Utente 131XXX
gentile dottore,
ho recentemente effetttuato, circa un mese fa, lo studio elettrofiosiologico del cuore in quanto soffrivo di tachicardia parossistica con notevoli rialzi pressori per la quale, dopo ripetuti accertamenti cardiologici (holter, ecocardio, elettrocardogramma, esami ematochimici etc etc.), non si era riusciti ad esprimere alcuna disgnosi in quanto tutti negativi. Lo studio sopra detto è stato effettuato per via endocavitaria con elettrostimolazione e induzione alla tachicardia. Mi è stata diagnosticata una spiccata sensibilità cardiaca alla fibrillazione atriale che, peraltro è rimasta persistentemente dopo l'esame ed è stata interrotta in anestesia totale con cardioversione elettrica. Devo dire che dopo la cardioversione elettrica mi sento molto meglio. E possibile, in questi casi, che la CE possa essere una soluzione definitiva del problema, visto che non vi era alcuna indicazione per l'ablazione?. Ho 41 anni, non bevo, non fumo, e amo l'attività fisica amatoriale.
Ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
40% attività
0% attualità
16% socialità
NAPOLI (NA)
Rank MI+ 56
Iscritto dal 2008
Gentile utente,
la CVE trova indicazione nei casi in cui, sia la terapia farmacologica quanto quella ablativa trovano scarsa o nulla efficacia. Purtroppo se lei presenta una elevata sensibilità a sviluppare circuiti elettrici anomali, come si evincerebbe dallo studio elettrofisiologico cui si è sottoposto, le possibilità a lungo andare di recidiva della f.a. rimangono purtroppo elevate.
Saluti