Utente 460XXX
Salve sono affetto dalla seguente patologia e vi scrivo la diagnosi a me fatta .
TC TORACE E ADDOME COMPLETO SENZA E CON MDC
Presenza di tessuto solido delle dimenzioni di 30 mm circa a livello del LIS in sede parailare che determina riduzione di calibro del bronco lobare corrispondente con occlusione di alcuni segmentari e consolidazione parenchimale a valle su base ostruttiva.* Concomitano linfoadenopatie patologiche in sede di ilo-lobare omolaterale ed in corrispondenza della stazione 4L, 5, 7, ed 8;linfadenopatia di dimenzioni borderline in sede ilo lobare dx.* Assenza di alterazioni tomodensitometriche di significato patologico a carico del rimanente parenchima polmonare e di versamento pleurico bilateralmente.*Non lesioni ripetitive epatiche.* Formazione di nodulare di 14 mm del surrene di destra fortemente sospetta per localizzazione ripetitiva.
Splenomegalia.* Assenza di linfoadenopatie di dimenzioni patologichein ambito addominale.*
Incremento di dimenzioni della ghiandola prostatica ( diametro traverso 53mm )con calcificazioni nel proprio contesto.
Non liquido libero peritoneale nè manifestazioni di uropatia ostruttiva
bilateralmente.
Si segnala alterazione ossea strutturale addensante e morfologia di nodulare di 7 mm del D9 di non univoca interpretazione da valutare anche con indagine RM mirata.
Il quadro TC depone in prima ipotesi per processo discariocinetico primitivo polmonare con interessamento linfonodale ilo-lobare mediastinico e probabile ripetizione surrenalica.
Necessario procedere ad indagine broncoscopica con broncolavaggio per conferma citologia.
Al momento attuale sembra che non sia consigliato l'intervento chirurgico data la estensione ad entrambi i polmoni destro e sinistro.
Vi è la possibilità di agire con la chemioterapia abbinata a radioteraoia.
Il ciclo chemioterapico è a base di:
"KARBOPLATINI" + "GEMSITABLINI", dopodichè cura radiologica.
Le chiedo gentilmente se la cura è appropriata al tipo ti malattia sopra evidenziata e di quanto potrà essere la sopravvivenza .
Attendo con ansia vostro consulto, grazie......



























[#1] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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Suppongo si riferisca a cisplatino e gencitabina.
Tutti gli schemi a base di cisplatino hanno dimostrato una maggiore efficacia rispetto a quelli in assenza dello stesso farmaco. Recenti studi parlano anche di un ruolo additivo maggiore se associato ad altra famiglia di farmaci (TAXotere). Comunque in merito alla discussione dei farmaci interverranno i miei colleghi chemioterapisti.
Relativamente alla radioterapia, sarebbe opportuno a fine dei cicli di chemio programmata, anche un PET , possibilemnte in posizione di centratura, per utilizzare le captazioni PET a scopo di ristadiazione(++ a livello linfonodale mediastinico) e per definire le sottosedi da trattare elettivamente o sovradosare con la radioterapia.
Da considerare anche un trattamento concomitante con monochemioterapia(cisplatino), a dosi radiosensibilizzanti, durante la RT a fine del trattamento polichemioterapico già programmato.
Cordiali saluti
Dr.Filippo Alongi
[#2] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Caro Utente,

come già sottolineato dal carissimo Collega Dr. Alongi, gli schemi terapeutici per le neoplasie primitive polmonari ruotano intorno al cisplatino che rappresenta il cardine terapeutico. In tal caso intuisco che sia stato proposto uno schema contenente carboplatino + gemcitabina. Il carboplatino è un analogo del cisplatino che presenta minore nefrotossicità e minore capacità emetogena (cioè di stimolare il vomito) ed una efficacia (quasi) pari al cisplatino. A mio avviso (e secondo le tendenze della letteratura internazionale) lo schema più efficace potrebbe essere cisplatino + docetaxel (ammesso che non vi siano nel suo caso controindicazioni particolari nell'impiego) (nome commerciale Taxotere); nulla vieta di impiegare tali farmaci (come altri usuali nella chemioterapia delle neoplasie polmonari) successivamente. Consiglierei comunque di eseguire un dosaggio plasmatico della CgA. Quest'ultimo è un marker tumorale che evidenzia la presenza di componente neuroendocrina nella neoplasia se risulta alterato. Queste che possono sembrare parole astruse hanno una ricaduta clinica nella possibilità di affiancare al trattamento chemioterapico una ulteriore terapia a base di octreotide. Tale terapia tiene a bada la componente neuroendocrina, può aiutare discretamente ed è priva di effetti collaterali di rilievo.

Sempre a disposizione, un caro saluto

Dr. Carlo Pastore