Utente 140XXX
Mia mamma ha 75 anni, un anno fa ha subito la perdita del coniuge dopo un lungo periodo di malattia che la ha vista coinvolta emotivamente; nello stesso momento è rimasta sola in quanto io mi sono sposato e ho anche avuto complicanze di salute.

Devo premettere che ho sempre notato un tremore nenne sue mani nel porgere piatti, oggetti, ecc ma niente che le causasse disagio.

Spesso ha dolori di pancia e nausee dovute forse ha una marcata diverticolite documentata.

Da circa 2 mesi è comparso un problema preoccupante al quale non riusciamo a trovare soluzione. In pratica avviene che improvvisamente si sente peggio, trema esternamente e avverte un tremore interno. La pressione massima si alza notevolmente in questi casi, si parla di un range 160 - 190, mentre la minima non subisce variazioni di rilievo ed è sempre in un range 70 - 90.

Tempo fa ha fatto una visita cardiologica ma il medico non ha consigliato nulla per il cuore, anzi, le ha consigliato lo xanax .25 3 volte al giorno, le cose per un po sono migliorate.

Poi siamo stati dal neurologo che ha diagnosticato un tremore essenziale escludendo categoricamente il parkinson.

La sua cura è diventata 3 xanax .25 al giorno (ogni 8 ore); tre plasil; 1 deniban 50.

Dopo alcuni giorni il problema ha ripreso, il neurologo contattato telefonicamente ha consigliato di passare a xanax .50 (quindi 2 compresse alla volta); lei ha preso 1,5 compresse e il problema si è ripresentato.

Ora si sente male, prende lo xanax, dopo un po sta meglio ma non bene.

Io non condivido tanto l' aumento dello xanax, se si va avanti così fra poco arriviamo a 3 da un grammo e poi non sappiamo più come fare.

In pratica lei si sente male con questi attacchi di pressione massima e tremore ogni giorno.

Forse non è un problema neurologico e deve prendere una pastiglia per la pressione ? considerare che forse i betabloccanti non vanno bene visto che i suoi battiti sono sempre attorno ai 50 difficilmente si arriva ai 60.


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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
la corretta valutazione del profilo pressorio va studiata necessariamente con un Holter pressorio e con un ecocardiogramma, almeno per gli esami attinenti a livello cardiaco, ad essi infatti vanno associati esami sulla funzionalità renale e surrenale. In linea di massima, se i picchi ipertensivi sono legati a meri problemi emotivi, essi vanno trattati con farmaci ipotensivanti rapidi di pronto utilizzo come le gocce di nifedipina. Si rivolga comunque e necessariamente ad un collega per lil corretto approccio al problema. Saluti