Utente 189XXX
Salve, sono un ragazzo di 26 anni peso 70kg e sono alto 1.79.
Soffro di tachicardia parossistica sopraventricolare.
Il primo episodio è avvenuto nel 2005 ( sintomo sfociato a riposo con battiti circa 200 al minuto ): al pronto soccorso hanno risolto con alcune iniezioni in vena.
Il secondo 8 mesi fa e il terzo ed ultimo il 21 dicembre 2010: entrambi gli episodi si sono verificati dopo allenamento di pallacanestro e risolti in manieri simile al primo.
Nel tempo intercorso tra il secondo ed il terzo episodio ero soggetto a controlli mensili eseguiti con elettrocardiogramma da cui non è mai scaturito nulla di rilevante.
Attualmente mi sono rivolto ad un cardiologo il quale mi ha avvisato dei benefici e dei rischi di un'eventuale ablazione; infatti mi è stato detto che questo intervento comporta un rischio dello 0.5 - 1 % di effetti indesiderati tra cui, il più grave, l'impianto di un pacemaker. Il medico ha aggiunto che potrei non operarmi, con conseguente "visita" al pronto soccorso 1 o 2 volte l'anno, oppure decidere di sostenere l'intervento per eliminare definitivamente il "fastidio". Mi è stato anche detto che non faccio parte di quei soggetti che sopportano bene la tachicardia infatti provo forte dolore al petto ed al braccio sinistro e forte mal di testa. Inoltre mi hanno informato che durante l'operazione sarò sotto anestesia locale, che interverranno con una sonda che partirà circa altezza pancia e che l'intervento durerà circa 3-4 ore. Vorrei sapere l'opinione di un esperto se possibile e se coincide con quella del medico di cui ho parlato; inoltre sarebbe interessante capire altri effetti indesiderati dell'operazione e avere un consiglio su una decisione da prendere. Per chiarire: non ho paura dell'operazione in se ma degli effetti negativi, sopratutto dell'eventuale pacemaker il quale comporterebbe alcune accortezze da parte mia per tutta la vita, considerato che ho 26 anni. Al tempo stesso ho paura che la tachicardia torni. Grazie del tempo che mi avete dedicato.

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Dr. Fabio Fedi
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Il Suo cardiologo Le ha dato informazioni complete e corrette.
Tenga presente che le percentuali di effetti indesiderati derivano da statistiche globali, che includono pazienti di tutte le età, in condizioni cliniche diverse e con patologie concomitanti diverse. Il rischio quindi di tali eventi avversi va "corretto" per ogni singolo paziente considerando il suo caso specifico (ed il Suo rischio personale a mio parere è molto minore di quello generale).
Le consiglio infine una consulenza aritmologica, nel corso della quale verrà evidenziata l'indicazione all'esecuzione della procedura e verrà data risposta a tutti i Suoi dubbi.
Cordiali saluti