Utente 175XXX
Gentili dottori, gradirei avere un consulto in merito alla mia situazione.
Ho 23 anni, sto per diplomarmi in pianoforte, suono da quasi 10 anni in maniera continuativa. Durante la fine di giugno, al termine di una sessione di studio, ho iniziato ad accusare dolore al polso della mano sinistra. Il giorno dopo il dolore era così forte da non poter piegare il polso. Dopo una settimana di completo riposo sembrava tutto sistemato. All'incirca a metà luglio, però, si è ripetuta la stessa situazione e questa volta il dolore non se n'è andato per settimane. La sensazione era di un dolore lancinante e "bruciante" in mezzo al polso e verso il pollice. Dopo varie settimane in cui il dolore non migliorava sono andata al pronto soccorso (inizi di settembre), dove mi è stata immobilizzata la mano, prescritti i raggi ed una eventuale risonanza magnetica e fissato un appuntamento per il giorno dopo con l'ortopedico. Il giorno dopo, alla visita ortopedica, sono stata sottoposta a raggi "allo scopo di escludere fratture ossee" (così mi è stato spiegato) e mi è stata diagnosticata, senza alcuna risonanza magnetica nè ecografia, una tendinite all'eminenza tenar. Mi hanno messo un tutore per immobilizzare il polso per 10 giorni e mi hanno prescritto una cura di 4 giorni con antinfiammatori orali Dicloreum. Al termine di questi 10 giorni ho tolto il tutore e, inizialmente, non ho notato nessun miglioramento. Ho aspettato di nuovo diverse settimane e piano piano il dolore al polso è passato (prime settimane di ottobre). Fino ad oggi, tuttavia, ho continuato ad avvertire dolore in due punti distinti della mano:
- sul dorso della mano, in corrispondenza della "nocca" alla base del pollice (il dolore parte da questo punto e si irradia verso la nocca alla base dell'indice)
- sul palmo, sempre tra pollice e indice.
In particolare, uno dei movimenti che mi costa più dolore, è quello di portare il pollice sotto le altre dita (ad esempio: toccare l'anulare con il pollice).
Preoccupata da questi dolori ho fatto un'altra visita da un altro ortopedico, il quale, di nuovo senza nessuna ecografia, mi ha diagnosticato "un po' di de Quervain" ed ha parlato di "un'altra piccola tendinite" per il dolore nella zona tra pollice e indice. Mi ha prescritto una cura a base di antinfiammatori locali per 10 giorni (dicloreum 3) e fisioterapia (tecarterapia, ultrasuoni, ionoforesi). Dopo 10 giorni di dicloreum3 i dolori non sono assolutamente cambiati. Spero che la fisioterapia prescrittami possa darmi finalmente i risultati sperati.
Ciò che vorrei sapere è perchè i due ortopedici mi hanno dato due diagnosi differenti e, soprattutto, perchè nessuno dei due abbia voluto effettuare una ecografia o quant'altro potesse evidenziare con più precisione gli eventuali danni tendinei subiti e la loro gravità.
Considerando poi che questi disturbi ostacolano e non poco la mia professione (mi è stato consigliato di non suonare fino alla scomparsa dei dolori) credo capirete la mia preoccupazione

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Dr. Umberto Donati
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La diagnosi di tendinite è il più delle volte una diagnosi clinica, che non richiede quindi esami strumentali. L'ispezione, la palpazione e la esecuzione di particolari test permettono di sospettare la presenza di una tendinite. Per il m. di De Quervain ad esempio c'è la manovra di Fikelstein, che può trovare descritta qui http://www.ortopedicoabologna.it/index.php?id=27
Visto che scrive da Modena penso che sia utile per Lei una visita presso la Chirurgia della Mano del Policlinico di Modena http://www.policlinico.mo.it/reparti/chirmano.asp , che ha una pluridecennale esperienza nelle patologie che colpiscono frequentemente chi suona strumenti.
Cordiali saluti