Utente 428XXX
Salve vi espongo il mio problema: circa due mesi fa dopo un intenso periodo di attivita' sessuale (ero andato in vacanza con la mia ragazza) notai toccandomi una specie di venuzza sottocutanea di circa 1 cm molto sottile sul corpo spugnoso inferiore circa a meta'dell'asta....nn ci feci molto caso e senza accorgermene spari'.....premetto che e' solamente visibile quando ho un erezione....Qualke giorno fa e' ricomparsa ma stavolta nn ero "sotto sforzi" particolari.....premetto che non sento alcun fastidio ne dolore ne ho accusato alcuna disfunzione erettile...al tatto mi da fastidio e vorrei vederci chiaro....cosa potrebbe essere?Mi consigliate di interrompere i rapporti fino a quando non mi faccio vedere?Se potete datemi qualche dritta o rassicuratemi....Comunque ho intenzione di fare una visita...dove posso andare a Roma?
Grazie mille!!

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,a naso,direi che possa trattarsi di un piccolo stravaso ematico organizzato con occlusione di una piccola vena presumibilmente del circolo superficiale non coinvolta nel meccanismo erettile.Se non Le da fastidio non trovo ragioni per sospendele l'attività sessuale,ma,piuttosto,ne approfitterei per sottopormi con serenità ad un controllo andrologico.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
da quello che scrive, in assenza di segni e sintomi clinici, consigliarLe di interrompere l'attività sessuale mi sembrerebbe una esagerazione. Certamente l'occasione è propizia per un controllo Specialistico Andrologico ed in questo concordo in pieno con quanto sostenuto dal Collega IZZO nella Sua risposta.
Nella nostra città le possibilità sono praticamente infinite.
Ci tenga informati, se lo ritiene necessario.
Affettuosi saluti
Prof. Giovanni MARTINO
[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Genitle utente,

nel sottolineare le risposte del Collega Izzo e del prof. MARTINO, mi preme condividere il suggerimento di una attenta visita specialistica al fine di valutare la sua situazione: dai pochi dati che riporta, non è difatti possibile ricondurre ad una diagnosi specifica (possibile tra l'altro solo in sede diretta di visita): le cause più comuni da escludere oltre alle ectasie temporanee dei circoli venosi penieni (anche se ho un pò di dubbi in merito) potrebbero essere molteplici: mai escludibili in situazioni come queste esacerbazioni od ingrandimenti di situazioni compatibili con quelle che si chiamano CISTI DEL RAFE MEDIANO, ma questo solo se la localizzazione del problema sia a livello ventrale.

non escludibili ancora piccole cisti epidermoidali (il pene è ricoperto di moltissime ghiandole sebacee piuttosto ipertrofiche, le quali all'inizio della loro organizzazione detengono una consistenza piuttosto morbida.

ad ogni modo, tutte le ipotesi (per ampio difetto) che le abbiamo manifestato, servono solo per indurla senza ansie a programmare la visita consigliatale.

cari saluti.
Dott. Luigi LAINO
RICERCATORE DERMATOLOGO E VENEREOLOGO, ROMA
[#4] dopo  
Dr. Francesco Mastroeni
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concordo con il dr. Laino
[#5] dopo  
Utente 428XXX

Iscritto dal 2007
Grazie mille dottori per le celeri risposte!!!Oggi e' quasi "l'anomalia" e' quasi scomparsa del tutto.....comunque mi faccio visitare!!Una piccola curiosita'.....scusate la domanda idiota....ma se e' visibile solo in erezione...durante la visita devo avere un erezione!??!
Grazie ancora siete mitici!!
[#6] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
la risposta logica sarebbe si :o)
Io, al posto Suo, attenderei di vedere come evolve la situzione a questo punto... :o)
Ancora cari saluti
Prof. Giovanni MARTINO
[#7] dopo  
Dr. Francesco Mastroeni
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non si preoccupi e rivaluti con il suo medico curante fra 48 ore la situazione saluti al Prof. Martino
[#8] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
colgo l'occasione...al volo ...saluto nuovamente Lei ed estendo saluti ed un abbraccio al Collega MASTROENI.
[#9] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
concordo con la probabile ipotesi diagnostica fatta dal collega Izzo e sull'invito ad un attento controllo andrologico. Solo in questo modo si potrà capire la sua situazione clinica e poi impostare le corrette indicazioni terapeutiche. Sull'andrologo da consultare sentirei il suo medico di medicina generale.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org