Utente 463XXX
salve, sono una ragazza di 26 anni affetta da tiroidite di Hashimoto con anticorpi antitireoglobulina e soprattutto antiperossidasi positivi con valori alti e in cura da 3 anni con Eutirox 75. già 3 anni fa ero dimagrita 8 kg in meno di un mese e avevo forti dolori articolari non fissi su una parte del corpo ma che sparivano spontaneamente per poi spostarsi, principalmente erano sulle mani e sulle dita, che diventavano anche gonfie e formicolanti e erano molto sensibili al freddo. allora mi fu prescritta una cura a base di cortisone (deltacortene 25 per circa 2 mesi) e iniziai la terapia con Eutirox. con questa cura sono stata molto meglio, così anche per tutta la durata della gravidanza (gemellare!) fino a un anno dal parto, ovvero l'inizio del 2007, quando sono nuovamente dimagrita (circa 5 kg in un paio di settimane) e soprattutto ho ricominciato a sentire i dolori alle articolazioni. 6 mesi fa feci degli esami dove ANA erano positivi 1:80 e ena negativi, adesso li ho ripetuti e ANA sono positivi 1:640 omogeneo e ENA sempre negativi. vorrei sapere se è opportuno che mi rivolga ad un immunologo o reumatologo data la positività di questi anticorpi (visto che non l'ho mai fatto, sono in cura con endocrinologo per la tiroide), che credo di capire sono aumentati e se questi sono collegati ai dolori articolari, e se eventualmente in questi casi esistono alternative al cortisone che mi dà molto fastidio (stanchezza e problemi di digestione). inoltre ho sempre le mani molto fredde e intorpidite e non so se anche questo fastidio può essere collegato a questi anticorpi.
grazie per la vostra disponibilità ed il vostro prezioso aiuto
Francesca

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[#1] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
E' molto consigliabile consultare un reumatologo.

La presenza di 1) poliartite migrante 2) significativa positivita' degli anticorpi anti nucleo in una donna giovane, gia' positiva per un'altra patologia autoimmune d'organo e con 3) probabile fenomeno di Raynaud (le mani fredde e magari anche pallide), fa sospettare il manifestarsi di una malattia autoimmune sistemica, che dal pattern "omogeneo" potrebbe in prima suspicione essere un Lupus Eritematoso Sistemico.

Ci saranno altri esami da fare e tutto un insieme di criteri diagnostici da soddisfare, ma e' importante fare presto un buon lavoro diagnostico per classificare il quadro, impostare eventualmente una buona terapia e sempre eventualmente (si sta parlando per ipotesi) ostacolare sul nascere le complicanze a carico dei vasi e del rene.

P. Bianchi

[#2] dopo  
Utente 463XXX

Iscritto dal 2007
gentile dr Bianchi,
la ringrazio moltissimo per la sua risposta, in effetti mi è stato detto dal mio medico di base che ho questo fenomeno di Raynaud, mi avrebbe consigliato di prendere dei vasodilatatori ma io per il momento cerco di evitare aspettando di vedere lo specialista. lo stesso medico mi ha suggerito un collega di Firenze che non è reumatologo ma immunologo, mentre la dottoressa (ginecologo) che mi ha seguito in gravidanza e durante un controllo ha visto questi esami mi suggerirebbe un reumatologo, io sono un po' confusa perchè non riesco a individuare quale dei due consultare.
di nuovo grazie per la sua disponibilità
Francesca
[#3] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
L'uno per l'altro, per molti versi immunologo e reumatologo sono intercambiabili.

Il reumatologo nasce come ortopedico specializzato in patologie delle articolazioni (anziche', per dire, delle fratture delle ossa o degli strappi muscolari), ma siccome una grande parte delle patologie degenerative articolari (reumatiche) riconoscono una genesi autoimmune, se voleva capirci qualcosa, ha dovuto studiare l'autoimmunita', mettere su un laboratorio di sierologia ecc..

L'immunologo fa il percorso opposto, nasce come studioso accademico di cellule e anticorpi, ma una volta messo il naso fuori dal laboratorio e andato a vedere quali pazienti avevano bisogno di lui, ha scoperto che molti si presentavano, fra gli altri e molti sintomi, con dolori articolari o muscolari.

Nel suo caso, ricordato che al presente stiamo sempre e solo facendo ipotesi, si potra' dire che se fosse un lupus sarebbe leggermente meglio l'immunologo internista, mentre se fosse per dire un'artrite reumatoide, forse avrebbe piu' casistica un reumatologo. Ma adesso che ancora la diagnosi non c'e', mentre e' importante chiarisi le idee in fretta, vada dal primo dei due che le da' l'appuntamento.

P. Bianchi


[#4] dopo  
Utente 463XXX

Iscritto dal 2007
è stato molto chiaro grazie davvero
Francesca
[#5] dopo  
Utente 463XXX

Iscritto dal 2007
gentile dr Bianchi,
la settimana scorsa mi ha vista il medico immunologo che ha diagnosticato una connettivite indifferenziata o les probabile, mi ha dato una cura di cortisone più un farmaco per alleviare il fastidio del fenomeno di Raynaud e mi ha detto che dovrò essere sempre molto "sorvegliata". ho capito in generale di cosa si tratta, l'unica cosa che non mi è molto chiara è se potrà rimanere anche sempre così o se sarà inevitabile che diventi un vero e proprio les. il medico mi ha detto chiaramente che non si può curare la malattia ma solo i sintomi, per il momento il mio problema più significativo sono i dolori articolari. io sono un po' spaventata dall'idea di un qualcosa che non si può risolvere ma solo stare a guardare.
grazie della disponibilità
Francesca
[#6] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
In effetti all'esordio non si puo' prevedere come andra' la patologia, anche se in generale le forme aggressive hanno un esordio piu' acuto e presentano titoli anticorpali piu' alti e poco responsivi alla terapia cortisonica.

Se non possiamo prevedere "come andrà", nel caso di Lupus almeno (se sara' confermata la diagnosi) esiste un test che eseguito periodicamente permette di capire "come sta andando", tale test e' l'anti DS-DNA. Se resta basso va bene, se sale occorrera' prevenire la nefrite lupica, mediante una adeguata terapia cortisonica.

Quindi ci saranno da fare esami periodici, principalmente antiDSDNA e fuzionalita' renale.
[#7] dopo  
Utente 463XXX

Iscritto dal 2007
la ringrazio ancora per la disponibilità, il test degli anticorpi anti DS-DNA è la stessa cosa di ANTI DNA o si tratta di due esami diversi?
grazie ancora Francesca
[#8] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Anti-DNA e anti DS-DNA sono la stessa cosa.

Il prefisso DS significa "Double Stranded" ossia "DNA a doppia elica", ossia "DNA nativo", e spesso viene sottinteso.

Sul referto potra' trovare anche indicazioni a una certa "Crithidia Luciliae" che e' il nome del substrato in uso per vedere sempre questi stessi anti-[DS]DNA.



[#9] dopo  
Utente 463XXX

Iscritto dal 2007
questo valore nei miei esami è negativo, tra quelli fatti solo ANA è positivo, adesso il medico mi ha prescritto esami delle urine e ecocolordoppler cardiaca.
grazie ancora e saluti
Francesca
[#10] dopo  
Utente 463XXX

Iscritto dal 2007
gentile dr Bianchi, la disturbo ancora per chiederle una sua opinione. questo tipo di malattia autoimmune costituisce una contrindicazione alle vaccinazioni? nello specifico io dovrei fare il richiamo dell'antitetanica, fatta l'ultima volta 10 anni fa, ma il mio medico di base mi ha consigliato di aspettare e chiarire meglio la mia situazione, dicendomi che è probabile che sia proprio il caso di evitare. inoltre nonostante abbia iniziato la terapia con cortisone da due settimane non ho notato nessun miglioramento nei dolori, è possibile che la dose (5 mg al giorno) sia troppo bassa? anzi se vogliamo nel complesso sto peggio perchè come sempre quando assumo cortisone mi passa l'appetito e digerisco male
grazie infinite
Francesca
[#11] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Il LES (se effettivamnente e' LES) e' caratterizato da una iperproduzione inappropriata di anticorpi. In passato il ragionamento logico suggeriva che lo stimolo antigenico indotto dal vaccino potesse esacerbare il lupus e si tendeva a non vaccinare.

Recentemente vari lavori sperimentali non hanno mostrato peggioramenti clinici o degli indicatori di laboratorio in pazienti con LES vaccinati contro pneumococco, influenza ecc. per cui il vaccino non e' piu' tabu'. Dopotutto, sempre ragionando, di "stimoli antigenici" naturali o artificiali se ne introducono quotidianamente, e per l'organismo il vaccino e' un antigene come qualunque altro.

Sull'antitetanica due considerazioni: e' probabilmente la vaccinazione piu' sicura che abbiamo (neanche i talebani del pensiero antivaccinale la contestano) e si possono dosare gli anticorpi antitetano per vedere se siamo protetti o no e se il richiamo e' necessario o puo' essere rimandato.

L'inefficacia dei cortisonici contro i dolori puo' dipendere dal dosaggio insufficiente (provare ad aumentare) ma puo' dipendere anche dal tipo di patologia, in alcune (come nella polimialgia reumatica) il cortisonico e' immediatamente risolutivo a basse dosi, in altre no perche' il dolore non e' spiegato dalla sola infiammazione. Il problema e' clinico e trascende internet.