Utente 187XXX
Buongiorno, mi chiamo Carolina e vi scrivo relativamente al caso di mio papà. Ha 55 anni e due anni e mezzo fa è stato colpito da un infarto del miocardio, per via di una coronaria (destra) chiusa. E' stato sottoposto più volte ad angioplastica, riuscita al terzo tentativo (febbraio 2009), anche se poi si è richiusa (senza sintomi) e quindi è stato nuovamente ricoverato per effettuare una nuova angioplastica nel luglio 2010. In sede di angioplastica hanno rilevato che tale coronaria è troppo calcificata, ma ci è stato anche spiegato che si sono formati dei bypass naturali e che quindi il cuore risulta essere ben irrorato e non rischia nuovi episodi ischemici. Inoltre, l'altra coronaria è ben aperta e anche le carotidi e gli altri vasi risultano a posto.
Preciso che, prima dell'infarto, mio padre era un accanito fumatore ed aveva il colesterolo molto alto, ma è sempre stato sottopeso ed ha sempre fatto una giusta attività fisica (va in palestra una volta alla settimana).
Sembrava tornato il sereno, quando, circa un paio di mesi fa, ha cominciato ad avvertire delle forti palpitazioni che si ripetevano quasi ogni sera ed in seguito alle quali viene sempre colto da una forte stanchezza.
Così, ha effettuato due Holter, quello per la pressione arteriosa e quello per i battiti ed è risultato che la sua pressione è perfetta, ma che soffre di Fibrillazioni Atriali. Non vi dico lo sconforto che abbiamo provato nel leggere di tutto su internet riguardo a tale problema!!
Siamo andati dal suo cardiologo, il quale ci ha tranquillizzato e gli ha prescritto Rytmonorm da prendere 2 volte al giorno, in aggiunta ai farmaci che già assume (Cardioaspirina, Torvast e Pantorc) e gli ha tolto quello dei trigliceridi perchè i valori si sono abbassati.
Dovrà ripetere a febbraio gli Holter e poi tornare da lui. La cosa che però ci sta mettendo in ansia è che, mentre per tre settimane gli episodi di fibrillazione erano scomparsi, ora, nonostante il farmaco, che assume dal 9 dicembre, sono ripresi e quasi ogni sera, dopo cena, ha questi episodi che durano dai 5 ai 15 minuti.
Il cardiologo da cui è in cura non ha parlato di ablazione e ci ha precisato che le FA possono anche non avere legami con l'infarto avuto da mio papà, ma ogni volta che gli vengono queste palpitazioni l'agitazione è tanta e l'idea di attendere fino a febbraio ci speventa, anche se ovviamente ci fidiamo del nostro medico.
Preciso che mio papà, da quando ha avuto l'infarto, ha subito smesso di fumare, il colesterolo si è normalizzato grazie ai farmaci (è sui 200), ma ultimamente si sono alzati i livelli di glicemia, per questo consulteremo presto un diabetologo. E' un uomo molto attivo e vitale, non riesce a stare a riposo e persino dopo l'infarto riprese a lavorare il giorno dopo le dimissioni!
Secondo voi è sufficientemente protetto dai farmaci che assume? Può fare una vita normale? Possiamo vivere serenamente e guardare al futuro con speranza?
Vi ringrazio di cuore per l'attenzione! Carolina

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
la comparsa di brevi e parossistiche crisi di fibrillazione atriale, possono effettivamente essere pericolose perchè espongono il soggetto ad eventi tromboembolici, come l' ictus cerebrale, se non sufficientemente protetti da una adeguata terapia anticoagulante. Sarebbe pertanto, a mio avviso, il caso che il collega che ha in cura suo padre, fosse comunque avvertito di tali eventi onde intervenire con una diversa terapia farmacologica.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 187XXX

Iscritto dal 2010
Grazie mille per la cortese risposta. Dunque, la Cardioaspirina ed il Rytmonorm non sono sufficienti contro queste Fibrillazioni Atriali?
Preciso che tali eventi sono comparsi per la prima volta a fine ottobre e che la terapia gli è stata prescritta il 9 dicembre, allo scopo di effettuare nuovamente i controlli entro febbraio. Tuttavia, crede che sia necessario incrementare gli anticoaugulanti al più presto, tornando dal cardiologo subito a gennaio?
La ringrazio di cuore.
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Il ripetersi delle crisi, esponenendola a rischio di eventi tromboembolici necessita, a mio avviso, di una implementazione o revisione farmacologica. Saluti