Utente 517XXX
si dimette in data 09/02/2011 la Sig.ra.....ricoverata in data 08/02/2011 e dimessa con diagnosi di:
Tachiaritmie e Bradiaritmie da fibrillazione atriale trattate con impianto segnapassi artificiale (strategia "ablate and pace"
Paziente affetta da ipertensione arteriosa. pregressa plenectomia per Morbo di werlhof (1973)Pregressa mastectomia destra con svuotamento del cavo ascellare
(1991)Epatopatia HCV-relata. Acufeni bilaterali. Fibrillazione atriale permanente in TAO (NOTA DAL 2009)
Egr. Dottore, mia moglie, che di anni ne ha 75 s'è ricoverata per essere sottoposta a fare l'blazione, ritenendo troppo rischioso questo intervento al momento, hanno optato per il pacemaker dicendomi di ritornare il 18/03/2011 per
completare l'ablazione.Le chiedo: quando mia moglie tornerà per l'ablazione,il pacemaker verrà tolto? La ringrazio.
Cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
l'impianto del pacemaker è indicato per proteggere il paziente dalle basse frequenze cardiache non di certo dalle alte, come avviene nelle tachicardie parossistiche, ove trova indicazione lo studio elettrofisiologico con ablazione. Il PMK rimarrà, quindi, in sede anche dopo l'eventuale ablazione. Saluti
[#2] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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No non verra' tolto, anzi dara' molta sicurezza nell'intervento di ablazione. In realta' avendo il pace maker un'altra possibilita' e' quella di darle farmaci in modo da "zittire il cuore" per intendersi e lasciare lavorare il PM. Ma ovviamente capira' che sono solo supposizioni in quanto non ho alcun dato preciso riguardo alla signora. Ma stia tranquillo, e' in buone mani.
cecchini
www.cecchinicuore.org