Utente 177XXX
Salve, ho letto in giro per la rete circa la tecnica mini invasiva negli interventi per l'asporto di fistole sacro coccigee. Volevo ricevere lumi circa la efficacia della nuova tecnica...sembra abbia solo vantaggi! inoltre mi chiedevo se ci fossero altri centri in Italia in cui viene praticata questa tecnica oltre al San Camillo di Roma. Grazie.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Stefano Enrico
24% attività
4% attualità
12% socialità
ORBASSANO (TO)
Rank MI+ 40
Iscritto dal 2005
Esiste la possibilità di un trattamento miniinvasivo, che però è valido per lesioni non grandi, che si risolvono comunque con incisioni modeste.
Non vedo un gran vantaggio e nel mio reparto è una tecnica che non usiamo. In effetti, non ci sono molti centri che la adottino...
E' però indispensabile valutare caso per caso.
Auguri,
[#2] dopo  
Utente 177XXX

Iscritto dal 2010
La ringrazio per la risposta celere Egregio dottore, ma io credo che i vantaggi per il paziente (se ciò che si legge corrisponde a verità) siano plurimi e così riassumibili:
•Minimo impatto chirurgico
•Terapia ambulatoriale
•Ripresa precoce dell’attività lavorativa
•Assenza di dolorose e lunghe medicazioni postoperatorie
•Assenza di vaste cavità residue
•Diminuzione delle recidive al 10%.
[#3] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione
32% attività
20% attualità
16% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2006
Gentile signore
la tecnica mininvasiva, come giustamente sottolineato dal dr. Enrico viene riservata a pochi e selezionati casi che non presentano complicanze. Una delle più pericolose è la comparsa di un ascesso con successiva formazione di una o più fistole. L'asportazione con lame circolari di un tessuto in cui è presente il sinus non permette la escissione dei possibili tramiti fistolosi che, essendo sede di infezione, potrebbero far ricomparire l'infezione. E' per tale motivo che si ricorre, in caso di infezione e fistole, alla asportazione en-bloc di tutto il tessuto fino ad arrivare alla fascia pre-sacrale. La ricostruzione varia poi dalla chiusura diretta alla plastica con lembo, fino alle noiose medicazioni in caso di guarigione per seconda intenzione. In casi selezionati (piccole cisti, assenza di fistole plurime e di infezione) si può ricorrere alla metodica che lei ha menzionato e i cui vantaggi sono quelli da lei riportati. Nel nostro ospedale infine non sono ancora capitati casi così limitati da consentire l'utilizzo di questa metodica.
Cordiali saluti
[#4] dopo  
Utente 177XXX

Iscritto dal 2010
La ringrazio Dr. Nardacchione, capisco. Mi chiedevo con quale esame è possibile diagnosticare l'esistenza di fistole: un'ecogrofia è sufficiente o è l'occhio esperto del chirurgo sufficiente ad emettere la diagnosi.
[#5] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione
32% attività
20% attualità
16% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2006
Gentile signore
sicuramente una ecografia può essere di aiuto, tuttavia molto spesso eventuali tramiti fistolosi sono apprezzabili solo al momento dell'incisione chirurgica.
Per tale motivo, oltre all'esperienza del chirurgo, a volte si usa iniettare un colorante (blu di metilene) all'interno del tramite fistoloso principale che permette di individuare la maggior parte delle diramazioni fistolose, ma ahimè, non tutte. Questa è la causa delle potenziali recidive motivo per cui, nei casi complicati, le escissioni sono ampie e non è sempre possibile la chiusura per prima intenzione.

Cordiali saluti