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Carcinoma lobulare infiltrante

(archivio consulti: per vedere la pagina aggiornata clicca QUI)
  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2007

    Carcinoma lobulare infiltrante

    Sono stati trovati a mia madre (56 anni, 105 Kg) nel cavo ascellare 3
    linfonodi a corticale eccentrica (max 30 mm); è stato effettuato un
    prelievo citologico (ago asp.) sul max, che ha evidenziato cellule da
    carcinoma. La successiva
    microbiopsia ha evidenziato metastasi linfoghiandolare di carcinoma
    (profilo morfologico ed immunofenotipico della lesione: CITOCHERATINA
    7+, GCDFP-15+) compatibile con una primitività mammaria della
    neoplasia (carcinoma lobulare infiltrante). Anche dopo la risonanza
    magnetica
    non è stata però trovata alcuna lesione primitiva in ambito mammario
    bilateralmente, anche se ci è stato detto che è una cosa frequente che
    non si riesca ad individuarlo. I parametri biologici sono i seguenti:
    ER 90% ; PgR 70% ; Ki67 20% ; c-erbB-2 >10% . Score 3+.
    Vorrei sapere, se possibile:
    1) Il fatto che la lesione primaria non venga trovata con risonanza
    magnetica può significare che si tratta di una lesione di dimensioni
    ridotte, oppure non è detto ed è proprio difficile trovarla al di là
    della dimensione?
    2) Verrà adesso effettuata una TAC a tutto l'addome, per verificare
    eventuali metastasi. Questo esame con quale affidabilità riuscirà ad
    individuare il tumore mammario primitivo ed eventuali metastasi?
    3) In attesa di queste analisi è stato prescritto il seguente farmaco:
    Femara (letrozole). Che tipo di farmaco è? Come agisce?
    4) Sperando che non ci siano metastasi, ci sarà un intervento? E che
    tipo di Terapia? Invece, in caso di metastasi?
    Grazie in anticipo



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 9349 Medico specialista in: Chirurgia generale
    Oncologia medica

    Perfezionato in:
    Senologia

    Risponde dal
    2005
    Gentile utente,
    questo argomento è stato ampiamente discusso su questo sito,
    anzi è uno degli argomenti più discussi.
    Può consultarlo alla voce Consulti più discussi :Carcinoma a primitivita' ignota.

    Prima di rispondere a tutti i quesiti che ci ha proposto mi chiedo
    , e non so se Le è stato proposto, perchè non è stato eseguito
    uno SVUOTAMENTO DEL CAVO ASCELLARE ?
    Cordiali saluti
    Salvo Catania
    www.senosalvo.com



  3. #3
    Indice di partecipazione al sito: 365 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2004
    Caro Utente,

    piccoli noduli mammari anche di natura maligna possono non essere rilevati dalle tecniche radiologiche. L'esecuzione di una Tc total body con mdc in abbinamento ad un esame PET mi sembra la cosa più ragionevole da fare. Prima di assumere una ormonoterapia (letrozolo) eseguirei gli esami strumentali per documentare la situazione di tutto l'organismo. Questo perchè potrebbe invece essere indicato intraprendere una chemioterapia prima dell'ormonoterapia. Anzi, già con i dati in nostro possesso è indicato SENZA DUBBIO un trattamento chemioterapico. Infatti il coinvolgimento linfonodale indica già una malattia che si è diffusa (anche se localmente) in un contesto extra-mammario. Se non si presenta coinvolgimento di altri organi, le possibbilità di una guarigione completa sono molto buone, essendo le neoplasie mammarie molto responsive ai trattamenti. Inoltre il dato del c-erb 3+ pone indicazione all'impiego del trastuzumab in adiuvante. Credo che lo svuotamento del cavo ascellare sia molto opportuno ed occorre valutare con i colleghi chirurghi l'opportunità di una mastectomia radicale della mammella omolaterale rispetto ai linfonodi coinvolti. Una stadiazione completa poi non può prescindere da una scintigrafia ossea.

    Ci tenga aggiornati, un caro saluto

    Dr. Carlo Pastore



  4. #4
    Utente donna
    Iscritto dal
    2007
    Oltre alla TAC, a mia madre sono in effetti stati prescritti altri esami: esami del sangue; scintigrafia ossea; esame per il cuore. La TAC verrà effettuata tra 10 giorni, gli altri esami tutti prima. L'Oncologo ha consigliato di fare tutti questi esami (non ha detto se per stabilire se il tumore si è diffuso o meno, ma è quello che ci siamo immaginati).
    Dopo gli esami, valuterà se riterrà necessaria la chirurgia oppure se affrontare il problema solo con una chemio/radioterapia. Leggendo sia su questo sito che altrove mi ero immaginato che la chirurgia fosse necessaria, ma potrebbe anche non esserlo? In ogni caso può darsi che la ritenga probabile ma non abbia ancora voluto parlarne, aspettando i risultati.
    Per quel che riguarda lo svuotamento del cavo ascellare invece non ha parlato, ma ritengo da quello che ho letto qui, essendo una pratica comune, che anhe questa sia un'ipotesi che ha preso in considerazione ma che non vuole ancora parlarcene prima di aver completato tutti gli esami. Essendo 3 i linfonodi coinvolti, voi consigliereste di effettuare lo svuotamento di tutto il cavo comunque, oppure attendere l'esito di TAC ed altro ha senso?
    Per quel che riguarda l'esame PET, di che si tratta? Questo non è stato prescritto.
    Infine, per quel che riguarda il trattamento terapeutico, il Femara (che ho letto essere molto indicato in genere con ER elevati) è stato prescritto dicendo che, in attesa di avere i risultati degli altri esami e decidere quindi se e che tipo di chirurgia e terapia intraprendere, si poteva iniziare con questa cura leggera e generica, diciamo "per non stare fermi in attesa dei risultati".
    Concordate con queste indicazioni? O il Femara potrebbe avere effetti negativi se usato senza sapere il quadro clinico preciso e prima di effettuare la chemioterapia?
    Grazie mille per il vostro interessamento e per il vostro aiuto




  5. #5
    Indice di partecipazione al sito: 9349 Medico specialista in: Chirurgia generale
    Oncologia medica

    Perfezionato in:
    Senologia

    Risponde dal
    2005
    Gentile utente,
    concordo ovviamente con il dr. Pastore e anche con il Suo oncologo, che evidentemente ha valutato bene se c'è spazio per una indicazione chirurgica.
    Cordiali saluti
    Salvo Catania



  6. #6
    Utente donna
    Iscritto dal
    2007
    Dalle analisi del sangue (non tutti i risultati sono comunque ancora disponibili) abbiamo visto che l'unico parametro decisamente superiore ai livelli normali è il seguente:
    Antigene Carboidratico 15.3: valore = 247
    E' un valore alto? Cosa indica?
    Ci sono altri parametri che sono più interessanti e che posso scrivervi per avere un'idea generale dei risultati?





  7. #7
    Indice di partecipazione al sito: 9349 Medico specialista in: Chirurgia generale
    Oncologia medica

    Perfezionato in:
    Senologia

    Risponde dal
    2005
    Si effettivamente l'incremento del Ca 15.3 potrebbe essere compatibile con il quadro che ci ha descritto.

    Uso il condizionale perchè il ruolo clinico dei marcatori è molto complesso perchè si tratta di test aspecifico in molte condizioni.

    Per valutare l'opportunità dell'impiego clinico di un test diagnostico come i marcatori tumorali devono essere considerati i parametri di efficacia e utilità.

    Per parlare di efficacia ci deve essere una relazione non equivoca fra la presenza e /o il livello del marcatore ed un determinato evento biologico.

    Ad esempio è efficace un marcatore i cui livelli sono in relazione diretta con la massa di tumore presente.

    Poichè l'incremento di un marcatore può essere determinato anche da
    altre condizioni non neoplastiche a volte occorre un certo periodo di tempo per dare una interpretazione corretta del test.

    Il Suo oncologo sicuramente ha più dati a disposizione per dare una
    valutazione più obiettiva .














  8. #8
    Utente donna
    Iscritto dal
    2007
    Gentili Dottori, vi chiedo un parere sia sull'esito dell'esame di scintigrafia, che sulle modalità, in particolare sui tempi, con cui viene seguita mia madre.

    Per quel che riguarda la scintigrafia:
    Si rilevano iperattività a livello del rachide dorsale e lombare, in particolare a livello di D11 e L4, con relativa ipocaptazione della porzione inferiore di D12 di cui si consiglia indagine radiologica mirata. Si rilevano iperattività aspecifiche del manubrio e del corpo sternale, delle ginocchia, soprattutto a Sn e della sacroiliaca di Dx, di presumibile significato artrosico. Non significative iperattività a carico dei restanti segmenti schletrici.
    A noi hanno detto che ci sono queste vertebre in cui potrebbe, ma non si può sapere per ora, esserci una forma di metastasi; potrebbe anche essere artrosi, così come è nelle altre zone scheletriche.
    A Voi cosa sembra? Quale è la probabilità, visto lo stato del tumore finora descritto, che le vertebre siano coinvolte? E se fosse, quanto è grave? Inoltre, cosa consigliereste di fare? Come indagine approfondita andrebbe bene la TAC?

    Per quel che riguarda i tempi e le modalità, i miei dubbi sono dovuti al fatto che l'ecografia ha segnalato linfonodi sospetti, poi rivelatisi maligni, già a metà settembre, e ancora la tac non è stata eseguita (verrà fatta tra una settimana, quindi dopo 2 mesi dalla prima visita). E' un tempo eccessivo? Il problema viene sottovalutato?

    C'è anche un altro punto rimasto "in sospeso". Voi avevate ritenuto uno suotamento del cavo ascellare come utile; può darsi che anche il nostro oncologo lo ritenga opportuno, ma... stiamo aspettando troppo? Lo svuotamento servirebbe principalmente per capire qual è lo stadio del tumore, oppure anche e soprattutto per fermarne l'avanzamento?

    In definitiva, poiché tutti i risultati degli esami, e tutti gli esami prescritti finora, li ho riportati, vi chiedo un franco parere generale su come il caso viene seguito, pur conscio che seguirlo on-line è bene diverso...

    Grazie mille e scusate le tante domande... al contrario, se ne avete alcune voi, non esitate!



  9. #9
    Indice di partecipazione al sito: 9349 Medico specialista in: Chirurgia generale
    Oncologia medica

    Perfezionato in:
    Senologia

    Risponde dal
    2005
    1) Dopo la scintigrafia è opportuna una indagine radiologica mirata sul rachide.

    2)Non è troppo tardi, perchè l'ha scritto Lei, manca solo una settimana per eseguire la Tac.

    3) Lo svuotamento ascellare è terapeutico se i linfonodi risultano interessati mentre ha un ruolo importante per la stadiazione della malattia anche quando risultano non interessati da secondarismo.



  10. #10
    Indice di partecipazione al sito: 342 Medico specialista in: Radioterapia

    Risponde dal
    2007
    Caro utente,
    dal referto è difficile fare una diagnosi differenziale tra artrosi(molto comune dopo una certa età) e metastasi ossee da carcinoma della mammella(purtroppo relativamente frequenti in tumori avanzati della mammella che possono avere una via di diffusione vascolare elettiva verso la colonna vertebrale). Se le radiografie mirate non fosssero chiarificatrici potrebbe effettuare contestualmente alla TC già prescritta un esame delle stesse immagini TC ma con "finestra per osso" con attenzione e studio sulle sedi ossee sospette.
    Relativamente alla PET, è un esame metabolico che è in grado di evidenziare l'attività metabolica del tumore localmente ma anche a distanza. Esso è utilissimo nella stadiazione e soprattutto per i tumori a partenza ignota. Comunque sulle ossa difficilmente aggiunge qualcosa in più rispetto alla scintigrafia.



  11. #11
    Utente donna
    Iscritto dal
    2007
    Sono oggi arrivati i risultati della TAC effettuata. La TAC ha evidenziato delle lesioni nelle vertebre già evidenziate dalla scintigrafia. Il nostro oncologo ha detto che è una forma non "erosiva", quindi una forma che si può combattere efficaciemente sempre con il solo Femara, così come sempre lo stesso farmaco ci è stato lasciato come unica cura per tenere sotto controllo i linfonodi. Ci è stato sconsigliato un intervento per l'asportazione del cavo ascellare, che non risolverebbe il problema in quanto c'è già metastasi alle ossa, e in quanto la cura più efficace per loro sembra essere ormonale. Ci è stato sconsigliato anche perché il tumore originario non è stato trovato né con la risonanza magnetica alla mammella né con la TAC, quindi secondo loro probabilmente si tratta di poche cellule che hanno dato origine alle metastasi.
    Dobbiamo verificare il marcatore CA 15-3 tra una ventina di giorni, per valutare se effettivamente in questi due mesi il Femara ha avuto effetti positivi o meno. Secondo loro, visto che questa malattia sembra avere un'aggressività non elevata, e una crescita lenta, conviene per ora percorrere la strada ormonale.
    Infine, riporto che la TAC ha individuato un corpo a rischio nel fegato di 17 mm; si farà una risonanza al fegato, ci è stato detto che potrebbe essere una scioccheza come una metastasi, e che se così fosse la cura cambiarebbe, altrimenti si rimarrebbe al Femara (sempre monitorando marcatori e linfonodi).
    Secondo voi è una diagnosi a grandi linee esatta? O con queste premesse avreste agito diversamene? La mia paura è che operare o non operare, fare o non fare chemioterapia, possano essere scelte decisive, e partire con il piede sbagliato possa compromettere le terapie future e le possibilità di buone risposte alle cure.




  12. #12
    Indice di partecipazione al sito: 9349 Medico specialista in: Chirurgia generale
    Oncologia medica

    Perfezionato in:
    Senologia

    Risponde dal
    2005
    Chiaramente a questo punto non c'è più l'indicazione ad eseguire lo svuotamento ascellare in accordo al programma che sta seguendo.



  13. #13
    Utente donna
    Iscritto dal
    2007
    Ma voi siete d'accordo con il programma che sta seguendo, oppure è proprio l'approccio iniziale ad essere sbagliato?
    Vorrei rassicurarmi sulla strada che stiamo seguendo oppure, se necessario, cambiarla il prima possibile.
    Inoltre vorrei un parere onesto se possibile sulle efficacie delle terapie che sta seguendo mia madre. Per quanti anni è possibile che la terapia le renda possibile vivere abbastanza normalmente? E se anche il fegato fosse coinvolto?
    Grazie mille per il vostro aiuto e per i vostri pareri



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