Utente 174XXX
Mio figlio di 12 anni (14/3/1998) sarà sottoposto a breve ad un'intervento su entrambe i piedi, in tempi diversi, per problemi di piattismo.
Diciamo che fin qui la strada pare delineata, con tutto cio' che comportano due operazioni e le successive riabilitazioni.
La mia domanda e soprattutto i dubbi che ho, sono legati al problema aggiuntivo e abbastanza più importante, credo, ovvero una spondilolistesi di L5 su S1 che da un paio di anni teniamo sotto controllo.
Premetto che la spondilolistesi è stata diagnostica nel momento in cui ci si è accorti che la postura assunta da mio figlio era particolare, ciò significa che non c'è stato assolutamente nessun dolore accusato sia a riposo che durante la pratica sportiva (giocava a rugby).
Vengo al dunque, arrivato a 12 anni l'equilibrio e la postura del corpo, suppongo, abbiano trovato diciamo una "logica". Mi chiedo, non si rischia di sistemare una arco plantare, e quindi fare in modo che poggiando meglio i piedi possa camminare in maniera migliore, senza tener conto però che la schiena a quel punto avrà,altre sollecitazioni diverse dal solito che potrebbero incidere sulla vertebra già compromessa?
Capisco rileggendo che si tratta di situazioni composte esposte in maniera superficiale ma spero di aver fatto capire il dubbio espresso.
Vi ringrazio anticipatamente

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Dr. Antonio F. A. Cutrupi
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le rispondo rubando il territori ai colleghi ortopedici pediatrici del sito, forse sarebbe melgio girare la domanda in un loro spazio ( ortopedia) vedrà che il prf Caruso, il Dr Catena e gli altri le daranno una migliore risposta di quanto no possa fare io.

cordialità.