Utente 190XXX
salve,
7 mesi fa ho subito una frattura al IV metacarpo della mano sinistra.
Dopo aver tenuto il gesso per 32 giorni, l'ortopedico che mi ha controllata mi ha assicurata che non c'era assolutamente bisogno di riabilitazione o di qualsiasi terapia.
a distanza di 7 mesi il mio anulare è rimasto "storto", (tendente sotto al mignolo), di molto. La cosa è evidente, ho problemi ad afferrare oggetti e ho poca sensibilità. Da un recente controllo mi hanno detto che l'unica soluzione è un intervento chirurgico molto delicato. ora mi chiedo che conseguenze posso avere dopo l'intervento e se c'è qualche altro rimedio al mio caso!
grazie.
[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signora,

probabilmente si trattava di una frattura "spiroide" che è guarita con una rotazione lungo l'asse longitudinale del metacarpo.

La rotazione si vede solo quando si flettono le dita, mentre in estensione sembra tutto normale.

Conviene intervenire chirurgicamente con un'osteotomia rotativa solo se l'entità del problema supera l'accettabilità da parte del paziente, tenendo conto che l'intervento può dare luogo a complicanze post-operatorie o a risultati non sempre soddisfacenti.

Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 190XXX

Iscritto dal 2011
grazie per la risposta,
in effetti il mio anulare, soltanto quando lo fletto si accavalla al mignolo!
scusi mi può dire precisamente cos'è l'"osteotomia rotativa"?
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Si trata di sezionare completamente il metacarpo trasversalmente rispetto all'asse longitudinale, ruotare di qualche grado per correggere l'accavallamento o la divergenza tra quel dito e quello vicino, fissare il tutto (osteosintesi) con una miniplacca e miniviti in titanio.

Cordiali saluti.
[#4] dopo  
Utente 190XXX

Iscritto dal 2011
...oddio! :)
questa miniplacca sarà fissa o poi verrà tolta successivamente?
e tutto il periodo post-operazione sarà molto fastidioso?

[#5] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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La miniplacche sono fatte apposta per restare in situ: vengono rimosse solo eccezionalmente, qualora diano fastidio (mobilizzazione di una o più viti, ecc.).

Il post-operatorio è delicato perchè occorre evitare ogni minimo movimento dei due segmenti ossei, che, sia pur stabilizzati grazie a placca e viti, potrebbero muoversi reciprocamente con movimenti incongrui o troppo precoci, ostacolando o ritardando la formazione del callo osseo.

Uno dei rischi di questi interventi, oltre a un difetto o un eccesso di correzione della rotazione, è proprio quello che l'osteotomia (che in pratica si comporta come una vera e propria frattura) non riesca a consolidarsi, andando cioè in "pseudo-artrosi" (che è cosa diversa dall'artrosi).

In altri casi, può avvenire la consolidazione, ma in un tempo molto maggiore (ad esempio 3-4 mesi): è questo il ritardo di consolidazione.

L'unica terapia che aiuta molto a prevenire tali rischi è la magnetoterapia.

Cordiali saluti.
[#6] dopo  
Utente 190XXX

Iscritto dal 2011
la ringrazio della spiegazione dettagliata!
per ora non credo mi convenga subire un intervento cosi delicato, ci penserò su!
grazie ancora.
cordiali saluti.
[#7] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Il problema è sempre il medesimo: generalmente, il paziente che ha un problema e legittimamente vorrebbe che esso venga risolto, tende a minimizzare i possibili rischi di un intervento chirurgico.

Beninteso, parlo di possibili rischi: l'intervento potrebbe andare benissimo con piena soddisfazione del paziente e del chirurgo, ma è altrettanto vero che esiste anche il rovescio della medaglia.

Nella scelta se operare o meno, deve esistere la consapevolezza, da parte del paziente, che certi inconvenienti o complicanze sono possibili (non sempre le cose vanno bene o vanno come ci si aspetterebbe in teoria).

Se si è consapevoli di tali rischi, è legittimo anche scegliere di fare l'intervento, ma poi, se le cose non dovessero andare per il verso giusto, non si deve dire " forse era meglio se avessi lasciato le cose come stavano".

Cordiali saluti.