Utente 184XXX
Salve, sono un uomo di 40 anni senza patologie o fattori di rischio a livello cardiovascolare. Da un paio di settimane sto seguendo una terapia per ansia con 6 gocce di citalopram al giorno e xanax 0.25 la sera. Casualmente ho scoperto che tra gli effetti collaterali del citalopram ci sarebbe anche quello dell'allungamento dell'intervallo QTC con rischio aumentato di aritmie. Nell'ottica di una terapia in questi casi a lungo termine, questo elemento deve preoccuparmi? In effetti questa notizia mi ha lasciato spiazzato in quanto a detta del mio medico di famiglia, il citalopram è un farmaco a basso livello di tossicità ed effetti collaterali trascurabili anche a lungo termine. Quale è la verità? Grazie per la cortese risposta.

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[#1] dopo  
Dr. Fabio Fedi
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L'allungamento dell'intervallo QT rientra fra gli effetti indesiderati "potenzialmente possibili" del citalopram, e soprattutto ad alte dosi e se somministrato contemporanemente ad altre sostanze con tale effetto. Basterà comunque un controllo dell'ECG prima dell'inizio della terapia (per escludere la presenza di una sindrome del QT lungo congenita), seguito da un controllo dopo due-tre mesi per scongiurare la presenza di tale improbabile eventualità.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr.ssa Flavia Massaro
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Gentile signore,

dalle posologie prescrittele immagino che il suo disturbo d'ansia non sia particolarmente grave e invalidante: le consiglio di considerare l'opportunità di contattare anche uno psicologo con il quale valutare la situazione e la possibilità di un trattamento integrato (farmaci+psicoterapia) dei suoi sintomi.

Cordiali saluti,