Utente 185XXX
Salve,
mio padre ha 74 anni e da lungo tempo e` in terapia anti-ipertensiva, prima con betabloccanti (atenololo, 100 mg/giorno) al quale e` stato associato in seguito ramipril (10 mg) irbesartan (300 mg) e furosemide (1/2 cp).
Da alcuni anni, gli e` stato diagnosticato un diabete mellito di tipo II (glicemia oscillante tra 140 e 200, emoglobina glicata 7,5) trattato con glimepiride e metformina.
Sono inoltre presenti una lieve insufficienza renale (esito di una forte nefrite giovanile) e una lieve incontinenza urinaria (esito di una prostatectomia per ipertrofia benigna).

Purtroppo, gli ultimi controlli hanno evidenziato una pressione arteriosa 200/80, in almeno tre distinte occasioni. Il cardiologo ha optato per dimezzare la dose di ramipril, aggiungendo 150 mg di aliskiren al giorno (con relativa compilazione di un piano terapeutico).
A un nuovo controllo, dopo due settimane, la pressione si manteneva elevata (190/100) e la dose di aliskiren e` stata portata a 300 mg giornalieri. Da allora e` passata un'altra settimana, e gli auto-controlli giornalieri (effettuati sempre alla stessa ora, in casa e a riposo) evidenziano una diminuzione della pressione diastolica, (che oscilla tra 60 e 70) mentre la pressione sistolica e` costantemente superiore a 180.

Mio padre e` di carattere ansioso, e in questo periodo tende a preoccuparsi piu` del solito, tuttavia anche il cardiologo si stupisce della sua risposta molto ridotta ai farmaci.

Preciso che tutti gli esami svolti negli ultimi anni (ECG, Holter, Eco-Doppler) non hanno evidenziato patologie degne di nota.

Sono consigliabili altri esami? Quali strutture ospedaliere a Milano offrono servizi di day-hospital e/o ambulatori per un approccio integrato, visto che ad oggi mio padre viene visitato a turno da cardiologo, diabetologo e nefrologo?

Grazie anticipate allo staff per le risposte.

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Un'elevata pressione sistolica con valori diastolici normali va spesso da mettere in relazione ad una ridotta elasticita (windkessel) dei vasi arteriosi di grosso calibro, tipica del diabetico anziano. Tali elevati valori tendono ad aumentare per "motivi idraulici" -se mi consente il termine, tanto piu' la frequenza del paziente venga ridotta ad esempio con l'uso dei beta-bloccanti (atenololo).
La somministrazione di furosemide e' assolutamente controindicata nell'ipertensione, specie se il paziente come dice lei, e0' affetto da una "lieve insufficienza renale"; in tal caso sia gli ACE inibitori (Triatec che i sartanici (irbesartan) possono ulteriormente peggiorare la funzione emuntoria del rene. Alcuni dei farmaci piu'efficaci e maneggevoli in questi pazienti, senza aver la pretesa di poter prescrivere farmaci per via telematica, ma per suggerire di parlarne con il suo Curante , sono i calcio-antagonisti (amlodipina o nifedipina).
Cordialita'
cecchini
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[#2] dopo  
Utente 185XXX

Iscritto dal 2010
Molte grazie per il suo parere, chiaro e tempestivo, dottor Cecchini.

Proprio oggi, mio padre è stato visitato dal nefrologo (la pressione era 210/85) che è del suo stesso parere: eliminare il furosemide, provare a introdurre amlodipina e valutare in prospettiva l'eliminazione dell'aliskiren.

Il nefrologo ha pure vietato tassativamente le caramelle (senza zucchero!) alla liquirizia e suggerito un nuovo monitoraggio Holter.

Riproporrei a qualche suo collega milanese il quesito sulle strutture ospedaliere di Milano che offrano un approccio diagnostico integrato per pazienti con diabete, ipertensione e insufficienza renale.

Cordiali saluti e auguri di buone Feste.