Utente 558XXX
Salve mio padre 68 anni è stato operato 15 giorni fa per 4 bypass ( di cui 2 coronarici). Premetto che è stato ricoverato lo scorso 24 settembre per un dolore al torace nella parte destra e l'hanno tenuto 1 settimana nel reparto di medicina poi mandato in cardiologia dove hanno riscontrato un elettrocardiogramma definito "disastroso" probabilmente causato da eventi ischemici non ben definibili a livello temporale. Hanno finalmente deciso di farli una coronarografia dalla quale è emersa una cardiopatia importante ed erano necessari i bypass. Premetto ancora che mio padre partiva con una situazione vascolare non ottimale (ogni hanno controlli-doppler alle carotidi e arti inferiori e 2 anni fa angioplastica ad una gamba), colesterolo alto (sopra i 200), artereosclerosi non importante ma presente, pressione alta curata ormai da tanti anni con farmaci appositi. Comunque ora a 15 giorni dall'intervento si ritrova ancora in T.I.P.O. del reparto di cardiochirurgia perchè già dall'inizio del post operatorio le cose non si mettevano per il meglio (insufficenza renale, situazione polmonare non libera, valori enzimatici non nella norma, stato di soporosità o al contrario agitazione) poi a 2 giorni dall'intervento circa ci hanno detto che d'urgenza hanno dovuto reintubarlo (inizialmente sembrava non respirasse autonomamente) e la causa di questo peggioramento è stato una placca (di sangue? di calcare?) partita dall'aorta arrivata alla testa che da una TAC risulta abbia provocato diffuse zone ipodense in entrambi gli emisferi cranici che da un punto di vista neurologico possono portare a conseguenze serie. In questo momento mio padre non riesce a respirare autonomamente (ha subito anche un intervento alla trachea per il tubicino alla gola), non muove assolutamente gli arti sinistri e accenna ma non sempre il movimento del braccio destro e mentre i giorni scorsi rispondeva ad ordini semplici di aprire gli occhi, aprire la bocca, accennare sì o no con la testa, negli utlimi due giorni non risponde. Io non mi capacito di questa situazione ma com'è possibile che da un intervento di bypass (definito dai medici stessi di routine a rischio basso e beneficio elevato) mio padre ora rischia di rimanere pressoché paralizzato e forse anche altro? ma ditemi è possibile che in rianimazione possa prendere un ictus e non far niente per evitarlo (l'uso dell'eparina a cosa serve??) o prenderlo in tempo ??? io sono molto convinta che sin dal principio la diagnosi sia stata molto tardiva e che anche in sala operatoria qualcosa non sia andato per il verso giusto. Per favore datemi il vostro parere su questa situazione inverosimile e inspiegabile.
Grazie
Saluti

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[#1] dopo  
101860

Cancellato nel 2013
Gentile utente, purtroppo il rischio di complicanze cardiovascolari postoperatorie nei pazienti già arteriopatici (cioè con malattia ateromasica alle arterie) non è così rara e a volte assume caratteri molto gravi. Un ictus cerebrale, specie nel postoperatorio, può essere devastante e causare danni neurologici severi.
L'unico farmaco utilizzabile come prevenzione di trombosi è l'eparina sottocute (che tutti i pazienti ricevono); non sempre però è sufficiente.
Mi spiace, non so cosa altro dirle. Ogni intervento, specie un intervento cardiochirurgico o neurochirurgico, anche se di routine, non è mai scevro da rischi, soprattutto se il paziente, già prima dell'intervento, presente malattie associate (es. diabete, arteriopatia, obesità, insufficienza renale anche lieve,...)