Utente 196XXX
Cari dottori,
ho un bambino nato con testicolo dx ritenuto in zona medio-inguinale (a sentire i medici era proprio lì per portarsi in posizione scrotale)e sx in posizione normale. E' stato sottoposto ad orchidopessi presso il Policlinico "Federico II" di Napoli all'età di 15 mesi. Dopo l'intervento il testicolo ci è parso da sempre in posizione molto alta tanto da non essere visibile, cosa che ci ha fatto dubitare seriamente della riuscita dell'intervento. Ricontrollato dal chirurgo che lo ha operato dopo due settimane egli ha sostenuto la riuscita dell'intervento, che il testicolo è in posizione scrotale alta ed il fatto che il testicolo non si vedeva a causa dello scroto poco rilassato e disabituato a contenerlo e delle dimensioni ridotte dello stesso e che sarebbe diventato visibile crescendo ed aumentando di peso. Stessa considerazione il chirurgo l'ha riportata dopo sei mesi e dopo un anno dall'intevento. Noi, a cui tale condizione non ha mai convinto, giacchè il testicolo è visibile solo quando lo scroto è completamente rilassato e comunque è posizionato eccessivamente in alto, abbiamo consultato altri due esperti del settore: il primo che opera presso il Santobono di Napoli, ha sostenuto la posizione sostanzialmente corretta del testicolo,che conoscendo il chirurgo del primo intervento, questo sicuramente aveva operato correttamente e ci ha consigliato iniezioni a base ormonale per diminuire la probabilità di atrofia del testicolo operato; il secondo, che opera a Vicenza ma fa anche studio a Napoli, sostiene invece che bisogna rioperare poichè il testicolo è fuori dalla posizione scrotale. Riporto anche che un'ecografia fatta circa 2 mesi fa riportava il testicolo sx un pochino più piccolo del dx (in realtà pare che entrambi siano leggermente più piccoli della media).

Difatti ci troviamo di fronte a tre opinioni diverse di tre persone che in Campania sono ritenuti il riferimento nel settore:

1) lasciare le cose così come sono e poi vedere alla pubertà;
2) fare una cura ormonale per sviluppare i ricettori ed aiutare il testicolo a svilupparsi;
3) rioperare.

A questo punto, noi genitori siamo in notevole difficoltà. Eviteremmo di certo un intervento ma come facciamo a sapere ora qual'è la soluzione migliore? Potreste consigliarci su come orientarci in merito ad una scelta corretta? Sarebbe il caso di rivolgersi anche per unproblema apparentemente banale ad una struttura di rilievo nazionale come Bambin Gesù o Gaslini? Sarebbe troppo chiedervi al nostro posto cosa fareste?

Grazie

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Antonio F. A. Cutrupi
28% attività
4% attualità
16% socialità
REGGIO DI CALABRIA (RC)
Rank MI+ 48
Iscritto dal 2008
Gent.mi

capiamo bene le vostre perplessità, dubbi e reticenze.

da queste postazioni viene facile dedurre che molto probabilmente il testicolo in questione fosse con brevità vasale e quindi localizzato con l'intervento il più in basso possibile, vedi imboccatura dello scroto.

tutte le opzioni sono plausibili, ma sinceramente da qui non dirimo la questione.

la cosa giusta da fare forse per esperienza è quella di attendere almeno sei mesi dal post operatorio e vedere come si "aggiusta" la situazione, visto che il tentativo di spinta ormonale lo avete già applicato.

se non vi dispiace, teneteci aggiornati.

cordialità

[#2] dopo  
Utente 196XXX

Iscritto dal 2011
Caro dottore,
grazie per la sua pronta risposta ma credo di dover chiarire un paio di punti:
1)L'intervento mio figlio lo ha subito quasi un anno e mezzo fa e da allora ci sono stati pochi segni di miglioramento. In sostanza il punto dello scroto dove è "agganciato" il testicolo non tira più come prima e il testicolo, in condizioni di rilassatezza come dopo un bagnetto, ci sembra maggiormente visibile.
2) La cura ormonale non è stata somministrata perchè il pediatra di famiglia sostiene che è inefficace dopo l'operazione e perchè la cura tramite iniezioni ci sembrava troppo "pesante"; avremmo pereferito una cura per via nasale. Per cui, nell'incertezza di una sua efficacia, cosa che approfitto per chiedervi, abbiamo preferito pensarci un pò.

Approfitto anche per chiedere, se effettivamente esiste una brevità vasale, questa si risolverà almeno in parte con il tempo oppue consigliate un nuovo intervento?

Il chirurgo che aveva da subito prospettato una nuova operazione parlava di risolvere tutte le "adesioni" del canale, risalendo finanche al rene.

Questo tipo di intevento è consigliabile o riteete che sia troppo invasivo? Prevedete che comunque il testicolo possa scendere con il tempo, come sostenuto del chirurgo che ha operato mio figlio, oppure un nuovo inteventa risulta necessario?

Grazie
[#3] dopo  
Dr. Antonio F. A. Cutrupi
28% attività
4% attualità
16% socialità
REGGIO DI CALABRIA (RC)
Rank MI+ 48
Iscritto dal 2008
Gent.mi

l'intervento previsto normalmente richiede l'esplorazione del canale inguinale sino a raggiungere e chiudere il dotto peritoneo vaginale( che ostacola spesso la discesa del testicolo) sino a raggiungere l'anello inguinale interno.

non trovo pericoloso questo intervento perchè è l'intervento classico per l'orchidopessi.

la terapia ormonale si associa spesso nel post operatorio di questi interventi.

a distanza sinceramente non mi sento di esprimere giudizi di operablità.

cordialità