Utente 951XXX
Buonasera dottori , vi sto scivendo per chiedervi un consulto per quanto riguarda mia madre, la quale ha 52 anni e circa 2 mesi fa le hanno applicato uno stent coronarico (dopo averle fatto la coronarografia ) , a causa di continui attacchi di angina(anche se non ho capito di quale tipo dato che in questo senso i medici sono stati poco chiari , se si tratta di stent BMS o DES).
In questo periodo abbiamo provato a chiedere informazioni in merito alla durata dello stent e sulle probabilità di ristenosi , e ci è stato riferito dai medici specialisti che stanno tenendo sotto controllo mia madre , che spesso in questi casi la vera prevenzione è data da uno corretto stile di vita (controllo della pressione arteriosa, dieta , smettere di fumare , analisi del sangue ecc...)oltre alle cure farmacologiche .
Le domande che vi voglio rivolgere sono:
1) Se è vero che il periodo più a rischio è compreso nei primi 12 mesi dopo l'intervento.
2)Se è vero che attraverso lo stile di vita adeguato e le cure farmacologiche , associate ai frequenti controlli , le probabilità di ristenosi riducano in maniera rilevante, indipendentemente dal tipo di stent che le è stato applicato ( ve lo sto chiedendo perchè al momento mia madre è molto spaventata per quello che le è successo , cosi come lo sono anche io) .
3)E il fatto che circa dieci giorni fa dopo la prima visita di controllo ,i medici hanno trovato un netto miglioramento del tracciato dell'elettrocardiogramma (rispetto a quelli precedenti) , può essere considerato come un buon segnale ?

Vi ringrazio anticipatamente.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Fabio Fedi
28% attività
16% attualità
16% socialità
NAPOLI (NA)
Rank MI+ 60
Iscritto dal 2008
Provo a risponderLe con ordine:
1) Il periodo più a rischio è quello immediatamente successivo alla procedura, che Sua madre ha già già brillantemente superato;
2) lo stile di vita, in primis la cessazione del fumo unitamente alla dieta, all'attività fisica, al controllo degli esami del sangue e degli esami strumentali cardiologici che andranno scrupolosamente eseguiti secondo le prescrizioni del cardiologo curante e all'assoluto rispetto della terapia prescritta faranno sì che le probabilità di restenosi si riducano al minimo;
3) il miglioramento del reperto elettrocardiografico è senz'altro un ottimo segno.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 951XXX

Iscritto dal 2009
La ringrazio per avermi risposto.