Utente 184XXX
Egregi Dottori
Riporto di seguito gli esiti di visite cardiologiche conseguenti ad un evento importante di fibrillazione atriale verificatosi in gennaio dello scorso anno con conseguente ricovero in PS e successivi accertamenti, ed un ulteriore evento del dicembre u.s. regresso spontaneamente.
Scrivo (donna, 69 anni, in sovrappeso) perché sono preoccupata dai contenuti degli elettrocardiogrammi ed in particolare dalle variazioni esistente fra i due ultimi.

30/01/2010
Da accertamenti seguiti al primo ricovero:
• ipertrofia ventricolare sx con buona funzione contrattile globale ed una lieve alterazione dell’atrio sx
• da esame coronarografico : albero coronarico angiograficamente indenne da lesioni, ventricolo sx ipertrofico con buona funzione contrattile globale. Atrio sx lievemente dilatato.
• Note di aortosclerosi

11/1/2001
Note su ECG per visita cardiologica relativa al secondo evento:
• ECG ai limiti della norma
• ritmo sinusale regolare, frequenza 82, alterazioni aspecifiche nelle T delle derivazioni inferiori, elevazione minima ST, derivazioni inferiori

8/3/2011
Note su ECG da visita cardiologica di controllo:
• ECG anormale (e di fianco: Non confermato. Da riesaminare)
• ritmo sinusale regolare, frequenza 71
• infarto inferiore con persistenti T negativi
• alterazioni non specifiche delle T nelle derivazioni anterolaterali
• alterazioni del recupero ventricolare diffuse.

Precisato che:
• mi è prescritto di assumere cardioaspirin 3 e, per problemi pressori, losazid 50
• una terapia prima con rytmonorm 325 e poi con Almarytm 100 furono entrambe sospese per forti effetti collaterali
• all’ultima visita dell’8 u.s. il cardiologo ha sospeso il follow up rimandando ad un anno una visita di verifica
• in virtù della sporadicità degli eventi verificatisi, ha ritenuto non sia il caso di persistere sulla via della assunzione permanente di farmi antiaritmici
• per l’eventuale manifestarsi di un nuovo evento ha consigliato di:
o assumere lexotan ad una diecina di minuti dal relativo inizio
o in caso di persistenza per ulteriori venti minuti assumere un rytmonorm 300
o in caso di persistenza per ulteriori 30 minuti recarsi in PS.

Tutto ciò premesso chiedo:
• che mi si faccia capire in termini pratici che cosa indicano, dal punto di vista della funzionalità del cuore, i contenuti e le variazioni esistenti fra i due ultimi ECG ed in particolar modo il significato del passaggio dalla annotazione “ ECG ai limiti della norma” dell’11/1 a quella di “ECG anormale” dell’8/3. Chiedo anche che cosa sta ad indicare la nota “infarto inferiore” nell’ECG dell’8/3 che mi preoccupa molto (fra l’altro non ritengo di avere avuto sintomi specifici nel volgere dei due mesi intercorrenti fra le due visite)
• se concordate con la decisione di sospendere l’ assunzione di farmaci antiaritmici per affidarsi alla terapia indicata in caso di eventuale recidiva.
Ringrazio per il Vostro benemerito servizio.

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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
in effetti c'è poca chiarezza tra i referti ECG riportati e il tipo di indicazioni terapeutiche datale. Infatti, è inverosimile che ad un ipotetico riscontro di un infarto in sede inferiore, non si effettui almeno un ecocardiogramma se non una scintigrafia miocardica, mentre per quanto riguarda la terapia antiaritmica esistono altri farmaci da poter somministrare prima di indicare gli ansiolitici come terapia alternativa.
Saluti