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Chirurgia della cifoscoliosi dorsale

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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2007

    Chirurgia della cifoscoliosi dorsale

    Vorrei porvi alcune delle tante domande che continuo a pormi e a cui che nessuno ha risposto finora, a proposito della situazione della mia colonna vertebrale.
    Vi riporto due referti praticamente per intero per dare un quadro spero accurato della mia situazione (ho messo un punto interrogativo dopo la parola o espressione di cui non conosco minimamente il significato, lasciando stare il dettaglio delle ernie lombari – mi sembra davvero troppo complicato).


    Strati segm. osseo del 1997

    Si apprezza un grave quadro di scoliosi ds convesso del tratto dorsale alto con fulcro in D5-D6 che si accompagna ad una cifosi angolare di alto grado come evidenziano le scansioni in laterale.
    È presente un quadro di spiccata rotazione omologa dei metameri, ben evidente nel tratto dorsale alto in corrispondenza del quale i corpi vertebrali appaiono oltre che ruotati anche ipoplasici e dismorfici.
    Data la difficoltà di precisare l’esatta anatomia di tale tratto dorsale iniziale sulla base delle scansioni stratigrafiche a causa delle deformazioni spaziali legate alla rotazione metamerica, si raccomanda completamento della presente indagine mediante TC per un maggior dettaglio spaziale delle alterazioni morfostrutturali descritte.
    Coesiste schisi dell’arco posteriore di D1 e D3.
    Si apprezzano a più livelli i fenomeni di osteocondrosi (?) dei piatti vertebrali.


    RMN del rachide in toto del 2006

    Colonna dorsale: marcata cifosi del tratto dorsale superiore associata a scoliosi destro convessa con fulcro in D5-D6. Si associa dismorfismo ed ipoplasia dei corpi vertebrali a partire da D4 fino a D7-D8. Nello stesso tratto il canale midollare appare di dimensioni superiori alla norma ma in gran parte è occupato da materiale grassoso, il sacco durale ed il midollo dorsale sono depiazzati (?) verso sinistra. Con i limiti derivanti dalla complessa situazione morfologica [ma non doveva essere la TC a dover dare “un maggior dettaglio spaziale”?], che non permettono di visualizzare nelle immagini assiali e sagittali il midollo ed il sacco durale per tutto il loro decorso, non si apprezzano grossolane compressioni midollari.

    Colonna cervicale: normali la morfologia del midollo cervicale e quella delle strutture della giunzione tronco-midollare così come i diametri.
    I dischi intersomatici del tratto cervicale medio inferiore sono lievemente ridotti di spessore per disidratazione. [tagliato qualche riga, ma il resto va tutto bene]

    Colonna lombare: diametri sagittali nella norma. Irregolarità delle limitanti somatiche (?) dei corpi vertebrali per processi degenerativi di tipo ipertrofico. I dischi intersomatici del tratto lombare inferiore sono degenerati.
    A livello L3-L4 il disco dà origine ad una formazione erniaria posteriore, sottoligamentosa che comprime nettamente il sacco durale con minimo interessamento delle porzioni basali di entrambi i canali di coniugazione.
    In L4-L5 protrusione erniaria posteriore ad ampio raggio con focalità erniaria mediana che determina compressione del sacco durale ed impegno di entrambi i canali di coniugazione corrispondenti.
    Anche a livello L5-S1 formazione erniaria posteriore mediana paramediana sinistra che contatta il sacco durale ed impegna marginalmente i canali di coniugazione corrispondenti. I piatti vertebrali giustapposti presentano alterazione di segnale compatibile con reazione degenerativo-infiammatoria della spongiosa ossea. (?)

    FINE referti.

    Alcune altre precisazioni: la curva è a breve raggio, la scoliosi è congenita da emispondilo in D2 (dalle primissime visite molti anni or sono) e, secondo un mio calcolo personale (perché nessuno ha mai ritenuto importante farlo o dirmelo) la curva misura attorno ai 65 gradi Cobb. Mai indossato corsetti perché non ritenuti necessari dall’ortopedico che fece la diagnosi quando avevo 6 anni, ma solo una ginnastica da lui indicata, da fare in casa 15 minuti al giorno, e frequenti controlli, interrotti poi all’età di 13 anni circa.

    La parte dorsale alta della mia schiena è quella per me più problematica, sia in termini di dolore fisico che psicologico, infatti fin da quando la curva si è accentuata molto durante e dopo la pubertà, ho sempre sofferto molto della deformità sia della cifosi che del gibbo destro: tutt’oggi vivo con profondissimo disagio. Inoltre ho grandi preoccupazioni per quali potrebbero essere gli esiti nel medio e lungo periodo per una scoliosi così grave, quanto potrebbe peggiorare e con quali conseguenze.
    Soffro di facile stancabilità, ma nessuno mi ha mai suggerito per esempio di fare esami sulla funzionalità polmonare (spirometria? – in internet ho letto di “atelettasia” (?) polmonare causata dalla scoliosi).

    L’ultima visita fatta presso un ortopedico di un centro specializzato (che ha prescritto e letto la RMN sopra riportata) mi ha molto deluso in quanto, come detto, non ha neppure misurato l’entità della curva scoliotica e cifotica e del gibbo, oltre a non dare nemmeno un’occhiata alle scansioni (si chiamano così?) per vedere coi suoi occhi la mia colonna, ma limitandosi a leggere il referto cartaceo: è una cosa corretta da fare? Mi ha detto che l’intervento chirurgico avrebbe lo scopo principale di stabilizzare la curva mentre ne correggerebbe solo di poco l’entità (e relativa deformità) per il rischio di indurre danni neurologici.

    Poi però ho letto e mi sono un po’ informata e ho potuto sapere che ci sono dei validi ausili per monitorare eventuali danni neurologici nel corso dell’intervento, come i PESS e il “risveglio in analgesia” e magari altri ancora che non conosco.

    Da disorientata e disperata quale sono, volevo chiedere cosa posso realisticamente aspettarmi da un intervento chirurgico sulla colonna dorsale (so già che sarebbe molto impegnativo per usare un eufemismo), quale strumentario (CD, USS altro) e quale approccio, anteriore e/o posteriore, quale grado di correzione e quali risultati estetici e se potreste indicarmi due o tre centri specialistici cui rivolgermi.

    Però prima vorrei tanto avere qualche opinione qualificata, precisazioni e delucidazioni che mi aiutino ad orientarmi nel futuro.

    Che mail lunga! Intanto Triplo grazie.





  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 698 Medico specialista in: Ortopedia
    Medicina dello sport
    Medicina fisica e riabilitativa

    Perfezionato in:
    Medicina manuale osteopatica

    Risponde dal
    2006
    Gentile sig. ra Laura, Lei necessita di un attento e scrupoloso consulto specialistico ortopedico da parte di un esperto chirurgo ortopedico di chirurgia vertebrale che sappia programmare il da fare .
    Poi, per entrare nei superdettagli tecnici, come chiede lei, è indispensabile sapere tutto clinicamente, valutare il caso clinico attentamente e ripetutamente, analizzare tutti gli esami neuroradiologici e radiografici.
    Poco importa la via d'accesso chirurgica, lo strumentario che verrà usato.
    Il chirurgo vertebrale che la opererà, di sicuro valore ed affidabilità, saprà senz'altro cosa fare e come fare.
    L'importante è affidarsi ad un qualificato Istituto di Chirurgia vertebrale ed essere operata da un Collega Ortopedico autorevole del settore.
    Ed allora non vi è motivo di essere inquieta e disperata.
    Il Centro di Chirurgia vertebrale degli Istituti Rizzoli di Bologna, quello del C.T.O di Firenze, quello dell' Università Cattolica di Roma, quello del Bambin Gesù di Roma, quello della Clinica Ortopedica di Verona, degli Istituti Galeazzi e Pini di Milano sono da tenere in alta considerazione, senza nulla togliere chiaramente ad altri Istituti di Eccellenza del settore, anche parimenti importanti e che attualmente mi sfuggono.
    Cordiali saluti
    Alessandro Caruso
    Messina





  3. #3
    Utente donna
    Iscritto dal
    2007
    Grazie mille per la sua risposta, prof. Caruso, in particolare per le indicazioni preziose sui centri dove potermi rivolgere.

    Come accennavo nella presentazione del mio problema ho avuto un consulto specialistico (per la precisione in uno dei centri specializzati da lei menzionati), ma ho ricevuto scarsa attenzione, almeno così è stata la mia netta impressione. Le informazioni avute sono state molto generiche: che avrei avuto una lunga cicatrice lungo la schiena, che probabilmente non avrei avuto bisogno di alcun corsetto dopo l'intervento, ma nessun tipo di parola sui risultati anche estetici e su quanto si poteva presumibilmente correggere la curva. Conoscere queste informazioni era pretendere troppo?

    Cordiali saluti.




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