Utente 188XXX
Salve, mi chiamo Pasquale, ho 28 anni e risiedo a Caserta. Ho una storia di circa 10 mesi di fastidi e dolori all'area uro-genitale. I sintomi si sono presentati prima in maniera più blanda sottoforma di difficoltà nell'iniziare la minzione. Pian piano i sintomi sono cresciuti e ad oggi sono: sensazione costante di fastidio/bruciore uretrale che aumentano in modo importante dopo aver urinato - sensazione di peso/dolore nell'area sovrapubica - fastidio ai testicoli - sensazione di svuotamento incompleto della vescica con minzioni spesso frequenti. Negli ultimi due mesi sono stato seguito prima da un virologo e in ultimo da un urologo del II Policlinico di Napoli. Entrambi questi specialisti mi hanno diagnosticato una prostatite batterica cronica. Il virologo (il primo dei due) mi ha fatto sostenere alcuni esami colturali (spermiocoltura e tampone uretrale) che hanno evidenziato una infezione batterica da enterococco faecalis. Ho fatto una terapia di 20gg (12gg ciproxin 500mgx2 + 8gg klacid 500mgx2 + yovis bustine per 20gg) durante la quale i sintomi anziché regredire è come se si fossero accentuati per poi rimanere inalterati con la fine della cura. L'urologo che mi sta seguendo adesso mi ha effettuato due tamponi uretrali con massaggio prostatico che hanno escluso la presenza di Clamidia ma hanno riconfermato la presenza di una infezione da enterococchi. Secondo l'urologo il tampone con massaggio prostatico è l'esame colturale più attendibile per diagnosticare una infezione alla prostata. L'urologo mi ha dato la seguente terapia: x 7gg Keraflox500 1cp al dì + zetamicin150 1fl al dì e x 60gg dicoflor60 1 cp al dì + cystoman100 2cp la sera dopo le ultime urine. Oggi è l'ultimo giorno di terapia ma non ho avuto alcun beneficio e come è successo con la penultima terapia antibiotica i sintomi è come se si fossero accentuati. Ho sentito il medico il quale è come se si aspettasse questa eventualità. Prima di rivolgermi a lui ho fatto una RM addome completo che ha evidenziato: prostata di regolare volume con ectasia dell'uretra prostatica ed edema della zona centrale per prostatite centrale. Secondo l'urologo l'edema prostatico si è formato a causa del fatto di essermi sottoposto nel periodo tra luglio e ottobre 2010 a tre cistoscopie che avrebbero esasperato in modo marcato l'infiammazione originariamente esistente. Ciò giustificherebbe la crescita della sintomatologia nel tempo. L'antibiotico in questo momento non sarebbe in grado di sortire benefici. Secondo la sua teoria il problema principale è la flogosi che si è venuta a creare e che va gestita in questo momento senza un'aggressione farmacologica. Proseguire con dicoflor e cystoman. L'infiammazione pian piano dovrebbe regredire in maniera spontanea e con essa potrebbe regredire anche l'infezione, altrimenti con l'attenuarsi della fase acuta si potrebbe riattaccare un nuovo ciclo antibiotico. Pensate che la diagnosi di prostatite batterica sia attendibile. Vi ritrovate nella teoria del mio medico?

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Dr. Giovanni Beretta
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Gentile Signore,

quadri clinici particolari e complessi come il suo non possono essere affrontati e tanto meno ben capiti tramite una semplice e-mail e richiedono sempre una attenta e precisa valutazione clinica diretta prima di arrivare a confermare una diagnosi così articolata e poi a giudicare le strategie terapeutiche ricevute.

Da quello che ci scrive comunque non possiamo che indicarle, da questa angolazione, di seguire attentamente le indicazioni ricevute dal suo urologo che partono da informazioni prese in diretta sulla sua reale situazione clinica.

Un cordiale saluto.