Utente 449XXX
Ho 40 anni e sono stato operato 10 anni fà di fimosi serrata che aveva anche procurato delle aderenze al glande per cui lo stesso non è del tutto scoperto, il meato uretrale era di piccole dimensioni per cui è stato necessario "allargarlo" con un catetere che ho portato per qualche giorno.
Dopo qualche settimana il meato tendeva sempre a restringersi per cui l'urologo mi ha consigliato di utilizzare il luan con relativo applicatore per tenere aperto lo stesso, la cosa procedeva abbastanza bene e non avevo grosse difficoltà, dopo qualche mese nell'utilizzare l'applicatore ho sentito un forte bruciore all'uretra e da all'ora un mare di problemi.
Da un esame credo si chiami uroflussumetria con mezzo di contrasto "iniettato" endovena perchè il catetere non passava è risultata una stenosi uretrale.
Durante la minzione in tutto questo periodo ho avuto dei fortissimi bruciore nell'urinare, il getto è stato sempre meno forte e diverse volte con perdite ematiche.
Anche durante l'eiaculazione i bruciori erano fortissimi.
Da qui sono iniziati anche i problemi con la prostata l'urologo mi ha diagnosticato una prostatite, secondo lui dovuta al reflusso delle urine che trovando l'ostacolo della stenosi ritornerebbero indietro e quindi infiammerebbero l'organo per cui mi consigliava di operarmi la stenosi.
Ho consultato un altro urologo che invece mi ha diagnosticato un lichen sclerosus già alla visita, poi mi ha fatto una meatotomia per comprovarne la diagnosi e mi ha confermato ciò, consigliandomi anche lui di operarmi facendo una ricostruzione dell'uretra con la mucosa boccale, ma dietro mia perplessità per la complessità dell'operazione mi ha proposto un incisione classica dell'uretra non garantendomi i risultati.
Con la meatotomia altri problemi, il getto non è più uniforme e quindi quando urino sono costretto a fare le acrobazie per non allagare i bagni.
In questi giorni c'è stato un ritorno fortissimo della "credo" prostatite con tutti i sintomi che vengono descritti, la cosa è iniziata quando per varie settimane e durante la notte avevo più volte delle erezioni fortissime che man mano hanno iniziato a procurarmi anche un forte dolore dalle "radici" del pene al perineo alla prostata e quindi tutto l'apparato urinario.
E’ calato anche il desiderio sessuale e da alcuni giorni non riesco nemmeno ad avere erezioni.
Sono disperato non riesco più a stare seduto, non posso più guidare persino la notte steso ho dolori, non so più che fare a chi rivolgermi, Vi prego se è possibile di darmi consiglio sul da farsi

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Genitle utente,

è d'obbligo anticipare che quello che le sto per indicare è viziato dalla normale via telematica e pertanto è scevro da ogni presunzione diagnostica, ed ha valenza solo orientativa:

Leggendo la sua lettera, dalla sua età e dalla tempistica operatoria, si scopre, che con ogni problabilità, ed a prescindere dalla sintomatologia dolorosa attuale che deve essere - a mio avviso non esulata dal contesto globale, anche se necessita di approfondimenti - la base della sua patologia, la cosiddetta "fimosi serrata" era già allora un sintomo di un LICHEN SCLEROSUS avanzato che perdurava da più tempo.

per tutto quello che può valere e per il suo diritto all'informazione telematica le indico la mia pagina personale sul nostro Forum medicitalia.it:

http://www.medicitalia.it/02it/scheda-medico.asp?id=9176

nel quale potrà, con un pò di pazienza leggere svariati consulti effetuati dal sottoscritto in merito a questa discussa patologia.

Le riassumo brevemente, che la descrizione che fa del suo caso è verosimilmene (e sempre in via non vincolante) in connessione con una forma di LS penieno ed uretrale.

Le valga conoscere, a questo punto - e le fornisco il parere da venereologo - e che senza una terapia adeguata di tipo MEDICO e non CHIRURGICO d'emblèe o peggio, solo chirurgico, il Lichen Sclerosus non può che progredire, nei casi più sfortunati, anche in tessuti non più aggredibili (senza esiti deturpanti) dalla chirurgia stessa.

con ciò, non si vuole sopprimere assolutamente la scelta terapeutica della chirurgia, la quale nelle forme molto avanzate e corredate da gravi disturbi anatomi-funzionali rimane counque inescludibile, ma, sottolineare, che nelle linee guida della terapia del Lichen sclerosus (il quale a mio avviso, ma non solo del sottoscritto, dovrebbe essere una patologia di competenza strettamente VENEREOLOGICA) è necessario sottoporsi alle TERAPIE MEDICO-SPECIALISTICHE, che il più delle volte e non solo i dati scientifici ma anche quelli pratici - tanti pazienti affetti da questa patologia sono testimoni - reca risultati estremamente significativi e vale sempre la regola "prima si interviene con la terapia medica, meglio è".

Le motivazioni che conducono alla massima attenzione nei confronti di tale patologia, sono noti e purtroppo tristemente famosi, sebbene e fortunatamente solo in una piccola (ma sempre significativa per noi Medici) percentuale di casi, non trattati.

Pertanto, lieto di fornire risposte suppletive in base a questo argomento che seguo e studio da molto tempo, semprechè non riensca a trovare nelle risposte già fornite quelle a lei confacenti.

carissimi saluti ed in bocca al lupo.
DOTT. LUIGI LAINO
SPECIALISTA VENEREOLOGO
MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI, ROMA
[#2] dopo  
Dr. Daniele Masala
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Caro signore anzitutto tengo a sottolineare che l'iter che lei ed il suo urologo avete seguito mi trova perfettamente concorde, ovvero personalmente non ritengo idonea una terapia della stenosi dell'uretra attraverso dilatazioni con cateterismo o con luan a meno che esse non abbiano un chiaro risultato che si stabilizzi nel tempo, purtroppo nella gran parte dei casi ciò non avviene perchè la stenosi tende a ripresentarsi dopo poco determinando una chiara fibrosi del tessuto. In particolare in pazienti portatore anche di lichen scleroatrofico la condizione può accentuarsi per una maggiore predisposizione dei tessuti ad andare incotnro a fenomeni di sclerotizzazione fibrosa.
Dunque concordo con la meatotomia e se necessario occorrerà eseguire una uretrotomia,ma prima di far ciò deve fare degli accertamenti radiologici che confermino il restringimento e ci dicano appunto a quale livello uretrale c'è la stenosi (potrebbe essere presente anche più di una stenosi cioè coesistere una problematica a più liveli lungo l'uretra). Tutto ciò finora detto rientra esclusivamente nelle competenze UROLOGICHE, mentre per quanto concerne un eventuale trattamento del lichen la competenza diventa multidisciplinare in quanto noi urologi possiamo trattarlo se esso determina problematiche di tipo ostruttivo o costrittivo sull'organo genitale maschile ed andiamo ad intervenire chirugicamente (anche se lei è già stato operato di fimosi ci sarebbe da verificare la condizione locale obiettivamente), altrimenti qualora non necessario o non possibile un trattamento chirurgico la competenza passerebbe più spiccatamente al dermatologo venereologo che potrebbe esserle d'aiuto con una terapia medica mirata proprio al lichen.
Detto ciò le suggerisco un inquadramento clinico adeguato.
Cordiali saluti,
dott Daniele Masala.
[#3] dopo  
Utente 449XXX

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Gent.mo dr. Laiano
la ringrazio innanzitutto per la celere risposta, ho da chiederle
cortesemente qualche altro chiarimento.
All'esame istologico della pelle prelevata dal pene la diagnosi dice:
Possibile (non certo) lichen scleroso iniziale, lievemente attivo.
L'urologo sostiene invece che si tratti di un lichen già presente da tempo ma che è poco "aggressivo".
La cosa che ritengo molto grave è che l'urologo dietro mia domanda circa una terapia farmacologica, mi ha risposto che l'unico rimedio era l'operazione chirurgica e che le terapie farmacologiche per tale patologia vengono intraprese solo per il sesso femminile, inoltre se mi avesse consigliato la visita daun venerologo probabilmente avrei risolto una parte dei problemi.
Spero di essere ancora in tempo per curare con i farmaci.

La ringrazio ancora per l'attenzione e spero possa darmi ancora qualche consiglio.

[#4] dopo  
Utente 449XXX

Iscritto dal 2007
Gent.mo dr. Masala
ringrazio anche Lei per l'attenzione dedicatami, ho ancora qualche altro quesito da sottoporle.
Da una urografia fatta nel 2004 risulta:
" In fase minzionale si segnala dilatazione prossimale dell'uretra.
Presenza di sbaffo di contrasto lungo il decorso dell'uretra, compatibilmente con presenza di fistola (ma l'urulogo ricordo che aveva escluso questa possibilita, e che secondo lui era una stenosi.
La mia domanda è questa leggo da varie parti che uretrotomia per via endoscopica non è risolutiva e solo il 20% dei casi trattati ha un decorso positivo, esitono altre tecniche più efficaci, senza però arrivare al trapianto della mucosa buccale???
Entro breve tempo dovrei decidermi ad operarmiperchè i fastidi sono enormi ma vorrei essere sicuro di aver scelto la strada giusta.

La ringrazio fin da ora per la risposta.
[#5] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Genitle utente,

non è mio costume commentare l'operato dei Colleghi e spero che comprenda.

Per l'esame istologico: le dico il mio pensiero:
Quando personalmente sottopongo i miei pazienti ad un prelievo bioptico, non lo faccio nè per "sport" nè per stressare delle persone già provate dalla loro condizione.
Pertanto, se si decide questo (nelle more della semplicità, rapidità e ottima compliance di questo tipo di micro-prelievo cutaneo) vuol dire che si ritiene necessaria la correlazione anatomo-clinica per la stadiazione del Lichen Sclerosus (e quindi per la scelta della terapia MEDICA) ed anche, nei casi più impegnativi per valutare la presenza di cellule displastiche od aree di displasia cellulare: questo per la tranquillità del paziente e di chi deve seguire e curare la patologia.

vale quindi il vecchio adagio: SCRIPTA MANENT..

Se l'istopatologo - e credo di sintetizzare l'opinione di buona parte dei miei colleghi patologi in questo, patologi con il quale il dermatologo deve detenere sempre rapporti di estrema collaborazione -detiene dubbi su una diagnosi, sarebbe sempre opportuno in luogo di scrivere cose del tipo "non certo" "non sicuro" "dubbio", scrivere solo e soltanto quello che si "legge" dal vetrino istologico ovvero la "descrizione" sito-patologica del pezzo operatorio.

Sarà poi il Dermatologo (che deve per forza conoscere i quadri istologici delle patologie dermatologiche e venereologiche):

1) ad interpretare direttamente quello che legge e connetterlo al quadro clinico
2) chiedere nuovi lumi direttamente all'istopatologo.

Nello specifico, a parte i dubbi e le perplessità descrittive, dalla sua diagnosi istologica mi sembra verosimile estrapolare qualcosa di molto simile al Lichen Sclersus.

Pertanto: si affidi ai suoi specialisti urologi di fiducia per affrontare al meglio i problemi funzionali (ottimi i consigli del Dott. Masala) e non perda le speranze di istituire una terapia Medica Venereologica che può e dovrebbe essere SEMPRE improntata.

Ritengo che in questi casi la multidisciplinareità porta i migliori frutti.

Ancora saluti.
DOTT. LUIGI LAINO
SPECIALISTA VENEREOLOGO, ROMA
[#6] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
non codivido nulla o quasi di quello che Le è stato consigliato e praticato nella Sua vicenda clinica.
Concordo invece con le valutazioni del Collega LAINO.
Io personalmente non mi sognerei mai di operare una fimosi nella quale trovo il benchè minimo sospetto di patologia dermatologica associata, prima che questa sua stata debitamente diagnosticata e trattata se è il caso.
Specie poi se si tratta di Lichen s.a.
L'intervento sarebbe condannato in partenza ad un esito che deludente è dire poco, viste le complicanze che possono verificarsi da una rispresa di lichen su cicatrice chirurgica recente. Nella mia pratica quotidiana ho visto dei quadri di questo genere veramente incredibili e di poca o nessuna possibile ulteriore terapia.
Consulti uno Specialista Dermatologo esperto di questa affezione e ci tenga informati.
Auguri affettuosi per la pronta risoluzione del problema ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#7] dopo  
Utente 449XXX

Iscritto dal 2007
Gent.mi dottori,
come da Vs. consiglio sono stato dal dermatologo, il quale dando un occhiata al meato ella parte del glande scoperto ha parlato di un probabile lichen,(l'esame istologico non parlava di un sicuro lichen) ma comunque ha trovato la parte ancora in buono stato.
Mi ha prescritto clobesol crema per 25 gg da applicare tutte le sere, e Piascledine cps 3 volte al di per 1 mese.
Mi ha già anticipato che la cura sarà lunga e che secondo lui ancora non è stata intaccata l'uretra.
Inoltre da qualche giorno ho grossi problemi ad urinare mi devo sforzare tantissimo perchè venga fuori la pipì e parlandone con lo stesso dermatologo ha imputato il tutto alla prostatite e mi ha prescritto delle supposte di Mictasone, consigliandomi di ricontattarlo fra qualche giorno se i risultati non fossero soddisfacenti, secondo Lui sarebbe il caso di fare una spermiocultura.
Secondo Voi è questa la strada corretta da seguire?
Ed i farmaci prescritto possono essere utili a debellare il lichen e la prostatite????
In attesa Vi auguro un ottima giornata.
[#8] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
ecco appunto, come volevasi dimostrare.
Lei ha avuto un'ottima intuizione nel sottoporsi alla visita dermatologica.
La diagnosi è fatta. Non le resta che seguire scrupolosamente le terapie prescritte ed osservare i controlli più opportuni nel tempo. Alla fine di questa strada, quando la patologia sarà stabilizzata e dietro benestare del Collega Dermatologo, potrà consultare il Chirurgo per le terapie più opportune. Ammesso che ve ne sia ancora necessità.
Per la prostatite: il Dermatologo è solerte...ma tocca all'Andrologo prendere le opportune iniziative.
Ci tenga informati
Affettuosi auguri per una pronta risoluzione del problema e cordialissimi saluti
Prof. Giovanni MARTINO
[#9] dopo  
Utente 449XXX

Iscritto dal 2007
Scusate se approfitto ancora del Vs. gentile disponibilità
Volevo chiedere se la prostatite può incidere sull'emissione
delle urine, visto che la minzione mi risulta molto difficile
e faticosa???

Grazie ancora
[#10] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
certo che si.
Ne parli con il Suo Andrologo.
Ancora cari saluti
Prof. Giovanni MARTINO
[#11] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto
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sicuramente si; sarebbe utile una valutazione uroandrologica
[#12] dopo  
Utente 449XXX

Iscritto dal 2007
Finalmente sono stato dall'andrologo
che mi ha riscontrato una prostata molto infiammata e dolente ed
in più anche una cavernite del pene.
Mi ha prescritto Rocefin per 7 giorni e Bentelan intramuscolo a scalare per 7 gg.Permixon per un mese e Piascledine 2 cps per volta 3 volte al di.
Il problema però principale è che ho grossissime difficoltà ad urinare a volta addirittura la pipi esce quasi a gocce.
Ho iniziato appena ieri la cura pensate che questo possa migliorare almeno le emissioni delle urine????

Grazie delle gentile risposta che vorrede darmi
[#13] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
una diagnosi complessa...articolata (cavernite?). La terapia mi sembra consona alla serietà del quadro. Oltre il lichen ci mancava una prostatite acuta...Ovviamnete la risposta al Suo ultimo quesito è si. Segua i consigli degli Specilaisti interpellati alla lettera.
Auguri affettuosi per la pronta risoluzione del problema ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#14] dopo  
Utente 449XXX

Iscritto dal 2007
Gent.mi medici,
ho terminato una parte della cura, quella più "pesante" (bentelan e rocefin) ma i fastidi non mi sono per niente passati, anche se l'urologo nell'ultima esplorazione rettale mi ha detto che la prostata si è sgonfiata ed è sicuramente in condizioni molto più buone di prima.
Sto facendo in questi giorni ancora piascledine, permixon, e vitamina e, e xantral ma la minzione è sempre difficoltosa e scarsa, secondo l'urologo e attribuibile tale problema alla sclerosi dell'uretra e non alla prostatite , ma io ho la sensazione che il problema sia a monte e cioè al livello della prostata.
Inoltre ho ancora dolori al pene e su questa "cavernite" non trovo molto per potermi documentare. Non sento più stimoli sessuali e sono veramente demoralizzato quelle poche volte che ho un erezione il pene mi fa male e si incurva o a dx o a sinistra e solo "corregendolo" manualmente si raddrizza. A volte ho una sensazione di forte bruciore che si irradia dalla parte destra del pene e poi mi prende lo scroto e tutto l'inguine.
Non riesco a stare seduto se non con dei cuscini con il foro centrale.
L'urologo mi dice che questa è la cura e che devo avere pazienza che nel caso per far riposare la vescica si può impiegare un catetere ma viste le mie condizioni attuali preferisce aspettare ancora per tale operazione.
Di mia iniziativa sto prendendo dell'aulin mattina e sera perchè mi sento comunque il pene infiammato e le stesse vie urinarie.
Mi rendo conto di avervi fatto una descizione un pò catastrofica delle mie condizioni ma purtroppo è quello che realmente sto soffrendo e non sempre i medici sono pronti ad ascoltare in pieno ciò che gli si riferisce.
Inoltre mi chiedo non sarebbe utile fare degli esami diagnostici per valuare più ampiamente tutti questi problemi????
Grazie ancora dell'attenzione che mi dedicherete.


[#15] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
sinceramente penso che, vista la complessità e la serietà del quadro clinico, tutto Le occorra tranne che un parere telematico. A mio parere penso che lasciar lavorare tranquillamente il Suo Specialista di fiducia sia la cosa migliore possibile. Ed è verissimo che le terapie in casi come il Suo sono lunghe e complesse.
Ci tenga informati se lo desidera.
Auguri affettuosi per tutto
Cordialissimi saluti
Prof. Giovanni MARTINO