Utente 189XXX
buongiorno, mia figlia in gravidanza al settimo mese, lamenta da più di un mese un dolore all'inguine con ingrossamento della parte.
Sottoponendosi a visita medica del ginecologo le è stata riscontrata un'ernia inguinale. Lo stesso medico le ha insegnato come eventualmente rimetterla in sede ma, risultando l'operazione spesso dolorosa e non efficace, mia figlia si è recata più volte al pronto soccorso di Treviso per farsi rimettere in sede l'ernia. E' anche stata visitata da più di un chirurgo che le ha provvisoriamente sistemato l'ernia (così è sempre stato identificato quel rigonfiamento all'inguine).
Stamattina mia figlia si è sottoposta ad ecografia per verificare l'entità dell'ernia in previsione al prossimo parto ma l'ecografo, non trovando ernie e vedendo una macchia non identificabile, ha consultato un angiologo che ha invece constatato la presenza di un aneurisma venoso di tipo cavernomatoso.
Si è consigliato alla paziente di iniziare una cura di eparina e di usare calze contenitive anche durante il parto.
Ora, oltre al dispiacere per aver constatato la superficialità di tutti quei medici che sono intervenuti sulla presunta ernia e sulle varie spiegazioni che hanno dato alla ragazza di come rimetterla in sede, chiedo cosa può comportare un aneurisma di questo tipo (diametro di circa cm 4) ora ed al momento del parto e se oltre alla cura prescritta dall'angiologo ci sia qualche altro rimedio o prevenzione. Inoltre, ci potrebbero essere in futuro altre eventuali conseguenze?
Grazie

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[#1] dopo  
Prof. Marco Catani
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gentile utente,

vorrei enfatizzare i limiti di una valutazione a distanza.

la diagnosi di ernia è una diagnosi clinica e non ecografica. può essere supportata o meno con esami diagnostici di imaging come l'ecografia e la risonanza magnetica, può essere necessario talvolta in urgenza in presenza di complicanze, l'esecuzione di indagini un pò più invasive come la tc.

questa situazione potrebbe essere stata "esasperata" dalla gravidanza e dall'aumento delle pressioni endoaddominali legate principalmente all'aumento volumetrico dell'utero che tende, proprio nelle fasi avanzate, a comprimere nella pelvi della futura mamma.

è difficile ipotizzare, proprio per lo stato di sua figlia, l'evoluzione di questa dilatazione venosa dopo il parto.

consideri comunque che esistono delle relazioni tra il legamento inguinale ed il legamento rotondo tali che potrebbero determinare un aumento delle dimensioni dell'anello inguinale esterno ed interno in relazione a questa anomala dilatazione venosa.

non condivido l'opinione da lei espressa sui medici che hanno visitato sua figlia, anzi con questo nuovo reperto li o lo cercherei per arrivare ad una definizione non solo strumentale ma anche clinica del problema.

ci tenga informati

cordiali saluti, buon fine settimana ed in bocca al lupo alla futura mamma
[#2] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
fermo restando che comprendiamo a pieno la sua meraviglia, posso tuttavia assicurarLe che voluminose varici della regione inguinocrurale in una gravida simulano a volte perfettamente l'aspetto di un'ernia; la diagnosi differenziale sul solo rilievo clinico può paradossalmente non essere agevole e immediata anche per Chirurghi di provata esperienza, considerata anche l'eccezionalità di manifestazioni varicose così estese.
Nella sezione MinForma troverà qualche articolo che Le potrà essere utile:
http://www.medicitalia.it/minforma/chirurgia-vascolare-e-angiologia/95-varicocele-pelvico-femminile-varici-vulvari-insufficienza-venosa.html
http://www.medicitalia.it/minforma/chirurgia-vascolare-e-angiologia/91-varici-gravidanza.html