Utente 336XXX
Gentile Dottore,
sono un’uomo di 35 anni ed abito in provincia di Varese.

Premetto che soffro da anni di disturbi ansio-depressivi ad andamento ciclico, e che quindi assumo quotidianamente farmaci di tipo SSRI.
Per esperienza posso dire che tali farmaci ritardano l’eiaculazione, e rendono in un certo senso il pene ‘meno sensibile’.

Non so dire invece se gli stessi farmaci interferiscano con la libido.
Quello che noto è comunque un desiderio sessuale che, a parte in rari momenti, è scarso.
Questo avviene anche quando il trattamento farmacologico SSRI è temporaneamente sospeso (nei periodi cioè di transizione da un farmaco ad un altro).
Da qui l’incapacità di mantenere l’erezione nella vagina, quando cioè prescindo dalla masturbazione.

Due anni fa, feci una visita presso un andrologo il quale, dopo un esame ormonale, ed un’iniezione di Prostaglandina nei corpi cavernosi, concluse che si trattava di una DE di origine psicogena.
Vi chiedo innanzitutto se, secondo voi, gli esami fatti sono sufficienti a stabilire la non organicità della DE.

Inoltre, per avere la certezza che il calo di desiderio abbia un’origine solo psicologica (ed eventualmente farmacologica), è sufficiente fare un test sul testosterone?

E’ possibile controbilanciare il calo della libido assumendo androgeni?

A me piacerebbe fare quella serie di test previsti in caso di DE, per capire esattamente l’origine della patologia (escludendo quindi eventualmente, in modo definitivo, un’origine organica).
Tuttavia essi richiedono un Day-Hospital (cosa che al momento non posso permettermi).
E’ possibile eseguire gli stessi test distribuendoli nel corso di più visite?

Vi ringrazio anticipatamente per la vs preziosissima consulenza.

Cordiali saluti
Marco

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Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

direi che sia proprio il caso di farsi visitare da uno specilista "serio" che possa capire cosa sia opportuno fare per risolvere od attutire il problema
Consulti di Prof. M.Bossi allo 02.423.6775 e vedrà che avrà dei risultati
cari saluti