Utente 181XXX
Salve, sono una donna di 47 anni e da poco più di un anno ho un compagno di 53 con il quale convivo da circa 4 mesi. La nostra vita sessuale è da sempre molto attiva, con rapporti molto frequenti. Anche quotidiani in alcuni periodi. Anche emotivamente è un rapporto intenso. Ma sin dal primo incontro, il mio partner, ha avuto ed ha difficoltà a raggiungere l'eiaculazione, nonostante l'erezione permanga a lungo, anche 60 minuti, tanto da sfiancarlo fisicamente. Diciamo che in una scala da 1 a 10 sulla percentuale dei nostri incontri le volte che riesce si limitano a 2. Parlandone insieme mi ha detto che gli succedeva anche durante una breve relazione che ha avuto subito dopo la separazione dalla moglie, finita 10 mesi prima che ci incontrassimo. Lui imputa questo disturbo al fatto che ha fatto ampio ricorso all'autoerotismo per diversi anni nel corso del matrimonio e tra prima della nostra relazione e forse allo stress psicologico legato ad una particolare situazione matrimoniale e finanziaria prima e solo finanziaria adesso. Però a quanto dice la moglie già i primi anni della loro vita sessuale si era preoccupata di questa diciamo "disfunzione" nel momento in cui hanno deciso di avere dei figli (che poi hanno avuto, 2). Ora, penso anzi ne sono sicura che l'autoerotismo è una parte importante nella sua vita, nei momenti in cui, i suoi obblighi familiari con i figli lo portano lontano da me, anche per me è frequente il ricorso alla masturbazione, ma non mi impedisce di raggiungere appieno l'orgasmo durante i rapporti, anzi.
La domanda è: può l'autoerotismo troppo frequente, inibire l'eiaculazione durante i nostri rapporti?
Non prende farmaci se non il BLOPRESS 15 mg. E' un corridore amtoriale ma con buonissimi risultati.
In attesa di un cortese riscontro, porgo cordiali saluti.

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Dr. Pierluigi Izzo
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Cara Signora,l'autoerotismo,in qualsiesi forma si esprimi,non ha riflessi sulla
funzionalita' sia erettiva che eiaculatoria.La sessa cosa non puo' dirsi per la ipertensione e la relativa terapia.Prescindendo dalla influenze che le contingenze della vita e del lavoro hanno sull'equilibrio psico-fisico-sessuale, ritengo una visita andrologica ineludibile,per poi passare,eventualmente,ad una tutela psicosessuologica.Cordialita'.