Utente 420XXX
Salve, Vi espongo il mio problema, cominciato giovedi 26 luglio in seguito all'utilizzo di Artrosilene schiuma per un fastidio (piccolo stiramento) al bicipite femorale sinistro. Lo stesso giorno sono stata a mare, così pure il sabato seguente. Sabato sera ho cominciato ad avvertire prurito, la domenica la parte sulla quale avevo spalmato la schiuma era divenuta rossa, spessa e si era indurita.
Il giorno seguente mi reco dal medico, gli ricordo che 2 anni fa ho avuto una reazione simile al ginocchio usando Ketaplat cerotti, ma è stato molto più circoscritto e di minor durata (in quel caso mi recai subito da un dermatologo). Ho usato altre volte l'Artrosilene ma non è mai accaduto nulla del genere.
Lui mi dice che sarà stata una reazione dell'antinfiammatorio a contatto col sole e mi consiglia di prendere Dervin Crema e Bentelan compresse 0,5 2 al dì. E aggiunge che probabilmente sono allergica al Ketoprofene.
La situazione non migliora, anzi degenera. Non solo il prurito è insopportabile, e mi impedisce di dormire, ma la reazione allergica si estende anche al polpaccio sinistro e al quadricipite destro, la gamba sinistra è molto gonfia. Il venerdi ritorno dal medico,mi dice di continuare la cura. Domenica 5 agosto, dopo che la dermatite si estesa anche ad una polso e ad una parte del piede, vado al pronto soccorso. Dopo una flebo al cortisone e avermi precritto un antistaminico, mi prenotano una visita al reparto di dermatologia.
Lunedì 6 agosto il dermatologo mi prescrive: Urbason solubile 20mg 2 volte al dì per 5 gg e poi 1 volta al dì per 4 gg, Flubason emulsione 3 volte al dì, Zirtec 2 volte al dì, un detergente Derman Dermana, assoluto divieto di mare e sole (divieto che seguivo già e continuo a seguire).
La situazione nell'ultima settimana è decisamente migliorata, la pelle non è più spessa, ma è ritornata alla normalità. C'è stato un processo di "desquamazione" (perdonate il termine,ma è l'unico che può rendere l'idea).
Il punto è che la pelle continua a rimanere rossa, o meglio non è ancora ritonata al colore naturale. Sto ancora usando il Flubason emulsione.
Ho il timore che resteranno delle macchie alla pelle. Potete rassicurarmi del contrario?
Un'altra domanda: a settembre vorrei fare delle prove allergiche, per capire bene cosa sia accaduto. Potete consigliarmi qualche esame?
Grazie sin d'ora, Luana

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[#1] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Essere allergici alle sostanze chimiche, è normale, soprattutto a sostanze come gli antinfiammatori, che hanno influenza anche sulla coagulazione del sangue, come tutti i prodotti di questa classe. Lei oltre ad una reazione alla sostanza chimica, ha avuto una reazione sulla circolazione locale, determinata dal prodotto.
Lei può fare tutte le prove allergiche che vuole, ma va considerata fisiologica la reazione ad un prodotto chimico.
Qusto prodotto, potrebbe mettere in moto, come ha fatto, le patologie “allergiche”, cioè una alterazione della risposta dei linfociti Th2, che sono interessati nelle reazioni allergiche.
I linfociti Yh1, rispondono nelle reazoni infiammatorie, mentre i Th2, nelle allergiche, è un equilibrio, che può essere alterato per la persistenza o di una infezione, persistente, asintomatica, subclinica, in cui aumenta la produzione della Interleuchina 4, o di un contatto con una sostanza estranea, chimica, nel suo caso. Le due risposte, Th1, Th2, sono in equlibrio, spostandolo, in favore dei Th2, incominciano le patologie allergiche, in cui qualsiasi sostanza, può intervenire come motivo scatenante, non esserne quindi la causa
Occorre sempre individuare le reali cause che provocano il problema “allergico”, infezione persistente, asintomatica, o sostanza chimica, come il contatto con il ketoprofene, per intervenire nella terapia.
Saluti alberto Moschini
moschinialberto@medicitalia.it
alberto.moschini@fastwebnet.it


[#2] dopo  
Utente 420XXX

Iscritto dal 2007
La ringrazio innanzitutto per la tempestiva ed esauriente risposta. Mi ha scritto che potrei fare qualsiasi tipo di prova allergica ma devo considerare fisiologica la reazione ad un prodotto chimico.
Quindi, se non ho capito male, è stato il prodotto chimico e non l'esposizione al sole (che potrebbe magari, suppongo, potrebbe aver influito in negativo) il motivo scatenante.
Ritengo di essere sulla via della guarigione; la pelle nelle zone "colpite" è ancora macchiata (mi auguro in modo non permanente), ma, come Le ho già detto, ha ripreso la sua "consistenza naturale", non è più spessa e indurita.
Al timore per la non-rigenerazione completa della pelle, si accompagna quello di una futura e ipotetica reazione allergica.
Le chiedo: esiste un esame particolare per poter individuare la vera causa che provoca il problema "allergico"? Cosa mi consiglia di fare?
Cordiali saluti, Luana

[#3] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Egregia Luana, per individuare la vera causa che provoca il problema “allergico”, occorre individuare quale o quali agenti patogeni hanno iniziato il processo infiammatorio iniziale, occorre verificare lo stato completo dell’organismo, il ragionamento convenzionale, che mi fornisce tutte le informazioni che le ho precedentemente, spiegato, lo integro con quello della medicina biologica, sfruttando anche tutti gli esami che mi vengono offerti sia dalla medicina convenzionale, che da quella biologica, con questo, giungo in breve tempo ad ottenere una spiegazione delle problematiche presentate.
L’obiettivo è creare un organismo che funzioni in maniera regolare e fisiologica, con cellule ben funzionanti, che riescano a combattere in maniera adeguata i nemici.
In medicina biologica, non esiste uno standard o un protocollo, ma la persona nel suo complesso, che va analizzato, per arrivare ad una diagnosi completa. Non è possibile sapere prima gli esami da eseguire, occorre sempre avere una guida che indirizza il ragionamento clinico diagnostico.
Saluti Alberto Moschini
moschinialberto@medicitalia.it
alberto.moschini@fastwebnet.it


[#4] dopo  
Utente 420XXX

Iscritto dal 2007
Dopo aver ultimato la somministrazione di Urbason solubile 20mg che mi era stata prescritta dal reparto di dermatologia del presidio ospedaliero (ma continuavo ancora col Flubason emulsione) ho preso appuntamento da un dermatologo(martedi 21/8).
Ha diagnosticato un eritema fisso da medicamento (ketoprofene probabilmente), mi ha detto che non è stato affatto un eritema di lieve entità, ma tutt'altro. Mi ha anche detto che l'eventuale assunzione di antinfiammatori in futuro potrebbe avere reazioni be più gravi e non a livello cutaneo.
Mi ha prescritto Mizollen compresse, Triderm e Advantan emulsione e Vitamina C in fiale. Era scettico sull'eventualità di prescrivermi cortisone, perchè le quantità di cortisone che avevo assunto fino a poco tempo prima (2 iniezioni di urbason da 20 al dì per 5 gg e poi 1 per 4 gg) sono state un dosaggio elevato; mi chiede se ho avuto comparse di altri eritemi sul corpo e, dopo la mia risposta negativa, decide di non prescriverne. Anche se ,teme, potrebbero comparire in seguito perchè, al momento, potrei ancora essere "sotto l'effetto dell'Urbason".
Seguo la cura e ieri mi accorgo che cominciano a comparire dei piccoli eritemi, non paragonabili ovviamente a quelli comparsi dopo l'aver assunto l'Artrosilene schiuma (pelle ispessita, dura e quasi violacea). Sono comparsi attorno al collo, sotto le ascelle, sull'addome e addirittura sulla parti intime. Mi sono subito allarmata, ho contattato il dermatologo che mi ha prescritto 1 compressa di Deltacortene forte per 5 gg e 1/2 per i successivi 3 giorni.
Crede che questa cura sia sufficiente? L'eritema fisso da medicamento può avere altre conseguenze oltre alla reazione cutanea? Com'è possibile che dopo quasi un mese dall'uso dell'artrosilene schiuma (il 26 luglio), dopo l'assunzione di Bentelan in compresse prima e di Urbason dopo (unitamente alle emulsioni ad hoc per l'eritema) la circolazione locale è ancora "infetta"?
Non ritengo di essere una persona ipocondriaca, ma il non riuscire a tenere sotto controllo questo eritema, che prima sembra sulla via della guarigione ed invece continua ad espandersi mi preoccupa.
Cordiali saluti, Luana