Utente 189XXX
Salve, mi chiamo Giovanni e ho 20 anni. Due settimane fa ho cominciato a notare delle difficoltà nella minzione e al picco di drammaticità sono andato da un urologo. La diagnosi è stata quella di una semplice infiammazione o al massimo di una congestione prostatica, fatti i dovuti esami e non riscontrata nessuna anomalia o ingrossamento. Per 5-6 giorni ho seguito una cura ad antibiotici e il miglioramento è stato netto. 2 giorni dopo la fine della somministrazione ho rinotato i problemi e ho avuto nuovamente una escalation. Sono andato da un altro urologo e rifatti tutti gli esami (compresa flussimetria) la diagnosi è stata sempre la stessa se non ancor più rassicurante: S. disurica da verosimile recente flogosi prostatica. E giù con altri 15 giorni di altro antibiotico (tavanic) + decongestionante (permixon). La mia preoccupazione più che per il decorso infiammatorio è data dal fatto che dal primo giorno dei problemi ho evitato qualsiasi tipo di stimolo sessuale. Volevo sapere se devo continuare ad astenermi sino a un netto miglioramento o se è necessario che eiaculi il prima possibile, sono molto confuso e preoccupato anche perchè non ho avuto il coraggio di confessare questa cosa ai due urologi e non riesco a capire se il senso di fastidio (stimolo ad urinare?) sia dovuto anche all'astinenza. Grazie anticipatamente
[#1] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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Gentile lettore,

con i limiti di una consultazione via web, l'astinenza sessuale di per sè può determinare congestione prostatica, quindi in luce della "salute" di prostata/vescicole seminali/epididimo non è raccomandata.
[#2] dopo  
Utente 189XXX

Iscritto dal 2011
grazie ancora, Dr. Pescatori

ma dall'esame ecografico e da quello manuale non sarebbe dovuta risultare una congestione "più che verosimile"?
[#3] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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Non sempre.