Utente 189XXX
Gentili dottori,
mio padre, 85 anni, quasi due mesi fa ha dovuto sostituire per la prima volta la batteria del pacemaker che aveva impiantato nel 1996. Prima del cambio batteria la frequenza impostata era di 70bpm, dopo gli è stata ridotta a 60bpm.
Da subito, pur non sapendo di questa modifica, lo abbiamo notato più affaticato, spesso soporoso, con delle (insolite per lui) mani sempre gelide e soprattutto con una grave insonnia notturna, lui che non aveva mai avuto nessun problema ad addormentarsi, nè a dormire bene tutta la notte. Nessuno dei sonniferi provati è stato un valido aiuto: mio padre passa la notte agitato, a volte ripetendo cose senza senso o ossesive (anche questa cosa mai avvenuta prima)... Il cardiologo che gli ha sostituito la batteria è disponibile ad un ripristino della precedente frequenza o addirittura ad un aumento, ma senza saperci dire se potrà essere un rimedio.
Mio padre soffre di parkinsonismo vascolare per cui assume farmaci, sempre gli stessi, da circa 3/4 anni; assume anche una compressa di antiaggregante al mattino. In seguito ad una polmonite, ora risolta,ha preso due tipi di antibiotico per una decina di giorni, fino a due settimane fa.
Vi ringrazio di un vostro eventuale consiglio.

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Dr. Maurizio Cecchini
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Può darsi che la minore frequenza causi in suo padre uno stato soporoso come lei descrive, ed il suo cardiologo ovviamente ripristinerà i parametri precedenti del pace maker. Molto spesso pero questi cambiamenti dello stato di vigilanza non sono spiegabili se non con una vasculopatia cerebrale che ad 85 anni è inevitabile. Cordialità
Cecchini
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