Utente 189XXX

Salvo, mio padre (74 anni) è stato operato di urgenza causa appendice con perforazione precedentemente non diagnosticata correttamente (ritardo di 9 gg dal primo episodio acuto: prima visita pronto soccorso con forti dolori addominali, febbre 38°, vomito, eseguite RX ed eco). L'intervento a cielo aperto della durata di circa 3h 30 primi ha determinato l'asportazione dell'appendice e di un breve tratto dell'intestino cieco (2-3 cm) con conseguente ricostruzione. Sono trascorse 24 ore dall'intervento. Ora è cosciente (drenaggio, sondino catetere) con dolori addominali di media intensità e vomito (episodi con frequenza di 2 ore). Febbre assente. Tenedo conto della precedente sottovalutazione vorrei capire:

1) percentuale statistica di soopravvivenza a partire da 24h dall'intervento
2) i parametri che posso (da parente) valutare e tenere sotto osservazione per scongiurare ulteriori complicazioni
3) i tempi in cui aspettarsi la canalizzazione
3) i tempi previsti di convalescenza

Vi ringrazio molto per il supporto

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Prof. Marco Catani
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gentile utente,

la patologia occorsa al suo caro è evento non infrequente.

il paziente non più giovane può celare una sintomatologia subdola di difficile interpretazione.

inoltre non vengono riferite patologie concomitanti che se presenti avrebbero potuto far optare per una terapia medica che avrebbe potuto avere esito favorevole con dilazione dell'intervento se non addirittura evitarlo definitivamente.

inoltre le ricordo i limiti di una valutazione a distanza legata al mezzo utilizzato.

le domande che lei pone inoltre, viste anche le sue premesse, manifestano una sua evidente insoddisfazione su come sono andate le cose sia prima che dopo l'intervento.

le mie risposte non potranno quindi essere utilizzate per altri scopi.

l'intervento è stato superato e maggiore tempo passa dall'evento (intervento) e maggiori saranno le possibilità di riuscita dell'intervento stesso.

l'uomo non è una statistica ed ogni caso ha una sua storia personale. tutte le domande che lei ha posto a noi è possibile rivolgerle ai medici curanti che hanno molto più titolo e possibilità di noi di rispondere in modo meno teorico e molto più preciso in relazione al caso in questione.

la febbre comunque è un parametro importante. un altro è la qualità delle secrezioni che fuoriescono dai o dal tubo di drenaggio.

la canalizzazione è in relazione a tutto quello sopra esposto ma dovrebbe manisfestarsi piuttosto precocemente in circa tre giorni, ma possono esserci dei ritardi o delle anticipazioni.

una volta ripresa la normale funzione intestinale verranno reintrodotti gli alimenti e la dimissione potrebbe avvenire, se tutto fila liscio, tra i 7 ed i 10 giorni.

spesso riferisco però ai parenti dei miei pazienti che noi medici non abbiamo la sfera di cristallo e che preferisco lavorare nel presente e non predire il futuro. chi si aspetta questo da un medico ha sbagliato professionista.

si affidi con fiducia ai medici curanti che hanno eseguito un intervento di difficile su un soggetto non più giovane.

auguro a suo padre una pronta guarigione

ci tenga informati