Utente 114XXX
Salve Dottori,

mi permetto di porvi un piccolo quesito in attesa che possa incontrarmi col mio medico.
Sarà opportuno che vi descriva un pò la mia situazione: da ormai quasi 2 Anni combatto con diverse patologie di carattere andrologico che, ahimè, non vogliono saperne di "levare le tende".

Il mio stesso medico, simpaticamente mi ha definito un "trattato di microbiologia". Vi spiego: dopo ripetuti esami ho per lungo tempo combatutto parallelamente batteri presenti sia nel liquido seminale, sia nelle urine (Stamey) sia la Clamidiae nell'uretra. Aggiungo: nonostante la pessima immagine che la mia persona possa fornirvi, sono un individuo attentissimo da sempre a Norme Comportamentali, Igiene ed Alimentazione.


Gli ultimi mesi sembravano farmi fare un passo in avanti. La Clamidia era scomparsa: ben quattro tamponi uretrali (a distanza l'uno dall'altro) avevano riscontrato finalmente la Negatività. Il liquido seminale e le urine continuavano ad avere qualche batterio fastidioso sempre opportunamente combattuto.


Premesso questo, mi permetto di aggiungere che mi rivolgo ad un Centro Andrologico per questa mia problematica.

Qualche giorno fa mi è toccato rifare il "pacchetto" di esami, sebbene onestamente considerassi assurdo ripetere il Tampone Uretrale per Clamidiae per la quinta volta (dopo gli ottimi risultati ottenuti).

Sono passati circa 5 mesi dalle ultime analisi.

Questi i risultati:

- Spermiocultura: Negativa (FINALMENTE !!!)
- Test di Stamey: Negativo (FINALMENTE !!!)

- Tampone Uretrale: Positivo a Clamidiae ++

Ovviamente il fine del mio quesito si concentra proprio sulla Clamidiae: come mai dottori è rientrata questa maledetta? Feci fare il test alla mia compagna, risultata negativa. Siamo comunque stati attentissimi evitando prima rapporti ed utilizzando poi profilattici per scansare qualunque possibilità(nonostante le negatività ottenute).

Come mai si ripresenta? E' normale? Posso incorrere nel rischio di una cronicità?

Mi permetto di porre queste domande giusto nell'attesa della mia vicina visita andrologica.

Approfitto per ringraziare voi tutti e per Augurarvi Buon Natale e Felice Anno Nuovo.


Con affetto

Z.


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Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

le rispondo molto sinteticamente dicendole che purtroppo questi problemi infiammatori alle vie uro-seminali hanno la caratteristica di recidivare con una certa frequenza.

Per evitare che possano "cronicizzare" è bene seguire alcune semplici indicazioni di tipo dietetico-comportamentale come:

1)vita sessuale regolare , non lunghi periodi di astinenza;

2)limitare l'assunzione di alcuni alimenti tipo cioccolato, uova, frutta secca, formaggi stagionati, ecc ;

3)lo stesso vale per le bevande come il caffé, il tè,le bibite gassate od alcoliche;

4)altra cosa importante è bere con intelligenza ad esempio durante tutto l'arco della giornata sono consigliati almeno 2–3 litri di liquidi, soprattutto acqua (se non esistono altre controindicazioni di ordine generale), smettendo però di bere almeno tre-quattro ore prima di andare a letto;

5)combattere la stitichezza quindi fare una dieta ricca di fibre e praticare una regolare attività fisica;

6)se si fuma, spegnere la sigaretta perchè la nicotina ha un'azione irritante sulla vescica;

7)tenere d'occhio la bilancia infatti, se obesi , spesso perdere peso migliora il quadro clinico, infatti il grasso accumulato sul giro vita può aumentare la "pressione" sulle vie urinarie e peggiorare i sintomi;

8)infine ultimo consiglio, ma non meno importante, quello di ascoltare sempre attentamente il proprio medico di famiglia e lo specialista urologo che la stanno seguendo.

Un cordiale saluto.