Utente 469XXX
Sono una persona di 72 anni, ipertesa da anni (terapia carvea 300mg – tenormin 25 mg)

In passato sono stata sottoposta due volte a cardioversione elettrica per fibrillazione atriale parossistica (risolta positivamente).

Nel 2005 mi è stato impiantato il pacemaker bicamerale con frequenza 60-120, a seguito di episodi di bradi-tachicardia, con conseguente modifica della terapia antiaritmica: almarytm ½ compressa mattino – ½ compressa sera (in precedenza cordarone).
Assumo anche una bustina di cardioaspirna al giorno.

L’ultimo controllo pacemaker ha rilevato diversi episodi di aritmia.
Mi è stata aumentata la terapia antiaritmica (1 compressa mattino – 1 compressa sera), e mi sono stati prescritti i seguenti esami: Ecocardiogramma – Holter – Test da sforzo.

Il test da sforzo, già prescritto una prima volta da un medico di PS un paio di anni fa, non è stato fatto perché successivamente sconsigliato per possibile induzione di fibrillazione.

Ora viene riproposto.

Il medico ci ha spiegato che l’esame è da fare per verificare se le aritmie derivano da altre patologie.

Il mio timore ora è se il test da sforzo possa provocare la ricomparsa della fibrillazione atriale.

Cosa ne pensa? Fare o non fare il test da sforzo?


(Tiroide OK)




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Dr. Luigi Ferrara
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Le consilglio di fare tutte e tre gli esami prescritti, senza problemi.
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Dr. Ugo Miraglia
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ROMA (RM)
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mi raccomando di eseguire il test in strutture attrezzate.