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Klebsiella pneumoniae resistente antibiotici

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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2009

    Klebsiella pneumoniae resistente antibiotici

    Sono alla 26a settimana di gravidanza e negli ultimi esami delle urine (05/10)avevo una quantità elevata di batteri.

    La gineocloga mi ha prescritto una urinocoltura e l'esito è:
    POTERE ANTIBATTERICO RESIDUO: NEGATIVO
    CARICA MICROBICA: 10 5 UNITA' FORMANTI COLONIE/ML (fra il 10 e il 5 c'è un segno tipo > però con la punta in alto)
    RISULTATO: POSITIVO
    MICRORGANISMO ISOLATO: KLEBSIELLA PNEUMONIAE CEPPO 1
    L'antibiogramma però purtoppo segnala resistenza a quasi tutti gli antibiotici e S (sensibile) solo a IMIPENEM-MEROPENEM-TIGECICLINA E i (indifferente) a CEFOXITINA.

    Preciso che non ho nessun tipo di sintomo (nè cistite, nè problemi polmonari o faringei come mi sembra di aver capito possa dare nè altro) e che gli esami delle urine precedenti del 25/8 risultavano regolari.
    dal mese di settembre ho però rilevanti problemi di stitichezza (non so se c'entra).
    La ginecologa mi ha detto che non mi può dare nulla perchè gli antibiotici rilevati sensibili al microrganismo non sono assolutamente permessi in gravidanza quindi avrebbe chiesto al laboratorio analisi se vi era possibilità di "ampliare lo spettro" (spero di aver capito bene) per vedere di trovare altre possibilità.
    Io sono ovviamente molto in agitazione + che altro per la gravidanza.
    Cosa può succedere se non la posso curare?
    E dove potrei averla contratta? (almeno per non riprendermela se per caso riuscissi a debellarla)
    Mi potrebbe dire sinceramente cosa ne pensa e se ritiene necessario che io faccia fare urinocoltura anche a mio marito? (la ginecologa sostiene di no perchè è infezione urinaria e non vaginale ma io sono sinceramente perplessa).
    Grazie della pazienza e scusi le tante domande ma vista la gravidanza sono molto in agitazione!
    Federica



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 5747 Medico specialista in: Urologia
    Patologia della riproduzione umana
    Andrologia

    Risponde dal
    2006
    Gentile Signora,

    mi sembra che le informazioni e le indicazioni datele dalla sua ginecologa siano corrette e quindi da seguire.

    Non metta il carro davanti ai buoi e vediamo se ci sono le "possibilità di ampliare lo spettro" e quindi lei non drammatizzi.

    Nel frattempo, se desidera avere più informazioni dettagliate su questo problema, le consiglio di consultare anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

    http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/199/cistiti-ed-uretriti-inf .

    Un cordiale saluto.



    Giovanni Beretta M.D.
    http://www.andrologiamedica.org
    http://www.centrodemetra.com

  3. #3
    Utente donna
    Iscritto dal
    2009
    Gentile Dott. Beretta innanzitutto grazie mille della sua risposta!
    Purtroppo il laboratorio analisi dell'ospedale ha confermato che non ci sono altre possibiltà oltre a quelle indicate nell'antibiogramma pertanto la mia ginecologa non potendo darmi antibiotici e visto l'assenza di sintomi mi ha consigliato oltre di attenermi a certe abitudini comportamentali e alimentari (praticamente come quelle indicate nell'indirizzo che mi ha segnalato) di tentare una strada naturale: assumere compresse di semi di pompelmo, fermenti probiotici e diluire un cucchiaio di soluzione schoum in 1/2 lt di acqua non tanto perchè sia una cura quanto perchè potrebbe aiutare a bloccarne la proliferazione (spero di aver capito bene).

    Nel suo articolo ho letto che in gravidanza in presenza di infezioni alle vie urinarie si potrebbe anche andare incontro "ad una infiammazione acuta anche degli ureteri e dei reni, cioè può avere una pielonefrite, con un alto rischio di morbilità e mortalità del feto e successivo aborto".
    Lei dice lostesso che non mi devo preoccupare visto che mi sembra di stare bene e non avere sintomi di nessun genere?
    AL marito farebbe fare una urinocoltura o no?
    Al termine della gravidanza andrà però curata questa patologia o no? Perchè mi sembra di avere capito che non si risolve da sola...

    E infine una curiosità personale:
    la FOSFOMICINA, principio attivo del Monuril, è un antibiotico?
    Perchè se lo fosse perchè non è presente nell'antiobiogramma?
    Lo chiedo perchè parecchie amiche lo hanno assunto in gravidanza per problemi analoghi al mio (dato dal ginecologo ovviamente) per cui ero curiosa di capire perchè invece a me non è stato prescritto...

    Grazie ancora della pazienza, visto la mia condizione son un po' + in ansia del normale!



  4. #4
    Indice di partecipazione al sito: 5747 Medico specialista in: Urologia
    Patologia della riproduzione umana
    Andrologia

    Risponde dal
    2006
    Se non ha sintomi importanti questo è un dato tranquillizzante.

    Un'urinocoltura per il marito non è un dramma e si può fare.

    Sulla fosfominica se non indicata nell'antibiogramma vuol dire che semplicemente forse è stata testata ma non è risultata utile per eliminare il microrganismo riscontrato nella coltura fatta.




    Giovanni Beretta M.D.
    http://www.andrologiamedica.org
    http://www.centrodemetra.com

  5. #5
    Utente donna
    Iscritto dal
    2009
    Gentile Dott. Beretta ho dimenticato una cosa mi scusi:
    per quanto riguarda i fermenti probiotici ne esistono di quelli specificatamente indicati o + appropriati per il mio caso (acidophilus? Plantarum? Ramnosus?)?
    Chiedo perchè in commercio ce ne sono tantissimi e avrei voluto prendere i + adatti...
    Grazie ancora infinitamente per la sua disponibilità e umanità (a volte un conforto è tantissimo!)



  6. #6
    Indice di partecipazione al sito: 5747 Medico specialista in: Urologia
    Patologia della riproduzione umana
    Andrologia

    Risponde dal
    2006
    Tutti questi particolari fermenti lattici, cioè i probiotici, sono in grado di determinare un riequilibrio della normale flora batterica, infatti questi hanno la capacità di arrivare vivi sino all'intestino e di aderire alle cellule che costituiscono la mucosa intestinale ed in questo modo tutti i probiotici contrastano la proliferazione dei ceppi batterici patogeni perchè vanno in competizione con loro ed impediscono che questi
    occupino i possibili siti di adesione alle pareti intestinali ed infine, sempre i probiotici, sembrano capaci di produrre sostanze antibiotiche attive.

    Detto questo poi però non le posso dire che esiste un probiotico specifico da indicarle per contrastare i microrganismi da lei segnalatici.


    Giovanni Beretta M.D.
    http://www.andrologiamedica.org
    http://www.centrodemetra.com

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