Utente 191XXX
Buonasera. Nel maggio 2008 ho avuto una frattura allo scafoide carpale dopo una competizione di artimarziali. Inizialmente pensavo fosse una distorsione del polso. Dopo circa 2 mesi vedendo che il dolore non passava ho eseguito una lastra e non è stata diagnosticata una frattura dello scafoide che invece era ben visibile. Dopo circa 1 anno vedendo che il dolore non sparisce eseguo risonanza magnetica. La diagnosi evidenzia esiti della frattura. Consulto un primo "specialista" della mano mi prescrive diversi cicli di onde d'urto dicendomi che la frattura guarirà. Dopo alcuni mesi consulto un secondo "specialista" che afferma che eseuguire le onde d'urto è una terapia appropriata. Dopo alcuni mesi e vedendo che le lastre di controllo non evidenziano miglioramenti faccio una visita con un 3^specialista e midiagnostica una pseudoartrosi carpale e prescrive un'intervento chirurgico con innesto osseo e inserimento di vite. Mi dà circa il 60% di riuscita del intervento. Pieno di dubbi e scoraggiato a causa della lunga lista d'attesa consulto un 4^ specialista il quale mi prescrive un intervento con innesto osseo e vite dicendomi che ho circa il 30% di riuscita. Poi aggiunge che vista la tac (prescritta dal 3^specialista) mi dice che con buona probabilità l'osso è in necrosi e sarà necessaria una carpectomia. Tra il 3^ e il 4^ consulto il polso non ha subito traumi.
Perchè le percentuali di successo dell'operazione sono così diverse da una specialista all'altro così come le modalità d'interveto prospettate. Sarà possibile tornare a una vita normale (sport+lavoro manuale) dopo un intervento?

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Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

purtroppo la chirurgia non è una scienza esatta e risente molto di casistiche differenti tra loro, dell'esperienza del chirurgo e di altri fattori.

Se l'intervento riesce a far consolidare adeguatamente lo scafoide le prospettive dovrebbero essere di poter tornare ad una vita del tutto normale.

Se invece si sono verificate complicazioni (ad es. un'artosi secondaria della radio-carpica oppure una necrosi parziale dello scafoide), è ovvio che l'intervento non potrà restituire uno scafoide normale, ma si dovrà ripiegare su un risultato di compromesso, per cui potrebbero residuare delle limitazioni (maggiori o minori) della funzionalità del polso.

Cordiali saluti.