Utente 430XXX
Buon giorno a tutti,
mi spiace caricarvi di un ulteriore mail ,ma ho bisogno di un consulto per l’impotenza di mio marito e pur trovando molte mail in merito non riesco a trovare comunque il consiglio giusto per il “nostro” problema.
Da alcuni anni mio marito ha problemi saltuari di impotenza,piu’ raramente all’ inizio del rapporto,piu’ spesso con cali di rigidita’ durante lo stesso.
Da un paio d’anni il problema si e’ aggravato(e’ sempre stato un forte fumatore :2 pacchetti scarsi al giorno e ha 41 anni).
Abbiamo una figlia di 9 anni ed io dopo la sua nascita ho avuto un calo della libido(..premettendo che prima mio marito a volte mi accusava di averne troppa e mi negava il rapporto affermando che lo stancavo,quindi un calo ma non assenza di desiderio,ho lasciato pero’ a lui prendere l’iniziativa).
Nell’ultimo anno i rapporti si sono ridotti a zero ,ne abbiamo parlato e lui mi ha chiesto se la cosa era un problema per me.Io gli ho risposto che non lo era e lui ne e’ stato contento affermando in seguito che per lui avere rapporti con me era come fare un autoerotismo faticoso.
Dopo qualche episodio (anche violento)che dimostra a parer mio un rancore e rabbia nei miei confronti in seguito alla sua impotenza ne abbiamo parlato e secondo lui la causa della sua impotenza sono io.Mi sono ribellata a questa affermazione e gli ho detto che di questo problema e’ suo e che e’ sicuramente importante parlarne(anche insieme) con terzi(..o urologi o psicologi) ma lui nega la necessita’.Non riesco a convincerlo e ora mi ha chiesto una tregua alla discussione.
E’ sempre critico nei miei confronti soprattutto davanti agli amici.
In questo periodo (un anno ) beve di piu’ e cerca occasioni sempre piu’ frequenti per star fuori di casa.
Sono profondamente triste e soffro anche per mia figlia che si sta accorgendo di questo periodo di crisi.
Avete qualche consiglio o qualcuno a cui mi posso rivolgere in veneto o forse meglio a padova?

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Pietro Salacone
24% attività
4% attualità
12% socialità
LATINA (LT)
Rank MI+ 40
Iscritto dal 2004
Prenota una visita specialistica
gentile Sig.ra, cliccando sulla cartina del sito può trovare i nomi di bravi urologi e/o andrologi della sua regione che potranno sicuramente aiutarla a risolvere questo problema, sempre se da parte di suo marito c'è la volonta di sottoporsi a visite mediche ed esecuzioni di accertamenti diagnostici indispensabili per fare una corretta diagnosi e capire se alla base vi è un problema organico o di coppia e/o psicologico

Cordiali saluti
Dr. Pietro Salacone
[#2] dopo  
Dr. Giuseppe Quarto
44% attività
20% attualità
20% socialità
NAPOLI (NA)
Rank MI+ 84
Iscritto dal 2007
cara signora,
dalla sua descrizione, sembra che ci sia, e un problema organico dovuto al fumo e all 'alcol ma sicuramente c'è una grossa componente psicologica che va trattata con una terapia psicosessuologica, in quanto suo marito mostra un vero eproprio rifiuto nei suoi riguradi e nel rapporto.
cordiali saluti
Dott. Giuseppe Quarto
[#3] dopo  
Utente 430XXX

Iscritto dal 2007
Grazie mille per aver risposto cosi' celermente alla mia domanda,volevo capire inoltre se come prima fase sia piu' indicata una visita da un urologo o andrologo.Qual'e' la differenza tra le due specializzazioni?Sulla base della cartina ho trovato 2 urologi.
grazie
[#4] dopo  
Dr. Daniele Masala
28% attività
4% attualità
12% socialità
POZZUOLI (NA)
Rank MI+ 44
Iscritto dal 2006
Anche io convengo sull'ipotesi di un problema di eziologia mista:ovvero un problema che potrebbe essere organico ma anche psicogeno. Tuttavia prima di qualunque altra indagine invasiva è opportuno che il suo partner si faccia visitare da un urologo in quanto molto frequentemente problemi benigni della prostata come severe congestioni ghiandolari note come prostato vesciculiti possono essere responsabili di situazioni del genere soprattutto se associate a stati di ansia e condizioni di fumo!
Vi consiglio pertanto di rimuovere fattori esterni come fumo e se possibile fattori ansiogeni e naturalmente fare una visita da un buon urologo della vostra zona di residenza.
Cordiali saluti,
dott Daniele Masala.
[#5] dopo  
Dr. Stefano Garbolino
36% attività
4% attualità
20% socialità
TORINO (TO)
Rank MI+ 60
Iscritto dal 2007
Gentile uetente,
le consiglio una consulenza psicosessuologica presso un medico specializzato in materia.
Cordialmente
[#6] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Cara Signora,
la differenza tra un andrologo ed un urologo è dovuta al fatto che generalmente il primo, anche quando affronta problemi nell'area uro-genitale o propriamente urologica, pensa sempre anche alle future conseguenze che possono avere le eventuali indicazioni diagnostico-terapeutiche sulla sfera propriamente sessuale e riproduttiva. Fortunatamente molto urologi, come il sottoscritto, hanno anche la specialità di andrologia o viceversa. Detto questo penso che il vostro problema abbia bisogno di un approccio combinato andrologico e psicologico per i vostri evidenti problemi relazionali oltre ai "rischi" sul versante organico da lei menzionati.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org
[#7] dopo  
Prof. Giovanni Martino
28% attività
0% attualità
12% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 40
Iscritto dal 2005
Gentile Utente,
non possiamo pensare di "trascinare" il Suo compagno da uno "Specialista" Andrologo contro la Sua volontà. Credo quindi che quanto prospettato dal Collega GARBOLINO sia al momento attuale una priorità assoluta. Solo in un secondo tempo, presa coscienza del problema, magari iniziata una terapia, si potrebbe procedere ad una valutazione Andrologica più globale. Diciamo che nel caso del Suo compagno i tempi dell'ioter diagnostico potrebbero essere invertiti.
Ci tenga informati dell’evoluzione del storia clinica, se lo desidera.
Auguri affettuosi per la pronta risoluzione del problema ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#8] dopo  
Utente 430XXX

Iscritto dal 2007
Ringrazio tutti per i consigli,
rimane comunque il problema di come "convincere" mio marito a chiedere un consulto medico o psicologico.Quando ne abbiamo parlato la sua reticenza era principalmente nei riguardi di un consulto psicologico ritenendola "l'ultima spiaggia".
Ritiene che il problema lo devo risolvere io o comunque insieme senza l'aiuto di terzi.
[#9] dopo  
Prof. Giovanni Martino
28% attività
0% attualità
12% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 40
Iscritto dal 2005
Gentile Utente,
non vedo chi altri, oltre Lei, potrebbe convincere il Suo compagno ad un consulto Medico. Forse il Dottore di famiglia? Parenti? Amici?
Io credo che solo Lei, con pazienza ed affetto, potrebbe riuscire in questo scopo. Se il Suo compagno preferisse un controllo andrologico prima di altri, ben venga, sarà poi il Collega a decidere sul da farsi.
Mi faccia sapere l'evoluzione della faccenda.
Affettuosi auguri ad entrambi ed un saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#10] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Cara lettrice,
molte volte in questi casi , la cosa più semplice è proporre una valutazione di tipo medico tradizionale. Sarà poi l'andrologo che valuterà tutta la situazione clinica ad indirizzare poi suo marito verso la soluzione terapeutica più mirata.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org