Utente 146XXX
Buongiorno,

mio zio 93anni è venuto a mancare qualche mese fa, per la rottura dell'aneurisma

L'aneurisma,in origine dieci anni fa circa,focalizzato nel tratto dell'aorta addominale presentava una dilatazione di 2cm circa.Considerando l'età avanzata e i rischi dell'intervento chirurgico,mio zio ha deciso di non sottoporsi alla pratica chirurgica.
Secondo il controlli effettuati nel dicembre del 2009,l'aneurisma opportunamente trattato, a raggiunto una dilatazione di circa 7cm.Ma dopo la perdita della moglie,nell'giro di pochi mesi sono state registrate dimensioni spaventose direi.
dopo un'acuta insufficienza renale e dunque l'inzio della dialisi,da un controllo si è visto che essa presentava una estensione dalla biforcazione fino al tratto toracico di 9cm circa,tanto che i medici hanno detto:"ci meravigliamo di come un paziente posso vivere in queste condizioni".Peraltro aggiungo che per ragioni legate al trattamento delle dialisi, la pressione spesso arrivava fino a 180! 15 giorni dopo purtroppo abbiamo assistito alla rottura, è stata una agonia di 2ore circa dolorosissima,sedata da antidolorifici.

In virtù di quanto detto, ci tenevo ad avere i seguenti chiarimenti

1)l'insufficienza renale unitamente l'impossibilità di mangiare qualcosa,potrebbe essere una conseguenza di questo stato?
2)inziamente accusava un blocco al piede che poteva essere mosso passivamente,
a qualche relazione con questa patologia?

[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
in considerazione dell'età , della estensione della patologia e dello stato generale del paziente (dialisi), è possibile ritenere che le scelte fatte siano state le più sensate e opportune.
E' verosimile, ma non sicuramente certo, che i sintomi riferiti potessero essere ascrivibili all'aneurisma. Anche in questo caso non credo che vi fossero limiti per poter fare qualcosa di diverso.