Utente 197XXX
Gentili Dottori,
sono una donna di 32 anni; cinque mesi fa mi sono fatta asportare una verruca da Papillomavirus sul cuoio capelluto tramite laser terapia.
La verruca in questione aveva un diametro di circa 2 mm ed una forma peduncolare.
La zona trattata col laser è stata di circa 1 cm quadrato per evitare, a detta del dermatologo, il rischio di recidive. Al momento questa zona è ancora priva di capelli, la pelle ha un aspetto fragile, lucido e arrossato e, purtroppo, è situata accanto alla mia divisa naturale, per cui ben visibile.
Ad una seconda valutazione lo stesso medico ha constatato la formazione di esiti cicatriziali nella parte centrale che potrebbero impedire la ricrescita dei capelli.
Le mie domande sono queste:
1 - E' possibile che il laser abbia danneggiato irreversibilmente i bulbi piliferi su tutta la zona trattata (1 cm quadrato) ?
2 - Se in 5 mesi (2 mesi dalla guarigione completa della ferita) i capelli non sono ricresciuti è segno che non ricresceranno più, oppure è un tempo di attesa plausibile per la riattivazione dei bulbi piliferi (quanto tempo possono arrivare ad impiegare per riattivarsi) ?
2 - La terapia con Carexidil al 5% che ho appena iniziato (2 applicazioni giornaliere per 3 mesi) può essere utile ?
3 - Nella peggiore delle ipotesi, ovvero che non ricrescesse alcun capello su tutta la zona,
sarebbe possibile effettuare un autotrapianto di capelli ?
Quanti ne occorrerebbero e quanto potrebbe essere la spesa indicativa ?

Vi ringrazio anticipatamente per la disponibilità
Cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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Gent.le pz
se il laser è stato portato in profondità può aver danneggiato irreversibilmente i bulbi piliferi, ed in effetti il tempo passato (5 mesi) sembra purtroppo confermarlo.
Sicuramente sarà possibile la chirurgia estetica (magari anche semplicemente la asportazione a losanga dell'area) ma questo andrà valutato sul caso specifico.
Sui costi non posso esprimermi.
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 197XXX

Iscritto dal 2011
Gentile Dottore,
la ringrazio per la tempestiva risposta. Pensavo di provare ad ottenere qualche risultato con la terapia col Carexidil 5%; certamente nel caso i capelli non dovessero ricrescere nell' arco dei 3 mesi di trattamento che mi sono stati prospettati, seguirò la strada che lei mi ha indicato, ovvero rivolgermi ad un chirurgo estetico, anche se le confesso che l'idea di sostituire ad una cicatrice un' altra cicatrice, benché sicuramente meno visibile, desta in me una sensazione di , credo motivata, delusione.
Mi permetto di approfittare ancora una volta della sua conoscenza ponendole una domanda che, alla luce di quel che è successo, mi è sorta spontanea, anche se non può portarmi ad alcuna risoluzione del problema, ma solo ad un' amara constatazione: per asportare una verruca , definita oltretutto dal dermatologo insolitamente piccola, dal cuoio capelluto, è necessario ricorrere al laser o si possono utilizzare anche altri metodi (per es. crioterapia con azoto liquido, applicazione di sostanze cheratolitiche, ecc.) meno invasivi, con i quali si annulli il rischio di danneggiare irreversibilmente i bulbi piliferi ? Il laser è sempre così rischioso in questi casi o il mio esito rientra in un' insolita e ridotta casistica ?
La ringrazio sinceramente per quanto mi potrà dire e le porgo i miei più cordiali saluti




[#3] dopo  
Dr. Davide Brunelli
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CESENA (FC)
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Gentile Utente,
non è possibile assolutamente rispondere alla sua domanda in assenza di dati precisi:
- che tipo di laser era e di che marca ?
- quali parametri sono stati utilizzati ? (fluenza, spot, ecc...)
Nel caso dovesse residuare una alopecia cicatriziale irreversibile le consiglio un intervento chirurgico di asportazione dell'area cicatriziale che, per 1 cm di diametro, dovrebbe riuscire con esito soddisfacente.
Cordiali saluti
[#4] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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BRESCIA (BS)
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Gent.le pz
lei ci riporta Verruca da papillomavirus e così assumiamo che sia.Il papillomavirus infetta le cellule dello strato basale dell’epitelio replicandosi durante il differenziamento dei cheratinociti delle cellule dallo strato spinoso, granuloso e corneo dove si possono trovare le particelle virali e alcune cellule ingrossate dette coilociti,spie delle infezioni papillomatose.
Di regola la distruzione non necessita di essere profonda nel derma, ma è possibile , specialmente per alcuni tipi di laser, che l'azione lesiva, a causa della azione termodistruttiva irradiata alle strutture circostanti (dipende dai laser , come già fatto notare) coinvolga strutture più profonde.
Confermo anche io che un intervento di asportazione dell'area risolverebbe con ogni probabilità il problema estetico (con una piccola cicatrice lineare nascosta tra i capelli).
Di più non saprei dirle.
Cordialità
[#5] dopo  
Utente 197XXX

Iscritto dal 2011
Gentili Dottori,
purtroppo non sono in grado di fornirvi i dati che vi occorrerebbero sul tipo di laser e i parametri utilizzati, a meno che non lo chieda al dermatologo che lo ha adoperato in una prossima visita. Ho fatto asportare la verruca da un dermatologo, da me già conosciuto in altre occasioni, nel suo ambulatorio medico privato ; prima di intervenire mi ero premurata di chiedere se sarebbero ricresciuti i capelli sulla cute lesa e ho ricevuto la rassicurazione che " i bulbi piliferi si trovano molto più in profondità ". Riguardo alla diagnosi di verruca da Papillomavirus vi ho riportato quanto mi ha riferito il dermatologo in questione dopo il trattamento ; anche io devo assumere che sia così, non avendo le competenze, e ormai neanche le possibilità , per controbattere.
Vi ringrazio sentitamente per la sollecitudine nelle risposte, per le vostre indicazioni e spiegazioni e per la vostra professionalità.
Nel caso in cui la mia alopecia si dimostrasse essere cicatriziale, come sono ormai orientata a pensare che sia, e di conseguenza irreversibile, seguirò il consiglio che mi avete univocamente fornito.
Le vostre rassicurazioni sull' aspettativa di un esito soddisfacente a seguito di un intervento chirurgico sono quanto meno incoraggianti.
Vi porgo i miei saluti citando un passo del Giuramento di Ippocrate, che per pura curiosità sono andata a leggere e riguardo al quale voi e tutti i medici iscritti a medicitalia potete ben dire di prestare fede ogni giorno del vostro operato :
"Giuro di promuovere l' alleanza terapeutica con il paziente fondata sulla fiducia e sulla reciproca informazione, nel rispetto e condivisione dei principi a cui si ispira l' arte medica"

Questo non è poco al giorno d' oggi.






[#6] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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BRESCIA (BS)
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Grazie per le sue parole e un caro augurio .
cordialità