dei linfonodi sospetti e questo lo si può fare con degli esami strumentali di stadiazione di malattia e cioè la TC e la PET.
Successivamente si deciderà quale strategia terapeutica adottare, se venisse confermata l'assenza di linfonodi colonizzati dalla malattia allora, essendo un I stadio, la terapia adeguata da fare sarebbe la radioterapia, se invece dovesse essere confermata la presenza di linfonodi positivi allora si prenderebbe in considerazione anche la possibilità di integrare con della chemioterpia.
Salve
[#2] dopo  
Utente 172XXX

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Gentile Dr. Mortellaro,
Intanto la ringrazio per il suo interessamento.
Dalla TC eseguita prima dell'operazione era emersa la presenza di dei linfonodi sospetti.
Sulla base dei soli risultati della TC dei linfonodi e dell'istologia relativa al tumore asportato dal testicolo (non è stato effettuato alcun altro esame relativo ai linfonodi) l'oncologo che segue il mio parente gli ha prescritto 3 cicli di chemioterapia, della durata di 21 giorni ciascun ciclo (non integrati da alcuna radioterapia).

Quello che mi preoccupa più di tutto è la discordanza tra le informazioni fornite dall'oncologo al mio parente rispetto ad altre informazioni da me reperite. Questa situazione mi fa infatti temere che il mio parente non sia stato correttamente informato o che il medico che lo segue non sia del tutto competente.
Per prima cosa l'oncologo ha detto al mio parente che il suo è un seminoma in stadio I, ma a me era stato detto che un seminoma per essere classificato come stadio I non deve presentare colonizzazione dei linfonodi da parte della malattia (come sembra essere invece il caso del mio parente). Potrebbe confermarmi se questa informazione è corretta?
Inoltre avevo letto che la radioterapia è una delle terapie di elezione per il seminoma, mentre il mio parente verrà curato con la sola chemioterapia. Saprebbe per caso dirmi se vi sono dei casi in cui questo approccio è più adeguato?

La ringrazio in ogni caso della sua attenzione!
[#3] dopo  
Dr. Gianluca Mortellaro
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Gentile utente,
sicuramente la presenza di linfonodi positivi non fa stadiare la malattia come primo stadio e l'unico modo per avere questo tipo di informazione, a parte l'asportazione chirurgica, è l'esecuzione di una PET che ci informa sull'attività metabolica delle linfoadenopatie.
Tutte le informazioni che lei ha letto sono corrette, nel senso che la radioterapia rimane la terapia di scelta nei seminomi agli stadi iniziali anche se ci sono molti studi che confrontano la RT con 2-3 cocli di CT.
Comunque si affidi serenamente all'oncologo che vi segue che sicuramente ha delle informazioni in più rispetto a quelle che posso avere io.
Salve