Utente 428XXX
Egregi Dottori Specialisti

Ho 52 anni e ho condotto fin qui un’attività sessuale normale ma soddisfacente, nonostante dimensioni del pene molto ridotte (condizione superata con una buona dose di autostima) e un prepuzio decisamente abbondante (il pene in erezione rimane coperto ma con prepuzio che scorre agevolmente e senza fimosi).
Da qualche mese però il prepuzio è soggetto a lievi gonfiori e presenta aree con impallidimenti, ed in due casi, in occasione di rapporti, ha subito delle piccolissime lesioni senza fuoriuscita di sangue. Non ho dato troppo peso alla cosa ma, per sicurezza, mi sono sottoposto ad una visita specialistica di dermatologia venerea. La dottoressa che mi ha visitato ha escluso fenomeni infiammatori o infezioni, ma mi ha suggerito una frenulectomia. Mi ha prescritto un olio a base di vitamina “E” per migliorare l’elasticità della pelle, ma mi ha anche chiarito che tale cura difficilmente avrebbe risolto il problema. In questi ultimi giorni noto infatti che in presenza di una erezione completa, scappucciando completamente il glande, il frenulo si tende con un po’ di dolore, che dura circa 30 secondi, e che però, nel corso della successiva attività sessuale, non mi procura ulteriori problemi. A questo punto ritengo di andare incontro ad una perdita di elasticità del frenulo o al manifestarsi di una problematica (il frenulo corto) che ritenevo di non avere.
Ho prenotato una visita andrologica, ma nel frattempo gradirei sapere un vostro parere in merito all’operazione che mi è stata suggerita e che mi crea qualche preoccupazione:
- vi sono alternative all’intervento chirurgico?
- frenuloplastica equivale ad allungamento del frenulo, che quindi non viene reciso?
- la freenuloplastica differisce di molto dalla frenulectomia, considerato che alcuni medici dichiarano essere più o meno la stessa cosa?
- domanda più importante alla quale so che la risposta non può essere che generica: quale perdita di sensibilità comporta la frenulectomia? Chiedo questo perché il glande, nonostante un prepuzio abbondante che se non retratto lo copre, non è particolarmente sensibile, per cui spesso si allungano i tempi di stimolazione necessari per raggiungere l’orgasmo. Tempi che non coincidono con quelli della mia compagna (lei ha l’orgasmo mediamente dopo 10 minuti di coito) mentre nel mio caso, all’insorgere in tempi brevi di una sensazione di piacere, localizzata nella parte inferiore del glande e a livello del frenulo per la leggera trazione che quest’ultimo esercita sul glande, subentra una sorta di stasi, meno piacevole, che si conclude, con interessamento delle altre parti sensibili del pene, dopo circa 30 – 40 minuti con l’orgasmo.
Visto che tale disturbo non preclude, al momento, una normale attività sessuale, tenuto presente questa forte implicazione del frenulo (almeno nel mio caso) nei meccanismi dell’erezione e della sensibilità e considerato che una volta eseguita la frenulectomia non sarà possibile ripristinare lo stato attuale e/o rimediare ad un probabile calo della sensibilità, chiedo una vostra opinione in merito, conscio che, come ho spesso letto sul forum, l’intervento è semplice ma non banale.
Per completezza: non soffro e non ho mai sofferto di problemi di erezione o per patologie di altro genere, anche di carattere generale, non prendo farmaci, non fumo, non assumo alcolici di nessun genere, tantomeno droghe o simili, mentre, al pari di molti, subisco un moderato stress e spesso la riduzione delle ore di sonno per cause legate alla mia professione.
Un grazie per la vostra competenza ma soprattutto per la vostra disponibilità e squisita cortesia in un campo così delicato come quello della salute.
Cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Gentile Utente,riguardo le dimensioni del Suo pene,oltre alla buona dose di autostima va messo in conto anche la stima di Sua moglie,che,"nonostante tutto",raggiunge l'orgasmo in tempi relativamente brevi.Circa la necessità di ricorrere alla frenuloplastica o alla frenulotomia per i disturbi che riferisce,lascio la parola allo specialista che La visiterà,sottolineando che non v'é una significativa differenza tra i due tipi di intervento,la cui scelta rimane legata al giudizio del chirurgo.L'insorgenza "tardiva" della sintomatologia riferita,particolarmente per quanto attiene la elasticità dello scorrimento prepuzio-glande e del frenulo, mi porta a chiederLe se ha notizie sul Suo metabolismo glicidico (diabete) e sullo stato della Sua prostata,nonché se ha problemi di sciatalgia.Circa la sensibilità del glande dopo l'eventuale intervento chirurgico non mi sento di dare risposte certe,tantomeno ad un uomo di 52 anni.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 428XXX

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Egr. dott. Pierluigi Fizzo


La ringrazio per la risposta davvero tempestiva, per le parole incoraggianti e soprattutto per gli approfondimenti che mi richiede. Non ho dati sul metabolismo glucidico recentissimi (risalgono ad analisi del sangue eseguite circa un anno fa) che però non evidenziano valori anomali rispetto a quelli di riferimento e non soffro di sciatalgia. Per quanto riguarda l’intervento, l’urologo che nel frattempo mi ha visitato ha trovato la prostata piccola, liscia e regolare. E mi “consiglia” la frenulotomia, minimizzando sugli esiti negativi sulla sensibilità in seguito all’intervento. Lasciandomi con ciò il tempo di decidere se eseguire l’intervento o meno. A dire il vero, visto la lievità dei disturbi che il frenulo corto (mi sembra questa la diagnosi) mi crea attualmente sarei propenso a rimandare, se l’aspettare una evoluzione non comporti poi problemi maggiori con complicanze a livello chirurgico o possibili implicanze negative sull’attività sessuale. So che un consiglio a distanza non è semplice, ma sarei lieto di conoscere un Suo parere in merito.
Con stima.
[#3] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,considerando che,a quanto pare,non si evince un fattore dismetabolico,prostatico o nevritico,non rimane che chiederLe se la Sua partner soffra di vaginiti o se come metodo anticoncezionale adopera profilattici.Circa l'intervento al frenulo sono daccordo a farsi guidare "dall'istinto",considerando la poco significativa sintomatologia che non sembra essere foriera di problemi futuri.
Ci faccia eventualmente sapere.
Le rinnovo i saluti
[#4] dopo  
Dr. Daniele Masala
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Caro signore al momento direi che va benissimo seguire la prescrizione del dermatologo (vitE).
Le suggerisco per una più corretta diagnostica di consultare un collega urologo della sua zona di residenza in quanto la problematica è prettamente di chirurgia urologica.
Generalmente si esegue una frenulotomia/frenulectomia con frenuloplastica per la riduzione del frenulo ridondante e poi la sua ricostruzione.
Cordiali saluti,
dott Daniele Masala.
[#5] dopo  
Utente 428XXX

Iscritto dal 2007
Egr. dott. Pierluigi Izzo

Non vorrei abusare della sua disponibilità e della sua competenza prolungando un consulto che mi rendo conto difficile se condotto via mail. Ciò nonostante, la mia voglia di capire di più e l’invito a fornire ulteriori elementi di comprensione che Lei mi richiede, mi portano ad approfondire il caso per cercare di evidenziarne le cause. Certamente alla base vi è la brevità del frenulo, che però in passato non ha costituito nessun problema per l’espletamento di una soddisfacente attività sessuale, permettendo lo scorrimento del prepuzio ed il completo scapucciamento del glande. Mi chiede poi se la mia partner soffra di vaginiti. Ritengo di no, anche se va notato che la conformazione anatomica del suo canale vaginale è alquanto stretta tanto che la sua ginecologa di fiducia utilizza, nelle corso delle visite, un divaricatore più piccolo della norma per evitargli fastidi. E’ quindi possibile che una perdita di elasticità del frenulo, associata a stiramenti durante il coito e forse, in alcuni casi, a microlesioni che hanno contribuito a sclerotizzare un pò i tessuti epiteliali, abbiano dato luogo a piccole irritazioni o lievi edemi, scambiati da me in un primo momento per possibili infezioni, tanto da convincermi a sottopormi ad una visita dermatologica, di cui ho già fatto cenno. Per quanto riguarda i profilattici non ne faccio uso, utilizzando altri metodi anticoncezionali, proprio per la riduzione di sensibilità che gli stessi mi provocano e che è la motivazione per cui ho difficoltà a sottopormi spensieratemante alla frenulotomia, visto che alcuni dottori la consigliano per diminuire la sensibilità del glande in soggetti affetti da eiaculazione precoce non dipendente da cause psicologiche.
Seguirò quindi il suo consiglio di “farmi guidare dall’istinto” attendendo ancora un po’ prima di affrontare l’intervento chirurgico, valutando i prossimi sviluppi della questione.
Mi preme particolarmente ringraziarLa per avere considerato con interesse il mio caso, forse di più dello specialista che mi ha visitato, che mi è sembrato (potrei sbagliarmi) molto tranquillizzante ma un po’ sbrigativo, trattando invece Lei quello che per me è un “codice verde” con la tempestività e la sollecitudine di un “codice rosso”.
Con rinnovata stima.



Egregio dott. Daniele Masala
Ringrazio anche Lei per la cortese risposta, sperando di non equivocare quanto mi dice, circa la “riduzione di frenulo ridondante”. Forse non mi sono spiegato bene, in quanto il quesito che vorrei porre è quello della necessità di sottopormi o meno a frenulotomia o frenuloplastica in presenza di frenulo corto, mi pare di capire non congenito ma acquisito per le cause che con l’aiuto del dott. Izzo ho cercato di indagare, tenuto presente la lieve sintomatologia che la cosa mi provoca ed il timore di perdere ulteriore sensibilità in seguito all’intervento chirurgico in una parte, che nel mio caso, avverto come non molto sensibile. Se, come mi suggerisce Lei, l’applicazione di quanto prescrittomi dalla dermatologa (Olio VEA) consentirà di recuperare anche poco della elasticità del frenulo, potrò ritenere di aver risolto il problema.
Ancora grazie ed un cordiale saluto.