Utente 123XXX
Salve, sono una ragazza di 26 anni, a Luglio di quest'anno ho effettuato le analisi del sangue per le intolleranze alimentari lgG specifiche, i risultati presentano un elenco di soli 21 alimenti, i valori più alti sono rappresentati dalla patata (62,6 U/ml), lievito di birra + lievito dei panettieri (20,5 U/ml, mix cavoli (22,6 U/ml), riso (24,1 U/ml) e avena (20,7 U/ml). Gli alimenti con un valore al di sotto di 8 U/ml (soglia della concentrazione normale) sono solo 6 (segale, grano, mix frutti di bosco, mix agrumi, mix noci e carne di maiale). Tutti gli altri hanno valori di riferimento che vanno da borderline a mediamente reattivo (come ad esempio latte vaccino, uova, pesce e crostacei, carota, mela e pera, carne di maiale e di tacchino). Detto ciò, dato che il mio medico di famiglia non sapeva dirmi niente di specifico, ho iniziato a eliminare dalla mia dieta tutti gli alimenti con i valori più alti ma dopo un pò di tempo, dato che non vedevo nessun miglioramento (avevo fatto le analisi perchè avevo problemi di gonfiore addominale e flatulenza) ho eliminato anche alimenti "affini" a quelli presenti nell'elenco (quindi tutte le solanacee) e anche latticini e caffè. Sono andata avanti così per qualche settimana (salvo qualche eccezione) e devo dire che la situazione era migliorata, mi sentivo molto più leggera e non avevo più problemi di digestione. Da poco ho provato a ritornare ad una dieta completa per una settimana e ho avuto subito spiacevoli conseguenze (difficoltà di digestione, dolori addominali, gonfiore e flatulenza). Attualmente sto cercando di riprendere con la dieta descritta precedentemente.
Dopo questa lunga spiegazione vorrei sapere cosa posso fare per avere le idee più chiare sulle intolleranze, se col tempo passano o se sono definitive, a che tipo di medico dovri rivolgermi, se c'è un modo di creare una dieta che tenga conto delle intolleranze senza però farmi mancare i nutrienti principali e le vitamine, e anche se il fatto di eliminare gli alimenti non tollerati causi poi un'intolleranza a quelli che si assumono in quantità maggiore. Grazie mille fin da ora, cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Jan Walter Schroeder
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Iscritto dal 2009
E' importante non tornare immediatamente ad una dieta libera ma integrare lentamente gli alimenti esclusi proprio per vedere cosa succede.
I sintomi principali sono proprio disturbi gastro-intestinali e perciò la persona migliore è un gastroenterologo con conoscenze dietologiche.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 123XXX

Iscritto dal 2009
La ringrazio! Mi ero dimenticata di scrivere che avevo fatto anche le analisi per la celiachia e sono risultate negative mentre il breath test per il lattosio lo farò a Gennaio visto che c'è una lunga lista d'attesa. Ora cercherò un gastroenterologo con conoscenze dietologiche, grazie ancora, cordiali saluti