Utente 219XXX
Gentili specialisti

ritengo di efficace indicazione un Vs pregiato parere su questo mio recentissimo problema. Un paio di sere fa, per compleanno parente, mi sono trovato per tre ore in un ristorante di campagna, in una sala pranzo con un suono assordante provocato sia dalla poca educazione dei commensali, e sia dal pessimo potere fono assorbente (direi nullo) del locale. Si doveva addirittura alzare la voce per riuscire a comunicare con la persona di fronte, e anche questo contribuiva al suono "perverso". Ricordo che a tratti dovevo pure tenere un dito e chiudere un orecchio, per il senso di fastidio. Durante la giornata di ieri e poi pure questa mattina dal risveglio, con cadenze a volte intermittenti, a volte è più continuo, mi trovo un rumore dentro la testa, o dietro le orecchie, tipo un sibilo, uno suono tipo "zzzsss". In passato molto occasionalmente mi era capitato, specie in luoghi silenziosi, che ad un certo punto iniziavano dei suoni non fastidiosi che duravano alcuni secondi poi sparivano (una cosa diversa da questa), poi tanti anni fa di questo ne parlai al medico che mi fece fare visita da una otorinolaringoiatra molto scrupolosa (una visita attenta e lunga nonostante fosse a "ticket"), ma tutto era a posto e non mi fece fare esami ulteriori.
E ora mi chiedo: ma è mai possibile che per alcune ore di "stress" uditivo (povere cameriere, allora!) io ora debbo accusare questi rumori di sibili, che mi pare voi tecnici in gergo chiamate acufeni? c'è speranza che coi giorni si attenuino? cosa mi consigliate di fare?
Un cordialissimo saluto

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[#1] dopo  
Dr. Raffaello Brunori
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Se la sintomatologia da lei sofferta persiste a tutt'oggi, allora è utile che si sottoponga ad una visita specialistica otorinolaringoiatrica con esame audiometrico tonale ed impedenzometria. Certo, l'esposizione dell'orecchio ad un forte rumore puo' arrecare una sofferenza del nervo acustico. Generalmente, con un riposo uditivo, la sintomatologia regredisce da sola ma è bene sempre che faccia una visita di controllo.
Un cordiale saluto
[#2] dopo  
Utente 219XXX

Iscritto dal 2006
Gentilissimo dott. Brunori

grazie per la risposta. In effetti nel frattempo, il 13 ottobre, ho eseguito una visita otorino e la dott.ssa ha scritto:

RTC a destra
MMTT opacate
Disfunzione dell'ATM
Medrol 16 cp 1 dopo pranzo x 3gg poi 1/2 x 3 gg
Neurax cps 1 dopo pranzo x 30 gg
Audiometria + Impedenzometria
Ecodoppler TSA
Ok BITE come già prospettato dal collega gnatologo

Devo però sintetizzare le mie ultime vicende, a miglior chiarimento. Poco oltre 1 mese fa, senza causa accidentale, iniziai a sentire dolore nella parte destra del viso con fitte sino all'orecchio, che il mio medico ricondusse ad un problema dell'articolazione temporomandibolare. Avevo dolore a mangiare e mi prescrisse OKI per qualche giorno; il dolore e la dolenzia scomparsero dopo un 8 - 10 giorni, completamente. Poi una sera ai primi d'ottobre l'episodio dell'esposizione ai rumori intensi, con comparsa di acufeni dal giorno successivo. Nel frattempo ho eseguito una prima visita da un ortognatodonzista - gnatologo al quale ho anche raccontato degli acufeni, e pur non escludendo coinvolgimento causale dell'ATM, propendeva come possibile causa degli acufeni l'episodio dell'espoosizione a rumori.
Ora c'è un fatto importante. Dopo una settimana questi acufeni hanno iniziato a regredire naturalmente (prima della visita ORL), fino a quasi scomparsa, tant'è che nei giorni che ho fatto la visita otorino, in pratica non li avvertivo più. Tre sere fa, il 14 ottobre, durante la masticazione ho avvertito sul lato destro uno schiocco più forte del solito, per alcuni secondi ho avuto la sensazione che i denti si fossero un pò spostati e la mandibola bloccata (però per fortuna non devrebbe essere successo, visto che poco dopo l'aprivo e chiudevo), insomma un senso di contrazione, e contemporaneamente una fitta nell'orecchio, con senso di pressione dall'interno verso l'esterno. Il giorno dopo, cioè da un paio di giorni, mi sono tornati gli acufeni, e ho ancora un pò di dolenzia sul lato destro del viso. Certo le coincidenze esistono, ma siamo sicuri che questi acufeni davvero non dipendano dalla ATM?
Lei cosa ne pensa, che idea si è fatta? La ringrazio
[#3] dopo  
Dr. Raffaello Brunori
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Indipendentemente dal trauma acustico sofferto, penso che la sintomatologia sia riconducibile all'articolazione temporo-mandibolare. Le consiglio, pertanto, di sottoporsi quanto prima alle cure del suo Gnatologo di fiducia. Cordialmente
[#4] dopo  
Utente 219XXX

Iscritto dal 2006
La ringrazio dott. Brunori

oggi farò una lastra panoramica OPT e il 28 ho l'appuntamento con lo gnatologo...ma per una indagine approfondita della situazione delle articolazioni temporomandibolari, non servono anche altri esami che non la panoramica?
[#5] dopo  
Dr. Raffaello Brunori
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Sarà lo Specialista cui si rivolgerà a prescriverle le indagini radiologiche utili nel suo caso, fra cui una tac dell'articolazione. Buona giornata
[#6] dopo  
Utente 219XXX

Iscritto dal 2006
Grazie dott. Brunori

solo non capisco perchè lo specialista, visto che tanto si è capito subito che il problema è l'ATM (me lo disse pure il mio medico al telefono quando gli spiegai il dolore) non mi ha subito prescritto questa TAC, o anche una Risonanza, che ho letto viene prescritta, invece della Panoramica....ovvero avrebbe potuto prescrivermi subito tutti gli accertamenti necessari, invece così si perderà tanto altro tempo.....
[#7] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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Non gliel'ha prescritta perchè, in genere, non servono a nulla.

Nella mia attività di gnatologo, avrò richiesto una TAC meno di 10 volte, e una risonanza meno di cinque.

Lasci allo gnatologo il suo lavoro, che è fatto per lo più di udito, vista, tatto, collegati ad un cervello (funzionante).
LI e solo LI si fa la diagnosi.

Gli esami strumentali radiologici servono a dirimere eventuali dubbi, e null'altro.

[#8] dopo  
Utente 219XXX

Iscritto dal 2006
La ringrazio dott. Sergio

certo non discuto la parsimonia con cui richiede esami strumentali (tac, risonanza), non ne avrei alcun titolo, e devo dire che pure il mio medico di base è in linea col restringere all'essenziale gli esami strumentali.
Però nel mio caso, io ora ho dolenzie e fitte, dolori ogni volta che vado a masticare, e ogni volta devo fare mente locale che sto masticando e cambiare lato, fare adagio, e comunque è sempre ogni volta è fitta all'orecchio. Questo da non tanto tempo, e pensi che sino a non molto tempo fa, masticavo senza pensarci e "senza respiro" (per far capire) pure attorno agli ossi di carne!
Allora chiaro che è successo qualcosa a questa benedetta ATM, e se non si fanno indagini attinenti, come fa uno specialista (se pur bravo) ad individuare esattamente cosa è successo e dove esattamente succede?? questo per dire....
La mia ATM destra ora "schiocca"...forse dalle immagini strumentali si potrà capire la dinamica e i punti esatti in cui avviene lo "schiocco", come si fa solo con gli umani sensi?
La saluto molto cordialmente
[#9] dopo  
Dr. Raffaello Brunori
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In effetti, le devo dare ragione. Fondamentale è l'esperienza e la professionalità del Medico ma, sicuramente, devono essere convalidate dagli esami diagnostici che sono anche obbligatori da un punto di vista medico-legale.
Le auguro che possa risolvere il tutto in tempi celeri!
[#10] dopo  
Utente 219XXX

Iscritto dal 2006
Grazie...cerco di non sforzare la mandibola, ingerendo solo cibi liquidi o molto morbidi, nell'attesa che si effettuino visite ed esami, con la speranza che non siano intervenuti danni irreparabili ed irreversibili.
[#11] dopo  
Dr. Raffaello Brunori
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Spero proprio di no per lei! Mi farà piacere avere sue notizie in merito
[#12] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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"chiaro che è successo qualcosa a questa benedetta ATM, e se non si fanno indagini attinenti, come fa uno specialista (se pur bravo) ad individuare esattamente cosa è successo e dove esattamente succede??"

Un bravo gnatologo fa diagnosi (almeno provvisoriamente) solo con il tatto, la vista e l'udito.
Poi la conferma cpon degli esami strumentali.
E ogni gnatologo usa i suoi esami strumentali, quelli che reputa fondamentali per la sua diagnosi.
LA panoramica serve praticamente sempre.
La TAC e la RMN abbastanza raramente.
Un pò più spesso una stratigrafia ATM a bocca aperta e chiusa (ma uno gnatologo in genere, panoramica compresa, queste esami li esegue nel suo studio).

Verosimilmente uno gnatologo le farà alcune manovre cliniche, potrà fare delle registrazioni computerizzate dei movimenti della sua bocca, probabilmente le prenderà delle impronte dei denti e monterà questi modelli di studio in articolatore (un simulatore della bocca), alcuni gnatologi, se troveranno utile la cosa, la metteranno su una pedana per valutare la sua postura, altri faranno altre cose.
Non le sto a citare neppure i nomi tecnici delle decine di esami strumentali che possono essere eseguiti...
E comunque uno gnatologo li documenta, i suoi casi, e li misura prima e dopo la terapia.

Lei non può sapere di che esami avrà bisogno lo gnatologo.
Spesso non lo sanno neppure i dentisti generici, e molto di più ancora i medici.

Tornando a lei, giusto non sforzare la mandibola.
Danni irreparabili, sulla base del suo racconto, mi sembrano una ipotesi remota.

Le ripeto il concetto fondamentale: lasci allo gnatologo le scelte di sua competenza, senza sostituirsi a lui.
[#13] dopo  
Utente 219XXX

Iscritto dal 2006
Gentilissimi dott. Raffaello e Sergio

senza parole di circostanza, davvero vi ringrazio tanto e per la focalizzazione della problematica base e la sensibilità al mio iter terapeutico, e per la precisa ed acuta illustrazione (a me novizio a tali problematiche di salute) delle "armi" di cui uno gnatologo può e deve disporre.
Questa settimana sarà fitta di accertamenti (domani ritiro lastra panoramica, poi indagine audiometrica, impedenziometria) e visita dalla gnatologo, che per fortuna dall'altra visita (la prima) ho appurato essere ben disposto all'ascolto, e dovrò ancora spiegargli la situazione odierna.
Tra l'altro mi chiese anche circa il referto della visita ORL di cui gli darò conto.
Comunque, sul problema acufeni, inizio davvero a pensare che possano anche essere secondari alle problematiche della ATM, che questa sia il vero problema. Anche perchè questi acufeni vanno e vengono, a volte non ci faccio nemmeno tanto caso (e comunque con la otorino che mi vorrà vedere al controllo, chiederò circa la problematica del fenomeno), e poi un paio di settimane fa quando i problemi ATM si erano "calmati", questi acufeni in pratica non li avvertivo più, poi a seguito del "trauma" mentre masticavo, sono subito riapparsi....
Un cordialissimo saluto
[#14] dopo  
Dr. Raffaello Brunori
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Mi farà piacere essere aggiornato su cio' che emergerà dalle prossime visite. Un cordiale saluto
[#15] dopo  
Utente 219XXX

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Gentilissimi specialisti

ho al momento il referto della RX ORTOPANTOMOGRAFIA, che recita:

"Parodontosi diffusa.
In corrispondenza dell'apice della radice distale di 46 è visibile piccola area di rarefazione ossea di tipo granulomatoso."

Sono tornato dallo gnatologo e queste le sue considerazioni.

Su parodontosi diffusa ha mosso un pò la testa con un "insomma", facendomi percepire o che è in forma lieve o che non è quello il problema, o che (forse) il radiologo ha un pò generalizzato..

Mi ha detto due cose importanti, ovvero che la lastra ci dice due cose rilevanti.

La prima è che è presente uno stato di artrosi nella ATM sx(non segnalato dal referto), invece la dx (che è quella dolente e che mi diede il problema acuto) risulta sana. E infatti gli ho detto che talvolta, pur se non dolorante, avverto sul lato sx un rumore di "sfregamento", un rumore un pò sordo come una carta che si accartoccia..

La seconda cosa che ci dice il referto è che c'è un molare da devitalizzare (mi fu curato già da ragazzino, poi nuovamente 10 anni fa e l'otturazione è profonda - mi dissero - sfiora il nervo, ed infatti mi diede dolenzie frequenti), e addirittura - dice lo gnatologo -alcune mie problematiche correnti "potrebbero" (solo una ipotesi) anche provenire da quel dente.

Ciò che per prima cosa dovrò fare, mi ha detto lo specialista, è andare dal dentista è devitalizzare quel dente, e poi solo in secondo momento si effettuerà un Bite. A tal proposito, mi dice che questo stato di artrosi ovviamente non regredisce, però con un bite si potrebbe in qualche modo "contenere" la patologia. Lo spero vivavemente.

Non mi ha assolutamente parlato di altri accertamenti strumentali da effettuare.
Purtroppo succede spesso così, si fa mente locale di quello che si vuole riferire o chiedere ad uno specialista, e magari una cosa sfugge, e a me è sfuggito di chiedergli questo.

Vi ringrazierò di cuore per le valutazioni che mi fornirete.

Fervidi saluti

[#16] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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Gentile paziente,
lo gnatologo ha già fatto qualcosa in più di quello che faccio io: ha letto il referto del radiologo.

E le ha detto delle cose importanti: l'artrosi all'articolazione temporo-mandibolare la principale.
Il fatto che il referto del radiologo non lo riporti conferma solo che un radiologo non è un dentista e neppure uno gnatologo: ad ognuno la sua professione.

Il fatto che il dolore sia dalla parte opposta rispetto alla degenerazione artrosica non mi stupisce per nulla: è frequentissimo.
Ci sono delle ragioni funzionali ed anatomiche, naturalmente, ma praticamente incomprensibili senza un adeguato background di conoscenze (non si senta sminuito: la maggior parte dei dentisti generici ne è privo, relativamente all'articolazione temporo-mandibolare).

Non pensi che lo gnatologo non abbiaeffettuato delle analisi: l'ha fatto osservando.
Mentre lavorava, quel perfetto computer che è il cervello umano ha fatto una serie di misurazioni e di calcoli che lei non ha neppure l'idea.
Se non ha programmato verifiche strumentali, significa che non ha reputato il caso di eseguirle, almeno per ora.
Di sicuro le prenderà le improtne della sua bocca e le monterà sull'articolatore (il simulatore dei movimenti).
E' probabile che una parte di queste valutazioni strumentali le farà senza che lei neppure se ne accorga.

Tutto quello che ha raccontato mi sembra in sostanza concatenato e logico.
[#17] dopo  
Utente 219XXX

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Gentilissimo dott. Sergio

senza retorica, la ringrazio poichè le sue parole sono illuminanti e dan luogo a riflessioni altrimenti sfuggenti, su tematiche generali e non solo dell'ambito specifico. Come un buon specialista riesca ad entrare nelle problematiche del paziente già con l'attento utilizzo dei sensi; il valore della fiducia verso un professionista; il senso del proprio "ruolo" e ancora..

Due sono i problemi che maggiormente mi preoccupano, e molto.
La "scoperta" di questa artrosi alla ATM sx ed il fatidico "schiocco" da quella dx.
Non solo ho grande timore che mi si possa ripetere il fatto acuto (che si accompagnò a nitido schiocco) e il dolore, ma neanche tanto per il male, quanto per l'idea che questa situazione mi possa impedire anche in futuro di tornare a masticare non dico come prima, ma insomma di mangiare senza problemi i vari cibi a cui ero abituato.
Lo gnatologo mi ha detto che devo considerare questo periodo come se avessi avuto un qualsiasi trauma, quindi un periodo convalescente, ed è chiaro che avendo fiducia in lui, devo ipotizzare una risoluzione positiva al riguardo della possibilità di tornare a masticare "normalmente".

Non riesco a capacitarmi del fatto che sino a poco tempo fa, pur con le imperfezioni di dentataura, masticavo senza problema e senza alcun dolore, e quegli schiocchi a volte li sentivo ma non procuravano nè dolore nè fastidio, e poi improvvisamente, senza trauma esterno alcuno, mi sono ritrovato in questa situazione...

Ora confido nel Bite, di quello mi ha parlato lo gnatologo (anche se non si è espresso sui tempi per un "ripristino" di funzionalità, e per un "contenimento" di questa artrosi...forse qualche mese?). Speriamo.

Un cordialissimo saluto
[#18] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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Si, qualche mese è corretto.
Corretto il discordo del trauma e del periodo di convalescenza: un pò riduttivo, ma corretto nella sua generalità, utile per "farsi comprendere".

E' accaduto tutto all'improvviso.
Si, come spesso succede.
Lei pensi ad una frana: fino ad un momento prima la roccia stava su, poi in un'attimo è crollato tutto.
Certo, ha piovuto, ma non più di altre volte...
In realtà si stavano creando da tempo le condizioni perchè la frana venisse poi giù, magari con una pioggia meno forte delle altre volte.

Un pò quello ceh le è successo.
Un pò riduttivo anche questo, ma utile per farsi capire.

Dopo il periodo di "convalescenza", dovrà preoccuparsi, d'intesa con il suo gnatologo, di stabilizzare la situazione orale.
La roccia, per continuare ad usare la metafora, non tornerà più su, ma preverremo altre frane.
[#19] dopo  
Utente 219XXX

Iscritto dal 2006
Già, il mio gnatologo parlandomi di una sorta di "convalescenza", e lei tramite questo esempio un pò metaforico dei massi che cadono (esempio davvero nitido ed efficace alla comprensione), mi avete istruito alla conoscenza della mia attuale condizione.

Ciò che mi rimane nebuloso da capire (ma giuro che baratterei volentieri l'intera conoscenza per una frazione di efficacia...) è come un qualcosa che ti mettono in bocca (Bite probabilmente a "vita", se ho inteso bene) possa contenere l'artrosi e sanare l'altra situazione, quella della ATM che schiocca.
Cosa posso pensare da profano, da persona che si occupa di altre materie. Se l'articolazione "schiocca", è perchè va in qualche modo a toccare un corpo limitrofo: forse che questi Bite col tempo riescono ad "abbassare" lievemente l'articolazione, in modo che nel suo movimento non vada più a strisciare? va beh, mera curiosità!

Saluti cari
[#20] dopo  
Utente 219XXX

Iscritto dal 2006
Gentilissimo dott. Brunori

effettuata ieri l'ultima indagine attinente (Ecocolor doppler TSA), la informo sugli esami effettuati disposti dalla dottoressa otorinolaringoiatra:

ESAMI AUDIOMETRICI

La curva è così: simmetrica per entrambe le orecchie, vedo che va da 125 con una linea perfettamente dritta sino a 3000 in corrispondenza "10" (decibel), poi a 4000 è in corrispondenza di "20", poi a 6000 corrisponde circa "30" e a 8000 "40" e "50" (forse lì sono diverse tra le due orecchie).
Così ha refertato il medico:

"Innalzamento di soglia di tipo neurosensoriale bilaterale simmetrico per le frequenze acute ed acutissime, con timpanogrammi normali bilateralmente e r.s. presente:"

In effetti in un paio di audiogrammi che feci anni fa, negli ultimi due - tre decenni (anche perchè nei militari ebbi una perforazione timpanica) c'era sempre un pò di abbassamento sugli acuti, a fine tracciato, ma era meno accentuato.
L'operatrice che ha effettuato l'audiometria poi alla fine ha detto che non è poi così "malaccio" e l'otorino che ha refertato parlava di questioni che possono anche rientrare con "l'età".

Questo il referto dell'ECOCOLOR DOPPLER TSA:

"Normale profilo ecografico mio - intimale, assenza di lesioni endoluminali nel distretto carotideo.
Non alterazioni del flusso di significato emodinamico al Doppler color e pulsato.
Arterie succlavie pervie con flussi regolari.
Arterie vertebrali pervie con flusso normodiretto."

Lo specialista medico che mi ha effettuato l'indagine, alla fine ha detto che l'esame è andato molto bene.

Quindi logica farebbe pensare che se la otorino voleva accertare o fugare dubbi di connessione tra questo esame e gli acufeni, essendo questo Doppler TSA andato bene, non ci sarebbe attinenza col problema.

Mi interessa avere sue considerazioni sugli esami svolti, la ringrazio.

La saluto molto cordialmente
[#21] dopo  
Dr. Raffaello Brunori
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Dagli esami strumentali cui si è sottoposto risulta una ipoacusia percettiva bilaterale. In parole povere, è presente una diminuzione della capacità uditiva sulle frequenze alte, quelle che corrispondono al citofono, campanello, televisione. E' presente, quindi, una presbiacusia un po' precoce per la sua età. Problemi circolatori dei grandi vasi non ci sono ma, semmai, potrebbero interessari i piccoli vasi non evidenziabili dal doppler eseguito. La sua ipoacusia potrebbe essere su base microcircolatoria cosi' come gli acufeni.
[#22] dopo  
Utente 219XXX

Iscritto dal 2006
Gentile dott. Brunori

La ringrazio per le puntuali valutazioni.
Al riguardo di questo calo sugli acuti devo dire (come accennato) che anche negli audiogrammi passati, anche a quello fatto a 20 anni, c'era un pò di calo, certo meno accentuato. Qua parlavano di un pò di calo per l'età, che certo come lei mi ricorda, non è ancora avanzata, anche se non più proprio fresca...
Io in verità non ho l'impressione - nella vita comune - di udire male male, nel senso che percepisco bene le voci, e anche quegli apparecchi che lei cita, come ad esempio il televisore, lo ascolto anche a volume basso, anzi devo "litigare" per tenere il volume basso, che gradisco di più, anche perchè i volumi alti proprio mi danno fastidio....
Ma questi audiogrammi non potrebbero avere un margine di tolleranza, sono così perfettamente attendibili? le dico questo sia perchè in alcuni casi - mentre l'eseguivo - ho proprio avuto il dubbio se avere sentito o no, il suono era flebolissimo, e sono rimasto nell'incertezza se aver udito o no, o se ero preda dei miei acufeni, ed allora ho alzato la mano solo quando ho avuto certezza di udire nitido il suono; in secondo luogo c'è un fatto che non mi spiego. Osservando gli audiogrammi passati, anche quello di quando avevo 20 anni, era marcato un calo sui bassi rispetto ai medi, cioè da 125 e a 250 la curva era giù e poi saliva oltre queste frequenze alla soglia della normalità (almeno era un - 20 a queste frequenze basse); ora già a 125 è una riga perfettamente dritta allineata con le frequenze medie, sulla normalità, e ricordo pure che questi suoni molto bassi li ho uditi chiaramente. Allora mi chiedo: ma è possibile che su questi toni bassi io ora sento meglio rispetto agli audiogrammi che ho fatto a 20 e a 38 anni? è per questo che mi viene da ipotizzare che questi tracciati - magari in limiti non estesi - possano avere un pò di tolleranza.......
Purtroppo c'è sempre questo problema degli acufeni, alcuni giorni sono più labili e quasi non me ne accorgo, però altri giorni sono continui e invadenti. Lei mi scrive di possibili questioni di microcircolo, ho letto che il succo di mirtillo può aiutare questo microcircolo, cosa ne pensa? mi può suggerire altri rimedi o magari modalità per attenuare il problema?
La ringrazio molto cordialmente
[#23] dopo  
Dr. Raffaello Brunori
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Nel corso degli anni, la percezione uditiva varia: Già anni fà era presente questa ipoacusia di tipo percettivo, ovvero sulle frequenze alte. L'esame fatto ora conferma tale abbassamento della soglia uditiva. Certo, l'esame audiometrico tonale è soggettivo, ovvero il risultato dipende dalle risposte date dal Paziente e, per cui, ci puo' essere un margine di errorre sulla soglia reale. Per il vecchio esame, ovvero sul fatto che risultasse anche una perdita sulle basse frequenze, questo puo' essere spiegato dal fatto che, all'epoca, poteva sussistere un processo catarrale. Il succo di mirtillo puo' essere di aiuto, anche se oggi la terapia di elezione si basa sull'utilizzo di cinnarizina e di un integratore a nase di biancospino, ginkgo biloba e vitamine del gruppo A e B. Chieda al suo Specialista di fiducia.
[#24] dopo  
Utente 219XXX

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Gentilissimo dott. Brunori

a giustificare quei cali passati sui toni bassi, devo dire che in effetti almeno una volta, in occasione dei vecchi esami audiometrici, ebbi OTITE CATARRALE PURULENTA; una volta fu subito dopo di una perforazione timpanica, quindi l'indicazione "catarrale" ci sta tutta...
Giusto domani mi vede la dottoressa otorino a cui porterò tutti gli esami effettuati.
Volevo chiederle, ma questa Cinnarizina si può trovare in commercio libero anche come integratore, oppure è solo proprio un farmaco?
Tornando rapidamente sul discorso esame audiometrico, certamente ci saranno persone che avranno una linea perfetta, drittissima, e nessun calo agli 8000 hz, anche se forse passati i 50 anni, immagino sia assai frequente una flessione di curva; sarei curioso di chiedere loro che effetto che fa avere l'udito perfetto sugli acutissimi.
[#25] dopo  
Dr. Raffaello Brunori
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Come vede, i conti tornano. La cinnarizina è la molecola, il farmaco ha un nome commerciale. Sicuramente lo Specialista.se lo ritiene valido nel suo caso, prescriverà il farmaco.
Un deficit uditivo sulle alte frequenze comporta una difficoltà di percezione quando si è in posti rumorosi,quando si ascolta la televisione, quando suona il telefono, il citofono, etc. Ovviamente la difficoltà varia dal tipo di perdita presente.
Il normoacusico non ha alcun problema percettivo, ovviamente.
[#26] dopo  
Utente 219XXX

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Gentile dott. Brunori

la dottoressa otorino mi ha prescritto Acuval, mettendomi però in guardia che sono tentativi, non ci sarebbero farmaci che per certo risolvono..
Come il suo collega che refertò l'audiometria, è passata oltre non soffermandosi sulla ipoacusia negli acuti.
Dottore, ho letto che esistono esami definiti "acufenometrie". Potrebbero giovarmi? ec he sono? chissà perchè non me ne ha parlato nessuno, visto che ho gli acufeni....
[#27] dopo  
Dr. Raffaello Brunori
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Il farmaco che le è stato prescritto è uno di quelli che, generalmente, viene dato assieme a degli integratori come già le ho detto. L'acufenometria è semplicemente un esame che misura l'intensità dell'acufene e non è curativo. Semmai, ci sono altre soluzioni come l'utilizzo di protesi acustiche speciali. A questo punto, le consiglio di rivolgersi ad una Cattedra di Audiologia di un Policlinico Universitario come quello di Bologna, Milano, Roma, etc.
[#28] dopo  
Utente 219XXX

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Grazie per le informazioni gentile dott. Brunori.
Direi che magari vedrò un pò nel tempo, se magari questi acufeni calano di intensità potrei lasciare perdere l'acufenometria, e anche addirittura una protesi forse ora mi pare eccessiva; magari vedo l'evolvere poi si valuterà se recarsi ad un centro audiologico, anche perchè ho seri e fondati sospetti che gli acufeni siano in stretta relazione coi problemi delle articolazioni temporomandibolari, e giusto ora ho inziato a portare un Bite, che(almeno nelle intenzioni), si spera attenui questi problemi ATM....
[#29] dopo  
Dr. Raffaello Brunori
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Condivido perfettamente la sua decisione. mi tenga aggiornato.
[#30] dopo  
Utente 219XXX

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Dr. Brunori

la informerò sull'evolvere della situazione, intanto accolga il mio sincero ringraziamento