Utente 192XXX
Gentile dottore,
ho 33 anni ed alcuni anni fa, in seguito a prolungati ricoveri ospedalieri per la cura e poi la risoluzione chirurgica di rettocolite ulcerosa, ho sviluppato episodi di flebite alle vene degli arti superiori, dovute sicuramente alla somministrazione di nutrizione parenterale tramite gli accessi venosi periferici e la frequente incannulazione per le varie terapie. Purtroppo le vene delle braccia non si sono mai riprese dal trauma e, mentre prima erano morbide, ben visibili e consentivano agevolmente il prelievo del sangue, adesso sono appena visibili, sottili, dure al tatto ed il prelievo del sangue è diventato quasi impossibile, figuriamoci l'incannulazione! Oltretutto, dopo qualsiasi tentativo di prelievo venoso, il giorno successivo mi ritrovo ad avere le braccia gonfie e doloranti.
Mi chiedo, a questo punto, se esistano delle terapie o dei metodi per migliorare la qualità ed il funzionamento delle mie vene, visto che un banale prelievo di sangue è diventato ormai un calvario!
Grazie
[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Signora,
il "deterioramento" delle vene periferiche a seguito di ripetute punture e soprattutto della somministrazione di terapia parenterale è purtroppo evenienza comune.
Solo il tempo, a volte anche anni, consente un parziale recupero del "patrimonio venoso".
E' difficile pensare alla possibilità di interventi di tipo farmacologico, soprattutto a distanza di tanto tempo.