Utente 110XXX
Innanzitutto Buonasera e grazie per quello che fate.
Mia nonna di anni 72 è stata operata al cuore, le è stata sostituata la valvola le avevano dato pochi mesi di vita. Adesso presenta un valore molto basso di emoglobina è a 6,7 e varia continuamente, massimo a 7,8. I dottori ci hanno detto che è possibile che ci sia una piccola perdita interna dovuta al fatto che la ferita si deve cicatrizzare. Cosa possiamo fare per aumentare il valore senza far uso di sangue? Sono 2 settimane circa che le viene somministrata l'eritropoietina settimanalmente.

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[#1] dopo  
171326

Cancellato nel 2012
Gentile utente,
nei casi di anemia va capita prima la causa e di conseguenza si da la terapia (epo, ferro, vit B, etc). Se è da poco che ha subito l'intervento potrebbe essere da perdita specifica, oppure possono essere i reni che funzionano male, la mancanza di ferro, o i globuli rossi che ri rompono e muoiono prima (emolisi), o altro. La necessità di un'eventuale trasfusione va valutata in relazione alle condizioni del paziente. Certo che valori sotto i 7 costringono il cuore ad un lavoro aggiuntivo, peraltro dopo uno stress operatorio, potrebbero renderla necessaria.
[#2] dopo  
Dr. Guglielmo Mario Actis Dato
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TORINO (TO)
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Una anemizzazione in un paziente operato recentemente (entro 1-2 mesi) puo' essere la conseguenza ancora dell'intervento chirurgico e quanto questo comporta in termini di stress sull'organismo, compresi i reni come giustamente puntualizzato dal collega cardiologo.
Tuttavia se l'intervento e' stato eseguito gia' da alcune settimane e soprattutto se all'esame ecografico e' presente una "perdita" dalla protesi, questo potrebbe essere la causa di una anemia da "rottura" dei globuli rossi provocata dalle turbolenze che questa perdita determina...
Ritengo sia utile che faccia vedere sua madre dal chirurgo che l'ha operata per eseguire se necessario una serie di esami che escudano una anemia emolitica (aptoglobina, LDH, reticolociti,....)

cordialmente