Utente 429XXX
Gentili Dottori, mia madre (61 anni) 3 mesi fa (maggio 2007) ha subito una duodeno-cefalo-pancreasectomia per ademacarcinoma più colecistectomia, seguita da chemio adiuvante (secondo schema Oxxel/21 gg per 6 cicli) interrotta al 1°ciclo per grave tossicità da farmaco.
Dall'ultima ETG addome superiore (27/08) il fegato risulta ingrossato (diam.long.max 205mm), con ecostruttura disomogenea e margini lievemente irregolari, coledoco lievemente ectasico, non si rileva presenza di aspetti infiltrativi per il fegato, pancreas residuo e coledoco (anche se non si escludono vista la storia clinica della paziente). Dalle analisi del sangue risultano: bilerubina 0.4, fosfatasi 794, gammaGT 351, GOT 47, GPT 55, CEA 378 e, soprattutto, Ca 19-9 476.
Mi chiedo se un valore così elevato del marcatore tumorale Ca 19-9 possa essere una conseguenza dello stato sofferente del fegato dovuto alla chemio e all'operazione, e non solo indicativo della presenza di neoplasie (prima dell'intervento, il 16 maggio, il Ca 19-9 era 248, mentre il 5 luglio era 94). Vi chiedo cortesemente un Vostro parere e se potete indicarmi esami specifici per chiarire questa situazione.

L'oncologo che la segue ritiene che vista la tossicità non possa continuare la chemio; mi chiedo se sia possibile comunque fare altre cure (ad es. radioterapia).

Inoltre lamenta dolori allo stomaco, generalmente nel pomeriggio, accompagnati da eruttazioni e riflusso acido dallo stomaco: probabilmente è una conseguenza dell'intervento che ha ridotto lo stomaco. Potrebbe essere legata alla situazione del fegato?

Ringrazio per l'attenzione. Distinti saluti
[#1] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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La radioterapia potrebbe essere indicata solo in particolari circostanze a scopo di completamentento dell'intervento non radicale o alla ricomparsa locale di malattia(previa valutazione delle condizioni generali).Il goldo standard è, in adiuvante, la radiochemioterapia concomitante, quando questa è fattibile.
Sarebbe utile un esame morfologico (TC CON MDC) o meglio morfofunzionale(TC/PET con FDG) per meglio caratterizzare l'addome ed eventuali residui o riprese di malattia. I marcatori oscillano spesso nel post-operatorio per fenomeni flogistici correlati ma, come dicevo prima, un esame di imaging risulta essenziale per saperne di più.
Molto Cordialmente

Filippo alongi
[#2] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Gentile Utente,

concordo con il Collega Alongi circa l'opportunità di eseguire una indagine strumentale quale la TC total body con mezzo di contrasto. Tale indagine può mettere in evidenza eventuali problematiche legate alla malattia. Certamente è possibile effettuare altre terapie rispetto a quella proposta (ad esempio impiegando la gemcitabina od il 5-Fu). Inoltre direi che sarebbe opportuno effettuare un dosaggio plasmatico della CgA (cromogranina A). Valore elevato di tale marker può aprire la strada al trattamento con octreotide. Tale trattamento è privo di effetti collaterali importanti e può fornire in diversi casi un buon controllo di una eventuale malattia residua. Il trattamento eventuale con octreotide va affiancato ad un trattamento chemioterapico per fornire maggiore efficacia sebbene possa essere impiegato anche da solo.


un caro saluto

Dr. Carlo Pastore
[#3] dopo  
Utente 429XXX

Iscritto dal 2007
Vi ringrazio per le vostre risposte.
Mi chiedevo comunque se viste le condizioni del fegato sia opportuno iniziare un nuovo trattamento farmacologico, anche dopo aver accertato l'assenza di una ripresa della malattia.

Mi chiedevo inoltre se potete rispondermi anche in merito ai dolori addominali di cui sopra, difficoltà digestive, ecc.

Cordiali saluti
[#4] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Lo stato del fegato giustifica l'incremento significativo del marcatore Ca 19.9.
[#5] dopo  
Utente 429XXX

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Gentili dottori,
torno a scrivervi a distanza di 2 mesi.
La TC con mezzo di contrasto è stata effettuata il 4 ottobre, fortunatamente con esito negativo; da considerare l'aspetto marcatamente steatosico del fegato, che tuttavia non mostra alcuna lesione focale.

Dopo 2 settimane sono state ripetute le analisi del sangue per rilevare il valore del marcatore Ca 19.9, che continua a salire (circa 1000).
L'oncologo che l'ha seguita a Sassari non ha dubbi circa la ripresa della malattia di base, ma non propone alcuna terapia visto l'esito del primo ciclo di chemio effettuato a luglio (vedi sopra). Mia madre sta benino, ma dall'operazione ha perso più di 20 chili, quindi il suo fisico è piuttosto provato, anche se i valori epatici sono quasi rientrati.

Vi chiedo cortesemente un consiglio su come affrontare questa situazione: è opportuno effettuare un ricovero per effettuare analisi od esami che possano dimostrare effettivamente una ripresa della malattia (la PET potrebbe evidenziare maggiori dettagli?). Quali cure sono consigliabili?
Oppure si può solo aspettare e sperare?

Grazie.
Saluti

Elisabetta



[#6] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Cara Elisabetta,

direi che a questo punto è indicato un esame PET. Certamente bisogna dare il giusto rilievo ad un Ca 19.9 di 1000, valore non trascurabile.


Tienici aggiornati, un caro saluto

Carlo Pastore
[#7] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Concordo con il collega Pastore e il Suo oncologo che a questo punto il valore del marcatore debba essere interpretato in maniera meno
ottimistica.
[#8] dopo  
Utente 429XXX

Iscritto dal 2007
Gentili Dottori,

Vi scrivo per aggiornarVi sulla situazione di mia madre e per chiederVi un consiglio importante.
A distanza di più di un anno dall'operazione, mia madre sta decisamente meglio: ha ripreso più di 10 chili, i valori epatici sono rientrati, anche le analisi del sangue sono complessivamente buone, eccetto la glicemia che è un pò alta (conseguenza sicuramente della riduzione del pancreas).
Il marcatore Ca 19-9, purtroppo, è sempre alto, 900. A tal proposito devo fare una precisazione rispetto ad un mio precedente intervento, dove indicavo un valore del marcatore di 1000. In realtà il valore era ben 2000! Proprio a seguito di ciò, mia madre aveva fatto a gennaio un eco con mezzo di contrasto all'addome, dalla quale non risultava alcuna lesione visibile
Proprio oggi ho parlato con l'oncologo che la segue: lui sostiene che la malattia è in corso, ma sostiene che non conviene fare un esame tipo TC o PET perché qualunque terapia sarebbe soltanto un palliativo. In pratica, tanto vale ritardare il più possibile un esame che confermerebbe la ripresa della malattia perché non si può fare niente; e visto che mia madre sta meglio, perché farla preoccupare per niente, visto che non si può fare niente!
Io penso che altre terapie siano possibili, in alternativa a quella effettuata la prima volta (Oxaliplatino e Xeloda)interrotta per intolleranza alle fluoripirimidine. Altri medici, voi compresi, mi hanno suggerito alternative.

Vi prego, datemi un consiglio!

Grazie mille
Elisabetta
[#9] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Intanto sul comportamento a volte bizzarro dei marcatori le allego
http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=39170
[#10] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
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Cara Elisabetta
se stiamo parlando di una neoplasia del pancreas, non credo di essere d'accordo con la scelta di fare gli struzzi.
Da anni mi sforzo di fare l'oncologo medico (che valutando i pro e contro a volte dice NO alle terapie) e non il chemioterapista (mi creda la differenza c'è!).
In questo caso considerando che vi è un farmaco approvato per tale patologia (erlotinib) che rientra nei farmaci intelligenti e ben malleabili, con minime tosicità (follicolite, diarrea), perchè buttare la spugna?
Oltretutto non mi pare che abbia fatto farmaci tipo gemcitabina o fluorouracile ad infusione protratta.
Credo che anche l'età di sua madre, se le condizioni generali lo permettono, meriti di essere attenzionata.
[#11] dopo  
Utente 429XXX

Iscritto dal 2007
Grazie mille per il consiglio.
Non avevo ancora sentito parlare di questo farmaco, erlotinib. Cercherò di informarmi il più possibile.
Approfitto della sua gentilezza Dott. D'angelo per chiederle un altro parere: da 2 giorni mia madre ha saputo di essere diventata diabetica tipo2, quindi ha iniziato ad assumere insulina prima dei pasti. Ho letto che questo tipo di diabete può essere curato (?) in quanto spesso legato a condizioni di sovrappeso, anche se non è il caso di mia madre (pesa 65 Kg per 1.60h). Oppure si poteva evitare tenendo sotto controllo il tipo di alimentazione (?).

Grazie ancora.
Elisabetta
[#12] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
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FURCI SICULO (ME)
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Per quanto trattabile in atto serve utilizzare l'insulina per gli screzi glicemici legati anche alla patologia neoplstica e ad i trattamenti di supporto.