Utente 413XXX
Salve,
volevo fare due domande, in maniera da avere più chiare informazione sull'hiv, dato che per tutti,specie noi giovani che a volte dimentichiamo di usare la testa, sono importanti.

1)ho perso la password, ma tempo fa ho postato un consulto http://www.medicitalia.it/02it/consulto.asp?idpost=15389
chiedendo se un test hiv a 5 mesi e 7 giorni fosse sufficiente ad escludere un contagio da hiv, dopo che presso la struttura ospedaliera mi era stato detto che 3 mesi erano sufficienti, ed oggi sono il periodo finestra considerato.
Su questo sito mi era stato consigliato di rifare il test a 6 mesi,ma vedo che da qualche tempo è stato cambiato registro, e si consigliano i 3 mesi anche qua.
Perché allora mi sono stati indicati 6 mesi(essendo io perlopiù al 5 mese?)
Perché anlaids,helpaids e altri infettivologi italiani parlano di 3 mesi?

2)Noi giovani(mi auguro tutti) sappiamo che il preservativo protegge al 100% se non si rompe o non si sfila dall'hiv.
Siti come helpaids,anlaids, e siti importanti americani dicono lo stesso, e studi su coppie sierodiscordanti dimostrano che funziona dato che il partner negativo non si infetta.

Perché in un post precedente si dice che il preservativo non riduce a zero il rischio?
Non è un allarmismo ingiustificato?

Purtroppo ci sono siti che dicono una cosa e siti che dicono un'altra e nessuno sa mai quale sia l'indicazione corretta.

Grazie,
uno dei tanti giovani.
[#1] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Gentilissimo paziente in realtà siamo quasi obbligati a dire : -ripetere il tets a sei mesi, perchè tale è l'indicazione ministeriale_
Questo comportamento lo abbiamo in modo particolare su un forum nel quale non conosciamo i pazienti e non possiamo seguirli nel tempo, ma sopratutto non possiamo fare l'anamnesi. In pratica oggi il test anticorpo anti HIV, si esegue insieme alla ricerca antigene P24, l'affidabilità del test così composto a tre mesi è superiore al 99%. Riguardo la sicurezza del profilattico sono d'accordo con lei in parte. Lei senz'altro mi insegna che durante un rapporto, essendo un rapporto d'amore e non di calcolo, ci si abbandona ad effusioni e carezze, non solo alla penetrazione protetta. Lei mi insegna ancora che il profilattico, eccetto alcuni tipi , detti defensor, non sono blindati. Con questo concludo che uno dei miei pazienti ha contratto l'HIV durante dei rapporti protetti con profilattico in cui si è più volte contaminato le mani con liquidi biologici del partner. Le mani erano quelle di un lavoratore, quindi con varie ferite. Spero che abbia capito la genesi della nostra cautela.
Marcello Masala MD
[#2] dopo  
Utente 413XXX

Iscritto dal 2007
Ora capisco a fronte degli esempi da lei fornitemi, il perché di tanta cautela sul preservativo.
Sono d'accordo con Lei sul fatto del fattore "lontananza/non conoscenza" del paziente.
grazie dottore,è stato veramente chiarissimo.

Ps. La mia non voleva essere una critica(non studiando medicina, non mi permetterei mai), quanto una richiesta di delucidazioni, dato che di hiv non si sente più parlare un granché da quando sono state scoperte le terapie antiretrovirali e in internet l'informazione spesso è vaga o discordante.
Mi ricordo vagamente che intorno agli anni '90 c'erano molte pubblicità progresso sul tema, che credo sarebbero ancora utili, dato che la malattia è sempre presente e pericolosa come anni fa, solo che la guardia mi pare sia stata abbassata.

Buona giornata,
S.