Utente 138XXX
Buonasera,
mio padre, 68 anni, è stato colpito a marzo 2008 da endocardite streptococcica mitro-aortica con embolizzazioni multiple causando emiparesi emisoma sinsitro, insufficienza valvolare aortica severa in evoluzionee lieve insufficienza valvolare mitralica con esiti di endocardite su lembo anteriore mitralico.
A suo tempo è stato sconsigliato un intervento di sostituzione valvolare per le condizioni generali del paziente. Ora con i primi segni di scompenso cardiaco e una sempre più ridotta FE 58% il cardiochirurgo mi ripropone di sottoporlo al suddetto intervento. Se pur a conoscenza dei rischi nel non sottoporsi a tale intervento e pur sapendo che più si aspetta più vi è il rischio di non poterlo fare(causa eccessiva dilatazione)non riesco valutare a quale rischio sottopongo mio padre accettando l'operazione: mi preoccupa l'apparato respiratorio, i danni causati dall'ictus e la presenza di esiti di vegetazione. Nella speranza di ricevere un consiglio ringrazio sentitamente.

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[#1] dopo  
101860

Cancellato nel 2013
gentile utente, l'indicazione all'intervento non è ovviamente più l'endocardite ma la conseguenza della stessa, ovvero la presenza di una grave insufficienza aortica. Se il ventricolo sx è dilatato e/o il paziente è sintomatico (mancanza di fiato), direi che è meglio farsi operare, previa attenta e completa valutazione preoperatoria (ecodoppler vasi caotidei, consulenza neurologica, eventuale TC cranio, spirometria, valutazione pneumologica,...).
Cordiali saluti e sinceri auguri.