Login | Registrati | Recupera password
5/1
  1. #1
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010

    Protrusione discale - sindrome cervicale? vertigini, dolori a collo e testa, disturbi neuroveg.

    Salve, ho 33 anni e da poco più di 1 anno soffro di vertigini continue che variano continuamente di intensità, talvolta con senso di intontimento o sonnolenza. Se muovo il collo questo produce dei rumori, ed a volte sento delle fitte alla testa o dei dolori al collo e alle spalle: i sintomi sono sempre variabili per tipo e intensità.Dopo i primi mesi di questi problemi ho anche cominciato ad avere disturbi visivi (vista confusa, bordi degli oggetti in movimento, ridotta visibilità al buio) ed episodi di depressione abbastanza seri. Ultimamente ho anche episodi di cefalea e colpi di sonno improvvisi.

    In questi mesi sono stato da numerosi dottori ed ho fatto parecchi esami, questisono i risultati piu rilevanti:

    -Esame vestibolare negativo
    -TAC negativa

    -RX rachide cervicale:
    .VERTICALIZZATO RACHIDE CERVICALE
    .LIEVE RIDUZ.DELLO SPAZIO INTERSOMATICO C4-C5
    .INIZIALI NOTE DI TIPO ARTROSICO DEGENERATIVO.

    -Risonanza magnetica (spazi compresi tra C2 e C7):
    .RIDUZIONE DELLA FISIOLOGICA LORDOSI CERVICALE
    .LIEVE RIDUZIONE DELLO SPESSORE E DEL TONO IDRICO A CARICO DEI DISCHI INTERSOMATICI ESAMINATI
    .MODESTA PROTRUSIONE PARAMERIDIANA LATERALE SINISTRA A LIVELLO DEI DISCHI INTERSOMATICI C5/C6 E C6/C7 CON MINIMA IMPRONTA SUL SACCO DURALE
    .MODESTA ACCENTUAZIONE DEL PROFILO DORSALE A LIVELLO DEL DISCO C2/C3 E C3/C4
    .CANALE RACHIDEO DI AMPIEZZA CONSERVATA
    .NON SI OSSERVANO SIGNIFICATIVE ALTERAZIONI DI SEGNALE A CARATTERE PATOLOGICO DELLA CORDA MIDOLLARE CERVICALE
    .ASSENZA DI ALTERAZIONI OSSEE FOCALI A CARATTERE PATOLOGICO


    In seguito a questi esami ho eseguito due cicli (20 sedute) di MOBILIZZAZIONI CERVICALI + INFRAROSSI, ma il problema sembra tutt'altro che risolto.
    In seguito alle sedute (principalmente in allungamenti e piagamenti del collo) il rumore che sento in seguito al movimento del collo erano diminuiti, ed anche i sintomi vertiginosi si erano attenuati, ma solo momentaneamente.

    Farmaci come Microser e similari non hanno risolto il problema, ed anzi hanno peggiorato una situazione pre-esistente di gastrite cronica, col risultato che ora ho lo stomaco a pezzi e non posso assumere farmaci.

    Ho provato anche altri sistemi, come un collare cervicale morbido (che sostanzialmente non fa nulla) ed una moderata attività fisica (che finisce spesso col farmi stare peggio).
    Sono stato anche da un neurochirurgo che ha escluso la possibilità di intervenire chirurgicamente, mi pare di aver capito perché non sono in pericolo di vita e l'intervento sarebbe invasivo, rischioso e non assicurerebbe la risoluzione del problema. Insomma finché la protrusione non diventa un'ernia bella grossa, di operare non se ne parla.

    Prima di avere questo problema facevo il grafico editoriale, stavo molto tempo seduto al pc. I disturbi sono iniziati il 21 novembre 2009, pomeriggio, stavo lavorando ed ho allungato il collo verso lo schermo; a quel punto ho sentito un rumore nel collo, una specie di crack. La mia vita è diventata un incubo in questi ultimi 12 mesi. Cosa posso fare?



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 375 Medico specialista in: Neurochirurgia

    Risponde dal
    2009
    Gent.le Utente,
    anche io sono del parere del Neurochirurgo che La ha visitato. In più, il Collega ha avuto il vantaggio di visionare le imagini e rilevare l'obietività clinica.
    Se anche l'ORL non ha rilevato alcunchè di particolare, è da ritenere che il Fisiatra possa continuare ad essere lo Specialista idoneo per seguirLa.
    Cordialmente


    Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
    Case di Cura:"Columbus" MILANO (02/48O8O1);
    "Villa Mafalda" ROMA (06/86094294)

  3. #3
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    La ringrazio del parere medico.

    Se vuole posso anche postare una scansione (anonima) delle lastre e della TAC, in modo che possa avere una visione più completa del problema.



  4. #4
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    A questo link può visionare le lastre e la TAC, il dettaglio è limitato ma può farsi un'idea.

    http://i51.tinypic.com/2eodt6o.jpg



  5. #5
    Indice di partecipazione al sito: 375 Medico specialista in: Neurochirurgia

    Risponde dal
    2009
    Posso confermare, anche alla luce delle immagini trasmesse, quanto già comunicatoLe precedentemente.
    Saluti.


    Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
    Case di Cura:"Columbus" MILANO (02/48O8O1);
    "Villa Mafalda" ROMA (06/86094294)

  6. #6
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    Non ho ancora risolto il problma.
    Sono stato da diversi fisiatri in questi mesi ma midicono tutti le stesse cose, in sostanza fare fisioterapia e attività fisica.

    Peccato che fare attività fisica mi fa stare peggio, in particolare quando muovo il collo rispetto al torace e viceversa. La fisioterapia invece ha risultati molto limitati e solo quando consiste nell'allentare la tensione tra le vertebre con manovre tipo "pompage".

    A questo punto credo che il problema sia riconducibile allo spostamento delle vertebre in seguito alla verticalizzazione ed al danneggiamento del disco intersomatico: tali alterazioni creano sicuramente una condizione cronica di infiammazione muscolare e di alcuni nervi, e probabilmente anche una parziale occlusione delle arterie vertebrali.

    Credo che non sia possibile risolvere il problema se non agendo chirurgicamente.
    Sareste in grado di indicarmi un valido specialista in Roma che possa assistermi e indirizzarmi in un percorso di questo genere?




  7. #7
    Indice di partecipazione al sito: 1117 Medico specialista in: Neurochirurgia

    Risponde dal
    2006
    Egr. signore,
    le immagini trasmesse sono incomplete e comunque inadatte a porre una indicazione chirurgica.
    A tal proposito però non sono d'accordo con il collega che L'ha visitata.
    Lei, secondo questa valutazione,dovrebbe aspettare di essere in carrozzina per essere operato?

    Poi mi permetto un consiglio: eviti le autodiagnosi! Sono sempre sbagliate.
    Le arterie vertebrali non c'entrano nulla in questo caso e le Sue vertebre sono perfettamente al loro posto.

    Non è corretto indicare nomi e Strutture via e-mail, non fosse per altro che Le potremmo indicare proprio quel neurochirurgo che aspetta di vederLa "morente" per intervenire.
    Cordiali saluti e buon anno!


    Giovanni Migliaccio,M.D.
    studio@giovannimigliaccio.it -- www.giovannimigliaccio.it
    sede principale: Milano

  8. #8
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    Quindi, Dottore, come mi consiglia di procedere?



  9. #9
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    Comunque, vista la vaghezza delle diagnosi e la scarsa attenzione riservatami dai dottori a cui mi sono rivolto di persona finora (ben 6) non mi spaventa il fatto che aspettino che io sia "morente" per fare qualcosa di concreto, piuttosto mi spaventa il fatto che potrebbero volerci anni affinché la situazione degeneri al punto di essere operabile e/o degna d'attenzione.
    Nel frattempo io sto veramente male e non sono in grado di condurre una vita neanche lontanamente normale.

    Cosa posso fare a questo punto, escludendo le ipotesi autolesioniste?



  10. #10
    Indice di partecipazione al sito: 1117 Medico specialista in: Neurochirurgia

    Risponde dal
    2006
    Non mi pare proprio il caso di giungere a tanto....
    A distanza, come Le accennavo, non è possibile confermare quello che può essere intuibile e cioè che l'intervento chirurgico potrebbe essere risolutivo.

    Rimango disponibile per quel che mi è possibile e La saluto con cordialità


    Giovanni Migliaccio,M.D.
    studio@giovannimigliaccio.it -- www.giovannimigliaccio.it
    sede principale: Milano

  11. #11
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    Quale che sia il tipo di cura da adottare, chirurgico o meno, il primo passo è sicuramente una diagnosi precisa e dattagliata che metta in luce l'esatta origine del problema.
    In tanti mesi e dopo tanti esami, nessun dottore è stato in grado di dirmi con certezza quali sono le dinamiche che scatenano i sintomi. Con questo tipo di approccio approssimativo mi sarà impossibile guarire, considerando anche che una guarigione spontanea, dopo quasi 15 mesi, è ormai da escludere.

    Capisco che il problema che ho è complesso, ma a questo punto mi chiedo: cosa devo fare per ottenere una diagnosi dettagliata che mi porti ad un possibile percorso di guarigione? Devo supporre che con le attuali conoscenze medico-scientifiche sia impossibile?



  12. #12
    Indice di partecipazione al sito: 1117 Medico specialista in: Neurochirurgia

    Risponde dal
    2006
    Egr. signore,
    Lei può supporre quello che crede, ma lo faccia in riferimento a quanto,in qualche modo, Le viene suggerito.
    Io Le ho detto che forse è necessario l'intervento e la mia forma dubitativa è dovuta al fatto che non è possibile fare diagnosi di certezza a distanza e di conseguenza indicare una terapia.
    Il Suo problema non mi pare per nulla complesso,fermo restando che una conferma della sua o meno complessità può derivare solo dalla valutazione diretta di ogni problematica inerente.

    Cordialmente


    Giovanni Migliaccio,M.D.
    studio@giovannimigliaccio.it -- www.giovannimigliaccio.it
    sede principale: Milano

  13. #13
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    Ma io non mi stavo riferendo a lei, ho semplicemente constatato che finora gli specialisti che mi hanno visitato -dal vivo- non sono giunti ad una diagnosi precisa. Il motivo di ciò potrebbe essere uno o più di questi:
    A) Eccessiva complessità del problema.
    B) Superficialità nel trattare il caso.

    Avendo consultato anche diversi testi medici posso supporre che la più probabile sia la A, dal momento che differenti testi danno diverse descrizioni e spiegazioni di questo tipo di disturbi, ed anche i dottori tendono a dare spiegazioni differenti a seconda della loro specializzazione.

    Dal momento che lei, dottore, dice giustamente di non poter effettuare una diagnosi a distanza, può gentilmente indicarmi di quali dati avrebbe bisogno per giungere ad un'ipotesi affidabile o in alternativa a chi potrei rivolgermi con la certezza che ci capisca -davvero- qualcosa?



  14. #14
    Indice di partecipazione al sito: 1117 Medico specialista in: Neurochirurgia

    Risponde dal
    2006
    Dovrei visitarLa.
    Per la seconda opzione non Le posso indicare nessuno in quanto non sarebbe corretto.
    Poi lasci perdere di consultare testi di Medicina, non fanno altro che confonderLe le idee non avendo la preparazione necessaria di base che si può avere solo dopo aver conseguito la laurea in Medicina.


    Giovanni Migliaccio,M.D.
    studio@giovannimigliaccio.it -- www.giovannimigliaccio.it
    sede principale: Milano

  15. #15
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    " Patologie legate al nervo vago

    Quando la sua funzionalità è compromessa, ad esempio dall'artrosi cervicale*, possono verificarsi tutta una serie di sintomi tra cui nausea*, acidità di stomaco*, vertigini*, giramenti di testa*, rossori in viso-, tachicardia-, dolore e rigidità del collo*, mal di testa+, pallore*, sudorazione fredda-, salivazione ridotta, vomito-."

    Appurato da più fonti che il mio problema è in effetti questo, quale può essere la cura?



  16. #16
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    Per tutti quelli che hanno un problema simile e che non trovano una soluzione:


    Sono stato male per circa 2 anni prima di iniziare a migliorare. Facevo massoterapia, infrarossi e chinesiterapia, ginnastica posturale ed un fisiatra mi faceva una sorta di "pompage" (ovvero ti tirano il collo come le galline). I risultati erano modesti, ed anzi sconsiglio quest'ultima pratica che va più che altro a stressare il collo.

    Nell'ultimo anno ho fatto grossi progressi, ma non per merito della scienza medica, che nel mio caso non è stata efficace. Quindi prendete il mio consiglio con le pinze e provatelo solo DOPO, nel caso che con voi le tradizionali procedure mediche abbiano fallito (come nel mio caso).



    Per migliorare davvero non ho dovuto sforzarmi di stare "dritto" ma sto semplicemente rilassato e assecondo la naturale postura del corpo. Ma soprattutto (questa è la cosa piu importante) dormo in posizione rilassata, di lato.. insomma il collo deve essere il più sciolto possibile in modo che i nervi infiammati dalle vertebre si sfiammano da soli, e così facendo si affievoliscono anche tutti i sintomi negativi.

    Personalmente dormo di lato col cuscino leggermente rialzato (30-40 gradi) e la spalla sul cuscino stesso; posso girarmi dall'altro lato se voglio ma non posso dormire supino o a pancia sotto altrimenti peggioro.
    Il tutto sta nel trovare la posizione giusta che fa rilassare il collo, e se dormite bene riuscirete a stare bene anche durante il giorno.

    Sto molto meglio ora e posso fare una vita quasi normale, ma non posso comunque fare sforzi fisici.

    Spero di essere stato utile



  17. #17
    Indice di partecipazione al sito: 1117 Medico specialista in: Neurochirurgia

    Risponde dal
    2006
    Egr. signore,
    Credo che la Sua testimonianza qui espressa non può e non deve essere utile a nessuno e invito altri utenti che dovessero qui leggerla a non tenerne conto alcuno.

    Che Lei stia meglio fa piacere apprenderlo, ma è d'obbligo sottolineare che ogni evento morboso, ogni sintomatologia è differente da caso a caso e che ogni terapia va effettuata dopo aver fatto una diagnosi seria.
    Le diagnosi le fanno i medici, mentre chi crede di poter averne una da chi medico non è (o per tale si spaccia) o, peggio, ritenersi in grado di formularla per se stesso (autodiagnosi), mette a rischio la propria salute e degli altri nel momento in cui, come Lei, consiglia di mettere in pratica una "procedura terapeutica" che non ha alcuna valenza scientifica.

    Lei ha raccontato la sua personale esperienza, ma non può consigliarla a nessuno, primo perchè Lei medico non è, secondo perchè potrebbe essere dannosa per altri che se malauguratamente dovessero darLe retta, potrebbero non curarsi in modo adeguato, tralasciando una patologia molto più seria e grave con le conseguenze che si possono immaginare.

    E' comunque evidente la Sua contraddizione.

    Dice infatti che per trovare un pò di beneficio deve dormire supino o prono, che può fare una <vita quasi normale> e che conunque non può fare sforzi.
    Le sembra di esser guarito?


    Giovanni Migliaccio,M.D.
    studio@giovannimigliaccio.it -- www.giovannimigliaccio.it
    sede principale: Milano

  18. #18
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    Difatti non mi spaccio per medico, non dico di essere guarito e come ho già spefcificato NON consiglio questo tipo di rimedio se non DOPO aver eseguito un percorso di diagnosi e terapia medica tradizionale.

    Tuttavia ora sto molto meglio, e riesco a fare una vita dignitosa mentre prima i disturbi erano così pesanti che mi avevano quasi spinto al suicidio.
    E questa è la stessa condizione di decine, se non centinaia di altre persone che hanno questo grave problema e sono disperate, perché non riescono a guarire tramite le comuni pratiche mediche.

    Purtroppo questa sindrome è cosa relativamente nuova e viene presa sottogamba dalla medicina: il dottore vede le lastre e sentenzia "Non è niente, non sei a rischio. fai qualche blanda terapia per correggere la postura" ma intanto il paziente fa una vita d'inferno e si sente morire. Generalmente dopo mesi e mesi che il problema non si risolve, e magari come nel mio caso richieste di essere operato in qualche modo, il paziente viene generalmente bollato come psicolabile e gli vengono dati degi psicofarmaci, utili solo a peggiorare la situazione. La medicina con me ha fallito in maniera plateale, e se non fosse per la mia forza d'animo ora starei a riposare 2 metri sotto terra.

    Con tutto il rispetto, credo che la medicina tradizionale sia fatta da tanti bravi professionisti, ma talvolta pecca di superbia e di arroganza, pensando più ai propri interessi che al benessere del paziente. Azzarderei un parallelo con la religione: la scienza è qualcosa di grandioso, come la religione. Ma la chiesa è malata così come il sistema sanitario. E non ho paura di dirlo in chiesa, o meglio, in questa sede. Se cancellate questo commento si tratterebbe di censura, e potrei dedurre che effettivamente avete qualcosa da nascondere.

    Quindi, caro Dottore, capisco la sua preoccupazione ma sono perfettamente cosciente di quello che dico, e so quanto soffre questa gente. Magari a lei non frega niente perché troppo impegnato a difendere la sua posizione di medico, ma SE IL MIO POST E LA MIA ESPERIENZA PERSONALE SERVIRANNO A SALVARE ANCHE UNA SOLA PERSONA DAL SUICIDIO, NE SARA' VALSA LA PENA.

    "Non sono religioso, ma pregherò comunque per la salvezza della scienza.
    -Maxxlegend"



  19. #19
    Indice di partecipazione al sito: 1117 Medico specialista in: Neurochirurgia

    Risponde dal
    2006
    Caro signore,
    non c'è nulla da nascondere. Bisogna far capire che la Sua esperienza, tra l'altro non brillante visto che continua a soffrire, non è applicabile a nessuno e che se Lei dà consigli terapeutici può fare molti danni.

    Io sono impegnato a difendere la MEDICINA, quella vera non quella che molti vorrebbero contrabbandare come tale.
    Le consiglio quindi anche di non fare apprezzamenti su cose che non conosce.
    Lei è liberissimo di curarsi come crede o farsi curare da chi crede, ma ciò che eventualmente Le ha dato beneficio (o crede che Le abbia dato beneficio) non lo sventoli come un qualcosa che vale per tutti.

    Infine eviti di pregare per la scienza medica. Essa non ha bisogno di preghiere, ma di gente che studia e dedica la sua vita per trovare cure serie e non fantasiosi e pericolosi rimedi empirici.


    Giovanni Migliaccio,M.D.
    studio@giovannimigliaccio.it -- www.giovannimigliaccio.it
    sede principale: Milano

  20. #20
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    Per tutti quelli che hanno un problema simile e che non trovano una soluzione:


    Sono stato male per circa 2 anni prima di iniziare a migliorare. Facevo massoterapia, infrarossi e chinesiterapia, ginnastica posturale ed un fisiatra mi faceva una sorta di "pompage" (ovvero ti tirano il collo come le galline). I risultati erano modesti, ed anzi sconsiglio quest'ultima pratica che va più che altro a stressare il collo.

    Nell'ultimo anno ho fatto grossi progressi, ma non per merito della scienza medica, che nel mio caso non è stata efficace. Quindi prendete il mio consiglio con le pinze e provatelo solo DOPO, nel caso che con voi le tradizionali procedure mediche abbiano fallito (come nel mio caso).



    Per migliorare davvero non ho dovuto sforzarmi di stare "dritto" ma sto semplicemente rilassato e assecondo la naturale postura del corpo. Ma soprattutto (questa è la cosa piu importante) dormo in posizione rilassata, di lato.. insomma il collo deve essere il più sciolto possibile in modo che i nervi infiammati dalle vertebre si sfiammano da soli, e così facendo si affievoliscono anche tutti i sintomi negativi.

    Personalmente dormo di lato col cuscino leggermente rialzato (30-40 gradi) e la spalla sul cuscino stesso; posso girarmi dall'altro lato se voglio ma non posso dormire supino o a pancia sotto altrimenti peggioro.
    Il tutto sta nel trovare la posizione giusta che fa rilassare il collo, e se dormite bene riuscirete a stare bene anche durante il giorno.

    Sto molto meglio ora e posso fare una vita quasi normale, ma non posso comunque fare sforzi fisici.



Discussioni Simili

  1. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 04/12/2010, 01:19
  2. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 14/11/2010, 20:46
  3. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 07/01/2011, 09:54
  4. Diagnosi tecnica SE,TSE
    in Neurochirurgia
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 21/01/2011, 21:22
  5. Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 10/10/2010, 12:05
ultima modifica:  17/11/2014 - 0,25        © 2000-2011 medicitalia.it è un marchio registrato di MEDICITALIA s.r.l. - P.I. 01582700090 - staff@medicitalia.it - Fax: 02 89950896