Utente 174XXX
Gentile Dottore,
gradirei ricevere un parere e/o eventuali indicazioni sulla mia attuale condizione di salute.
Sono una ragazza di 30anni che da più dieci ormai soffre di colon irritabile. Premettendo che è sempre stata questa una diagnosi fondata solo sui miei frequenti e ripetuti mal di pancia accompagnati da alterni periodi di stipsi e diarrea, alcuni attacchi sono stai tanto forti da indurmi a recarmi in pronto soccorso.
A marzo dello scorso anno riscontrando come ormai usuale,la localizzazione del dolore addominale al fianco destro e dopo aver accusato una leggera forma di diarrea, forte nausea infine sfociata in vomito in pronto soccorso è stata ipotizzato un attacco di appendicite sulla base anche dell'esame emocromico che evidenziava 12000 globuli bianchi. Sono stata ricoverata e tenuta sotto osservazione per 2 gg, poi rimandata a casa.
15 gironi fà lo stesso problema si è ripresentato. Puntualizzo che il dolore è iniziato nel corso della notte (le 3) e che è un dolore, per quanto fastidioso e continuo con picchi simili a coliche, che riesco a sopportare. Verso le 9 della mattina,avendo ancora lo stesso dolore mi sono recata in pronto soccorso. L'esame ha evidenziato 15000 leucociti ma, ancora una volta nessuna sofferenza e liquido dall'egografia. Sono stata di nuovo sottoposta ad antibiotico per 5 gg e dieta ferrea (digiuno nei primi 2) ma si è ritenuto di non dover intervenire chirurgicamente.
Mi domando pertanto se sia davvero necessario attendere che l'infiammazione diventi più grave, correndo il rischio di un intervento d'urgenza, o sia opportuno fare ulteriori accertamenti e programmare un'appendicectomia (come ritiene il mio medico curante) e se sia possibile che l'appendicite in questo caso possa essere stata "confusa" con qualche altra patologia o se sia più semplicemente possibile ricondurla al mio colon irritabile. Sono pertanto consigliabili a Suo avviso ulteriori accertamenti e/o visite specialistiche?
Nella speranza di ricevere presto un Suo gentile parere, ringrazio dell'attenzione riservatami e saluto cordialmente.

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Dr. Stefano Spina
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L'appendicite acuta ha caratteristiche tali che non puo' essere scambiata tanto facilmente con altre patologie. Diverso e' invece (come sembra nel suo caso) quando siamo di fronte al dubbio tra un'appendicopatia e una sindrome del colon irritabile, che appare in genere molto piu' arduo da dirimere. La sua storia clinica in fondo e' simile per certi aspetti a molte altre, soprattutto nelle giovani donne: senza ovviamente poter entrare nel merito del suo caso specifico, visto che non la conosco, posso dirle che per mia personale esperienza l'appendicectomia programmata si e' rivelata molto spesso decisiva. Mi sento quindi di concordare con il suo Medico Curante. Aggiungo inoltre che se pianificato con cura, e ove possibile, e' preferibile adottare la tecnica laparoscopica, la quale offre indubbi vantaggi non soltanto dal punto di vista estetico e del post-operatorio, ma soprattutto fornisce l'occasione unica (e probabilmente irripetibile!) di visionare "dal vivo" l'intera cavita' addominale e fugare cosi' qualsiasi dubbio relativo anche a patologie di interesse ginecologico. Cosa che ovviamente non puo' essere fatta dal piccolo taglietto che viene praticato in corso di appendicectomia laparotomica.
Cordiali saluti