Utente 180XXX
Buongiorno,
4 anni fa ho avuto una trombosi venosa profonda all'arto inf. sx a livello della poplitea con successiva parziale estensione verso la vena femorale. Sono stato in terapia con cumadin per 6 mesi. Non sono state evidenziate cause concomitanti o fattori di rischio per l'evento.
In questi anni ho sempre svolto attività fisica moderata con buon miglioramento dei sintomi postflebitici. Alcuni problemi si sono manifestati nell'ultimo periodo in cui ho intrapreso un'attività sportiva più intensa impegnandomi nella corsa di distanza fino a 10-12 km su percorso misto. Per circa 2 o 3 mesi non ho avuto nessun problema alla gamba salvo gli ultimi 2 allenamenti che sono stati seguiti da forte dolore (senza gonfiore) e difficoltà a camminare il giorno seguente. I problemi scompaiono dopo 3-4 giorni.
La domanda è dunque se questo tipo di sport può essere pericoloso per la trombosi che ho avuto causandomi problemi e recidive. Mi piace molto correre, vorrei anche partecipare a gare con distanze maggiori, posso continuare ad allenarmi in questo sport senza pericoli? Se si, ci sono eventualmente degli accorgimenti che mi possono aiutare? Grazie

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Dr. Lucio Piscitelli
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CON I LIMITI DI UNA VALUTAZIONE A DISTANZA

Gentile Utente,
sarebbe utile sapere quali esiti ha comportato la TVP (completa ricanalizzazione, danno valvolare, ecc.).
Lo sport da Lei esercitato potrebbe essere tollerabile nell'ambito di una attività amatoriale ed eventualmente considerando l'uso di opportuna contenzione elastica; non mi sembra prudente, anche alla luce dei sintomi lamentati, spingerlo a livello agonistico.
Come già saprà le attività sportive più indicate nel suo caso sono quelle in acqua.
Restano i già ricordati limiti di una valutazione a distanza, per cui è ineludibile in un caso come questo la verifica de visu da parte di uno Specialista di riferimento con eventuali rilievi dopplersonografici.