Utente 187XXX
Soffro di un plasmocitoma solitario osseo a carico del corpo vertebrale di T2 che mi provoca un dolore intenso ed irradiato alle scapole ed alle costole. La suddetta vertebra presenta un rigonfiamento esteso verso il canale vertebrale e con deformazione dello spazio epidurale anteriore, ma senza compressione sul midollo spinale. Ho anche subito la vertebroplastica per rafforzare il corpo vertebrale in questione. Mi è stata consigliata dall’ematologo una cura radioterapica di una ventina di sedute da 2 Gy ciascuna, con probabile irradiazione di una parte di T1 e T3. Sono molto preoccupato per la possibile induzione di nuovi tumori negli organi sani che saranno eventualmente attraversati dalle radiazioni (osso vertebrale di T1 e T3, midollo spinale, esofago, trachea e polmoni). Inoltre mi sembra di aver capito che purtroppo il midollo spianale non può essere evitato e dovrà essere irradiato con la dose piena. Vorrei sapere se è eventualmente possibile tentare di risparmiare in qualche modo gli organi sani, con il posizionamento stereotassico o con adeguate schermature.

Ringrazio anticipatamente per l’eventuale risposta.

Distinti saluti,

F.G.
[#1] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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Il trattamento standard che le è stato proposto consente di irradiare sufficientmente la zona coinvolta vertebrale con dosi e tecniche che difficilmente danneggiano gli organi sani in modo significativo.
Il rischio di secondi tumori è basso, stimato a meno dell'1%-5%, secondo recenti rivisitazioni dei pazienti con f-UP superiore ai 20 anni.
Con IMRT è possibile risprmiare il midollo e minimizzare il coinvolgimento degli organi limitrofi, ma alle dosi prescritte mi sembra che le tencniche conformazionali standard siano assolutamnte adeguate e sicure.
[#2] dopo  
Utente 187XXX

Iscritto dal 2011
Gentile Dr. Alongi,

la ringrazio per la risposta.

Non ho capito bene la percentuale che lei dà sull'incidenza di nuovi tumori radioindotti (stimato a meno dell'1%-5%, ...). Per quanto riguarda il midollo spinale, il radioterapista mi ha detto che rientra nell'obiettivo da irradiare in quanto il muro posteriore del corpo della vertebra malata è già quasi a contatto con il midollo spinale. Questa cosa mi preoccupa perché temo che possa essere danneggiato e con questa direzione del fascio non si possa risparmiare l'esofago che è subito davanti alla colonna vertebrale. Inoltre con la tecnica IMRT che lei ha consigliato, si può evitare di irradiare il midollo spinale che pur essendo a contatto con la vertebra malata, non contiene cellule neoplastiche e quindi non capisco per quale motivo dovrebbe essere colpito dalle radiazioni come target della terapia. Per questo mi lascia perplesso la tecnica convenzionale proposta dal radioterapista.

Grazie per la risposta,

F.G.
[#3] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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E' questo il motivo per cui, in medicina, le percentuali sono spesso da evitare, con i pazienti: si rischia di dare numeri avulsi dalla prativa quotidiana. Mi spiego meglio: alcuni lavori riportano % di rischio di secondo tumore intorno all'1%, altri intorno al 5%. In ogni caso la statistica in medicina deve vedersela con un fattore di incertezza imprescindibile, la diversità di ogni singolo paziente che risponde in modo diverso ai diversi trattamenti.
A parte il rischio di tumore, comunque MOLTO BASSO, il problema dell'irradiazione del midollo è, a mio avviso, inconsistente, in questi casi. La dose di prescrizione sulle vertebre è infatti inferiore a quella massima di tolleranza del midollo stesso, oltretutto come da lei specificato a rischio di coinvolgimento dalla malattia. Quindi parli con chi la segue, si informi, ma non si allarmi.Questi trattamenti, lo ripeto, SONO LO STANDARD, non sono sperimentali.
In tutto bisogna ponderare rischi e benefici. In questo caso, come confermerà chi la segue, il rischio di non fare il trattamento vertebrale(crolli, dolore, paresi) è verosimilmente ben superiore e più rapido di quello atteso dai remoti effetti collaterali del trattamento stesso

cordiali saluti.
[#4] dopo  
Utente 187XXX

Iscritto dal 2011
Gentilissimo dr Alongi,

la ringrazio nuovamente per la pazienza che ha dimostrato nei miei confronti, per la sua sollecita e cortese risposta alle mie domande e per le esaurienti informazioni che lei mi ha fornito sull’argomento. Lei è veramente un professionista serio e competente, ma contemporaneamente una persona molto disponibile e comprensiva. Come avrà certamente intuito, ho un carattere pessimista e sono molto agitato ed ansioso (attualmente per questo disturbo sono in cura con Xanax gocce, prendo 10 gocce ogni sera per dormire) e questo fatto influisce purtroppo negativamente sul sistema nervoso e di conseguenza sulla sopportazione della grave malattia che mi ha colpito: mio figlio lavora, vivo solo in casa per lunghi periodi della giornata e l’inquietudine e la preoccupazione sono ulteriori problemi che devo contrastare ogni giorno e che quindi acuiscono la mia sofferenza morale ed anche il mio dolore nella zona dorsale. In ogni caso, il radioterapista che mi segue e che ha elaborato il mio piano terapeutico, mi ha inserito in lista di attesa come caso urgente per la radioterapia e, tra poco tempo, credo che inizierò il trattamento vertebrale in un noto ospedale di Torino, città dove appunto risiedo. Gradirei ancora un consiglio, se possibile: al momento, utilizzo Contramal e Co-efferalgan come analgesici, ma non sono sufficienti per attenuare il dolore in modo notevole: potrebbe consigliarmi un farmaco più efficace? Comunque, la informerò sull’evoluzione della cura radioterapica tra una ventina di giorni/un mese circa.

Per adesso, la ringrazio ancora ed auguro buona domenica a lei ed alla sua famiglia.

F.G.
[#5] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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Non è questa la sede per prescriverle farmaci. E' necessaria una visita medica(specialistica). In questa sede posso darle solo consigli. Quello che le posso dire, in questo caso specifico, è di rivolgersi al medico che la sta seguendo.
Cordialmente
[#6] dopo  
Utente 187XXX

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Gentile Dr Alongi,

la ringrazio ugualmente, mi scusi ma non sapevo davvero che lei in questo spazio potesse esclusivamente fornire consigli ai pazienti. Temo di abusare della sua gentilezza e della sua pazienza, ma mi permetto di chiederle ancora consiglio. Confrontando i due metodi radioterapici conformazionale standard e IMRT) quali sono i vantaggi (ammesso che ve ne siano) e gli svantaggi del primo rispetto al secondo e viceversa? Accettando il primo che mi è stato proposto come è possibile che, irradiando il midollo spinale che si trova subito davanti al corpo vertebrale, i fasci che lo investono in linea retta possano in qualche modo risparmiare l'esofago che scorre dietro al rachide praticamente addossato ad esso? Indipendentemente da tutto ciò, se io mi fossi rivolto a lei, quale tipo di approccio avrebbe scelto per il mio caso e se dovessi eventualmente decidere di effettuare il trattamento nella struttura dove lei lavora, quali sono i tempi di attesa?

Cordiali saluti

F.G.
[#7] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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Le consiglio di effettuare il trattamento dove già impostato e programmato. Spostarsi comporta adattarsi a tempi di attesa e problemi logistici spesso significativi per chi viene da lontano. Nel suo caso mi sembra trattato al meglio, non mi faccia essere ripetitivo.
Le ho spiegato che alle dosi necessarie per il suo caso ogni tecnicismo ulteriore è solo un eccesso di zelo.
Spero di essere stato chiaro e di avere calmato le sue "ansie", a mio avviso ingiustificate sulle metodiche da adottare per curarla.

Per non alimentare discorsi poco utili al forum, avendo esaurito le spiegazioni, non replicherò più su questo caso.
Cordialmente